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L' Associazione Centro Studi Sicurezza sezione Guardie Giurate è stata fondata formalmente nel 2001 da un gruppo di guardie giurate. Tra gli obiettivi primari, la volontà di riscattare una categoria lavorativa che da anni versa in condizioni disagiate grazie alla noncuranza delle Istituzioni e di alcune sigle sindacali.

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Per la tutela di diritti in materia di lavoro, servizi consulenza ed eventuale assistenza legale e per ogni problema relativo al rapporto di lavoro legato alla professione delle guardie giurate.

Per informazioni: 02/5463277 333/1788038

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Allevatore Istruttore Cinofilo Angel Dog Sandro Arrivabene.

Presidente: 389/05522181 Segreteria: 389/0552165

 

MASSAGGIO HAWAIIANO

"LOMI LOMI

Benessere Profondo Per informazioni: Località Zelo Buon Persico (Lo). Bodyworkers 339/7004760

 

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sabato, 30 aprile 2005

L'AQUILA: ARRESTATA GUARDIA GIURATA PER UN AMMANCO DI 450MILA EURO

L'AQUILA - Una guardia giurata dell'Ivri (istituti di vigilanza riuniti d'Italia) è stata arrestata dalla polizia a L'Aquila . L'uomo sarebbe responsabile dell'ammanco di circa 450mila euro dalle casse dell'istituto di vigilanza per il quale presta servizio. A finire in carcere su ordine di custodia cautelare emesso dal gip del tribunale del capoluogo e' stato Rosario Iovine, 51 anni, napoletano, da trent'anni residente a L'Aquila. I particolari dell'operazione saranno resi noti in una conferenza stampa che si terra' alle 12 in questura.

(AGE) NUN

CentroStudiSicurezza alle ore 17:11
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venerdì, 29 aprile 2005

"LUCCIOLA"ITALIANA PICCHIATA E DERUBATA

Sabato, 16 Aprile 2005

Drammatico episodio l'altra notte ai danni di una prostituta trevigiana, picchiata, derubata e scaraventata a terra da un'auto in corsa. Solo la provvidenziale presenza di due guardie giurate dell'Istituto di vigilanza Castellano che è stato possibile evitare la tragedia. È accaduto l'altra notte, verso le 00.45 quando da una vettura di grossa cilindrata è stata buttata a terra un giovane donna. La "lucciola" riportava solo alcune escoriazioni ad una mano e ferite non gravi al corpo, mentre l'auto, forse condotta da un maghrebino, si dava alla fuga facendo ben presto perdere le proprie tracce. A prestare i primi soccorsi le due guardie giurate che, pur tentando l'inseguimento dell'auto, dovevano poi desistere dall'azione. Sul posto giungeva anche una pattuglia delle Volanti che trasferiva la donna al pronto soccorso e poi in Questura per la denuncia.

CentroStudiSicurezza alle ore 18:49
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MAGGIO: PRESIDIO A MONTECITORIO

Il CENTRO STUDI SICUREZZA  organizzerà un' altro Presidio davanti Montecitorio (Roma ), per chiedere il riavvio dei lavori parlamentari per la riforma. Sicuramente questa non è la prima e l'ultima volta che ci resenteremo dinnanzi a Montecitorio, tuttavia MARMELLO raccomanda di aderire all'iniziativa, ricordando di non lamentarsi per lo scarso interesse dei media nei confronti dell'evento se presenti in 10 persone. Per informazioni contattare Marmello. Si raccomandano serietà e partecipazione.

Marmello: 349/3430009

CentroStudiSicurezza alle ore 18:34
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WORLD TAICHI DAY

DOMANI 30 APRILE 2005 DALLE ORE 10:00 AL PARCO SEMPIONE DI MILANO, IL CENTRO STUDI SICUREZZA SETTORE ARTI MARZIALI - SCUOLA MEIHUA DO - SARA' PRESENTE CON I SUOI MAESTRI DI ARTI MARZIALI E ALESSANDRO MARMELLO. QUESTA SARA' UNA MATTINATA ALL'INSEGNA DELLA SALUTE E DELLO SPORT. LA PRATICA E' APERTA A TUTTI E GRATUITA. 

CentroStudiSicurezza alle ore 18:26
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mercoledì, 27 aprile 2005

INDAGATI: HA PIU' RILEVANZA UN POLIZIOTTO O UNA GUARDIA GIURATA INDAGATA?

Antimafia, carabinieri indagati Perquisita una caserma a Pozzuoli

Coinvolti una decina di militari, tra cui alcuni ufficiali I reati ipotizzati: corruzione, abuso d'ufficio e favoreggiamento

NAPOLI - Diversi carabinieri, tra i quali anche alcuni ufficiali, sono indagati in una inchiesta condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Al momento sono stati notificati una decina di inviti a presentarsi: I reati ipotizzati dai pm sono di corruzione, falso, abuso di ufficio e favoreggiamento, aggravati dall'articolo 7 della legge 203/91 (per aver cioè agevolato l'attività del clan camorristico Beneduce-Longobardi).
Sono in atto anche alcune perquisizioni, compresa la caserma dei carabinieri di Pozzuoli, che sarebbe coinvolta nell'inchiesta.
Gli inviti a presentarsi sono stati notificati al generale di corpo d'armata Sabato Palazzo, ex comandante interregionale a Napoli; al colonnello medico Michele Giordano; al maggiore Ruggiero Capodivento, ex comandante della compagnia di Pozzuoli; al capitano Rocco Italiano, comandante della compagnia di Pozzuoli; al capitano Francesco Sessa, comandante del Nucleo operativo della compagnia di Pozzuoli; al maresciallo Pasquale Esposito, comandante della stazione di Pozzuoli; al brigadiere Raffaele Uccello, in servizio nella stazione di Pozzuoli; al maresciallo Carmine Palmieri in servizio alla sezione di pg della Procura della Repubblica; al colonnello Pasquale Di Simio, ex aiutante di campo del generale Palazzo; al maresciallo Aldo Diaferia, in servizio alla stazione di Pozzuoli, e al vicequestore Michele Carlino.

Gli altri due destinatari sono Giuseppe Del Giudice, ritenuto affiliato al clan Beneduce, e Schiano Di Zenise, che avrebbe ricevuto favori in relazione a un abuso edilizio.

(15 aprile 2005)

CentroStudiSicurezza alle ore 19:25
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LAVORI PARLAMENTARI- MARMELLO TUTTO DOVEVA GIA' ESSERE STATO APPROVATO

I Commissione - Resoconto di martedì 12 aprile 2005
Pag. 9
COMITATO PERMANENTE PER I PARERI
Disciplina degli istituti di vigilanza privata.
C. 301 Lucidi, C. 452 Cento, C. 823 Pistone, C. 868 Misuraca, C. 1172 Molinari, C. 2188 Stucchi, C. 2303 Nespoli, C. 2393 Ascierto, C. 2508 Marras, C. 2880 Pezzella e C. 4209 Governo. (Seguito dell'esame e rinvio).
La Commissione prosegue l'esame, rinviato, da ultimo, il 15 marzo 2005.


Vincenzo NESPOLI (AN), relatore, fa presente di avere svolto, insieme al Sottosegretario Mantovano, gli opportuni approfondimenti in ordine ai profili problematici emersi nel corso dell'esame degli emendamenti con riferimento alla portata normativa dell'articolo 1 del testo. A tale proposito preannuncia l'intenzione di presentare, in occasione della prossima seduta, taluni emendamenti, predisposti d'intesa con il rappresentante del Governo, volti precipuamente a superare le obiezioni sollevate da alcuni deputati con particolare riguardo alle attività che possono essere espletate dagli istituti di vigilanza privata e dagli altri soggetti cui si riferisce il provvedimento in titolo.
Il Sottosegretario Alfredo MANTOVANO tiene a precisare che gli emendamenti di cui il relatore ha preannunciato la presentazione sono finalizzati, in primo luogo, a corrispondere all'esigenza manifestata da alcuni componenti della Commissione di una più accurata messa a fuoco dei servizi di sicurezza sussidiaria esperibili mediante istituti di vigilanza e guardie giurate rispetto a quelli attribuibili ad «altri operatori». A tale proposito, una prima proposta emendativa dovrebbe essere volta a precisare, all'articolo 1, comma 2, lettera g), che tra le attività di sicurezza svolte a mezzo di guardie giurate rientrano anche i servizi di vigilanza effettuati, in occasione di spettacoli o trattenimenti, a tutela dell'incolumità degli artisti e degli spettatori e non della «pubblica incolumità», formula quest'ultima ritenuta equivoca rispetto all'effettiva finalità di vigilanza sull'incolumità di singoli artisti. Una seconda proposta emendativa sarebbe volta a modificare la lettera b) del comma 4 dello stesso articolo 1, nel senso di escludere dall'ambito delle attività che possono essere svolte da soggetti diversi dalle guardie giurate quelle riferibili alla custodia di immobili residenziali, al precipuo fine di chiarire che non costituisce oggetto della nuova disciplina l'attività di portierato in immobili residenziali, rimanendo quindi confermata con riferimento ad essa la liberalizzazione disposta dall'articolo 1, comma 3, della legge n. 340 del 2000, ai sensi del quale è stata infatti soppressa la previsione dell'iscrizione nel registro di cui all'articolo 62 del testo unico delle leggi sulla pubblica sicurezza. Una ulteriore modifica, infine, dovrebbe essere volta a rimodulare l'ambito di incidenza
Pag. 12
del decreto del Ministro dell'interno di cui al comma 5 dell'articolo 1, circoscrivendolo solo all'eventuale indicazione di nuove attività di sicurezza sussidiaria rispetto a quelle previste dalla legge ed escludendo pertanto che sia rimessa a tale fonte secondaria l'individuazione delle attività di sicurezza sussidiaria che debbono essere svolte a mezzo di guardie giurate e di quelle che possono essere espletate impiegando altri operatori.
Marcella LUCIDI (DS-U), riservandosi di approfondire la portata delle proposte emendative preannunciate dal relatore e dal rappresentante del Governo, rileva come nel dibattito in corso non si possa prescindere dalla circostanza che la Commissione europea, con lettera di costituzione in mora del 3 aprile 2002, alla quale il Governo italiano risulta avere risposto con nota del 6 giugno 2002, ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia proprio con riferimento alla disciplina vigente nel nostro ordinamento sulle modalità di esercizio dell'attività di vigilanza privata. Tenuto conto che in data 14 dicembre 2004 la Commissione europea avrebbe trasmesso al Governo italiano un parere motivato nel quale sarebbero esposti nel dettaglio i motivi di contestazione, chiede al rappresentante del Governo di rendere disponibile ai componenti della Commissione l'intera documentazione riferita alla procedura avviata in sede europea. Nel precisare che, a quanto risulta, tra i motivi alla base della procedura di infrazione nei confronti del nostro paese vi sarebbe la mancata liberalizzazione del settore della vigilanza privata, in violazione della normativa comunitaria, paventa il rischio che anche il provvedimento attualmente all'esame della Commissione, nella misura in cui prevede vincoli amministrativi all'esercizio della predetta attività, possa essere oggetto di ulteriori censure in sede europea.
Il Sottosegretario Alfredo MANTOVANO riconosce la rilevanza della questione introdotta dal deputato Lucidi ai fini del prosieguo dell'esame del provvedimento in materia di vigilanza privata e, nell'assicurare che, in occasione della prossima seduta, si farà carico di trasmettere alla Commissione la documentazione richiesta, tiene a precisare che in sede europea si confrontano una linea di pensiero che include tout court la sicurezza sussidiaria nell'ambito dei servizi per i quali vale il principio della libertà di circolazione e un'altra posizione, fatta propria dal Governo italiano, in forza della quale tale attività, pur se qualificabile astrattamente come «attività di servizio», è connotata anche da altri elementi, quali la disponibilità di armi, la tutela dei beni e, in alcuni casi, anche delle persone, che giustificano l'adozione di una disciplina differenziata. Ed è appunto per rispondere a tale esigenza che il testo all'esame della Commissione riconosce alle attività di vigilanza privata un rilievo parzialmente pubblicistico; rileva infine che una rapida approvazione del provvedimento in titolo rappresenterebbe la via migliore per evitare l'insorgere di conseguenze negative a carico delle imprese italiane operanti nel settore, derivanti dalla procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea.
Graziella MASCIA (RC) nel ringraziare il deputato Lucidi per aver sollevato una questione di così evidente rilievo ai fini del prosieguo dell'esame del provvedimento e nel ritenere assolutamente necessaria la trasmissione della relativa documentazione da parte del Governo, ritiene tuttavia che la Commissione avrebbe dovuto essere tempestivamente informata dell'insorgere della procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea e dello scambio di note posto in essere dal Governo italiano.
Donato BRUNO, presidente, preso atto dell'impegno assunto in tal senso dal rappresentante del Governo, auspica che in occasione della prossima seduta la documentazione relativa alla procedura di infrazione possa essere messa a disposizione dei componenti della Commissione. Rinvio alla prossima seduta

CentroStudiSicurezza alle ore 12:59
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mercoledì, 20 aprile 2005

RIPARTIREMO PIU' FORTI E MOTIVATI DI PRIMA!
Questo periodo, sicuramente delicato suggerisce un momento di calma e riflessione per il Centro Studi Sicurezza. E' certo che non ci fermeremo, e non rinnegheremo tutto quello che abbiamo fatto, detto e costruito sino ad ora. Dobbiamo tener conto che siamo soli ma non abbandonati, e possiamo confidare le nostre speranze, il nostro futuro in poche, ma efficaci alleati. Adesso potremo ripartire dalla regione lombardia facendo funzionare cio' che è stato approvato con la scorsa legislatura regionale : la legge 4 sulla polizia locale e ricollegandoci ad essa faremo di tutto per ripresentare una legge regionale depositata appositamente per le guardie giurate. L'unica presso la regione Lombardia il pdl 267.

Alessandro Marmello

TITOLO VI
(Collaborazione tra polizia locale e soggetti di vigilanza privata)Articolo 34
( Attività di collaborazione tra polizia locale e soggetti di vigilanza privata) 

 1. La Regione, nel rispetto della vigente normativa statale, riconosce agli enti locali la possibilità di avvalersi della collaborazione di guardie particolari giurate, con funzioni ausiliarie, al fine di assicurare alla polizia locale un’efficace forma di sostegno nell’attività di presidio del territorio.
 2. Al fine di attuare la collaborazione di cui al comma 1, gli enti locali, nel rispetto della vigente normativa in materia di scelta del contraente, stipulano apposite convenzioni con gli istituti di vigilanza anche per avvalersi della professionalità, dell’organizzazione e del supporto tecnologico degli stessi.  3. In tale veste, le guardie particolari giurate svolgono attività sussidiaria di mera vigilanza e priva di autonomia, finalizzata unicamente ad attivare gli organi di polizia locale, le forze di polizia dello Stato od enti a vario titolo competenti per esigenze riguardanti esclusivamente:
a)    eventi che possano arrecare danno o disagio; b)   interventi di tutela del patrimonio pubblico;c)    sorveglianza di luoghi pubblici e segnalazione di comportamenti di disturbo alla quiete pubblica;d)   situazioni di pericolo che richiedano interventi urgenti e tempestiva segnalazione agli enti competenti, anche per eventi che richiedano l’intervento della protezione civile. 4. Il Sindaco o il Presidente della provincia, qualora intendono avvalersi della collaborazione delle guardie particolari giurate, inoltrano apposita comunicazione al Questore della provincia al fine di consentire alla medesima autorità di pubblica sicurezza di impartire le opportune direttive e di esercitare la prevista vigilanza.5. La Giunta regionale disciplina le caratteristiche di elementi identificativi di abbigliamento che le guardie particolari giurate sono tenute ad indossare nello svolgimento delle funzioni di cui al presente articolo.

Articolo 35 
(Requisiti e formazione)1. La collaborazione di cui all’articolo 34 è subordinata al possesso del certificato di idoneità rilasciato dalla Regione, previa frequenza di corsi di formazione i cui oneri sono a carico dei privati richiedenti. Al termine dei predetti corsi i partecipanti sostengono un esame per il rilascio del certificato di idoneità. La Commissione esaminatrice è composta da tre appartenenti all’amministrazione regionale nominati con provvedimento del dirigente della competente struttura della Giunta.2. Le guardie giurate in possesso di tale certificato partecipano periodicamente a corsi di aggiornamento professionale i cui oneri sono a carico dei privati richiedenti. 3. La Giunta regionale, sentito il parere della competente commissione consiliare, con apposita deliberazione, definisce le modalità organizzative, i contenuti, la durata, nonchè le prove finali dei corsi di formazione e di aggiornamento di cui ai commi 1 e 2. 4. L’Istituto Regionale Lombardo di Formazione del Personale della pubblica amministrazione (IReF) è organo certificatore della qualità dei suddetti corsi nonché della loro conformità ai contenuti della deliberazione della Giunta regionale di cui al comma 3. 5. La competente struttura regionale forma appositi elenchi degli idonei, articolati su base provinciale, e li inoltra ai Sindaci e ai Presidenti delle province. 6. Gli enti locali si avvalgono della collaborazione delle guardie particolari giurate attraverso gli elenchi di cui al comma 5.

Articolo 36

(Requisiti e formazione)1. La collaborazione di cui all’articolo 34 è subordinata al possesso del certificato di idoneità rilasciato dalla Regione, previa frequenza di corsi di formazione i cui oneri sono a carico dei privati richiedenti. Al termine dei predetti corsi i partecipanti sostengono un esame per il rilascio del certificato di idoneità. La Commissione esaminatrice è composta da tre appartenenti all’amministrazione regionale nominati con provvedimento del dirigente della competente struttura della Giunta.2. Le guardie giurate in possesso di tale certificato partecipano periodicamente a corsi di aggiornamento professionale i cui oneri sono a carico dei privati richiedenti. 3. La Giunta regionale, sentito il parere della competente commissione consiliare, con apposita deliberazione, definisce le modalità organizzative, i contenuti, la durata, nonchè le prove finali dei corsi di formazione e di aggiornamento di cui ai commi 1 e 2. 4. L’Istituto Regionale Lombardo di Formazione del Personale della pubblica amministrazione (IReF) è organo certificatore della qualità dei suddetti corsi nonché della loro conformità ai contenuti della deliberazione della Giunta regionale di cui al comma 3. 5. La competente struttura regionale forma appositi elenchi degli idonei, articolati su base provinciale, e li inoltra ai Sindaci e ai Presidenti delle province. 6. Gli enti locali si avvalgono della collaborazione delle guardie particolari giurate attraverso gli elenchi di cui al comma 5.


(Dipendenza funzionale)1. Il Sindaco e il Presidente della provincia, nei casi di necessità, previo raccordo con il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, richiedono agli istituti di vigilanza la disponibilità del personale iscritto negli elenchi di cui all’articolo 35, comma 5, per la predisposizione dei servizi 2. Le guardie particolari giurate, sulla base delle problematiche emerse in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, possono essere attivate dal Sindaco del comune o dal Presidente della provincia competenti per territorio, ferma restando la dipendenza funzionale dal comandante della polizia locale del comune o della  provincia o dal responsabile del servizio di polizia locale dell’ente che ne ha richiesto l’ausilio. 3. Le guardie particolari giurate possono assicurare la propria attività nell’arco delle ventiquattro ore, anche nei giorni festivi; a tal fine sono in diretto contatto con le centrali operative della polizia locale per le eventuali emergenze.
CentroStudiSicurezza alle ore 15:17
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METRONOTTE SORPRESO A RUBARE IN BANCA, ARRESTATO

Trovato materiale di cancelleria nella sua auto

PALERMO, 17 APR- Un metronotte e' stato arrestato dai carabinieri perche' sorpreso a rubare negli uffici della banca in cui prestava servizio di vigilanza. I suoi stessi superiori hanno hanno deciso l'ispezione, insospettiti dalle lamentele di furto giunte nei giorni scorsi da alcune aziende vigilate proprio dalla KSM. E' emerso che il vigilante aveva nascosto dentro il portabagagli della sua auto materiale di cancelleria rubato dalla banca, per un valore di oltre 100 euro. I dirigenti della societa' di vigilanza hanno dunque chiamato i carabinieri che lo hanno arrestato. L'uomo ha pure ammesso di avere rubato dalla sede Wind di Palermo, durante un turno di servizio, quattro lettori dvd che sono stati trovati nella sua abitazione e che l'uomo ha spontaneamente riconsegnati. (ANSAweb).

CentroStudiSicurezza alle ore 10:27
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SALERNO:RUBA A SUPERMENRCATO E PICCHIA GUARDIA GIURATA

Si era impossessata impropriamente di merce di vario genere dagli scaffali del Supermercato GS in via Migliaro a Salerno. Una 24enne salernitana, M.G. è stata arrestata dai Carabinieri della Compagnia di Largo Pioppi per rapina. La giovane era stata sorpresa dalla guardia giurata mentre tentava di sgattaiolare fuori dall’esercizio pubblico; una volta intimatogli l’alt la 24enne ha aggredito selvaggiamente la Guardia Giurata procurandogli alcune lesioni.  Solo l’immediato intervento dei militari dell’Arma ha consentito di bloccare la donna e restituire la refurtiva al supermercato.


19/04/2005

CentroStudiSicurezza alle ore 10:23
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giovedì, 14 aprile 2005

IL FABI, SINDACATO DEI BANCARI LANCIA UN GRIDO DI ALLARME

Varese - La rapina di ieri riapre il problema delicatissimo della sicurezza. La Fabi appena due mesi fa era intervenuta con vigore sulla vicenda. Si aspetta il morto per agire?

La tutela della vita umana non ha prezzo. Chi non sottoscriverebbe questa frase? Si è tutti d'accordo su un simile principio, ma poi nei fatti le cose vanno ben in altro modo.  Alcuni anni fa, ad Induno un commando criminale uccise due vigilantes. Fu un'azione crudele. Studiata nei particolari  messa in atto con una freddezza e crudeltà che solo dei killer professionisti potevano avere. Furono morti annunciate e lo scrissero tutti i giornali. Annunciate perché il sindacato solo pochi giorni prima aveva denunciato lo stato di malessere per i turni, ma soprattutto per la poca sicurezza in cui erano costretti a lavorare gli uomini della vigilanza. Nello specifico poi a Induno le condizioni di lavoro non presentavano alcu minimo requisito di sicurezza e proprio lì i killer scelsero di agire. Non fu un caso.
Ieri Varese è stata teatro di un'azione esemplare. Una rapina in banca finita nel niente, ma solo per la freddezza di una funzionaria  e per il prontio intervento delle forze dell'ordine. A questo si aggiunge la scelta dei malviventi di darsia lla fuga piuttosto che forzare mettendo a rischio la propria vita e quella di altri. Una rapina che si aggiunge a tante altre. Ora la domanda spontanea è se occorra aspettare qualche morto prima di intervenire seriamente. Stiamo parlando di banche. Ossia di realtà che producono profitti e non hanno certo i problemi di altre piccole imprese che faticano a stare sul mercato. Il grido di allarme della Fabi, il sindacato dei bancari è disperato.
"Troppo spesso le Aziende si occupano prioritariamente e soltanto della tutela dei soldi e non della salvaguardia delle persone: dipendenti o clienti; e questi eventi che si verificano sembrano essere proprio il risultato di questo errato atteggiamento."Il comunicato è di circa due mesi fa e certamente ne anticiperà un altro. "La sicurezza anti-rapina, continuava il comunicato, -  è di fatto un elemento della sicurezza, più generale, del posto di lavoro, e non occorre un contratto o una legge che lo dica, basta la logica o il semplice “buon senso”, quando le aziende non vogliono farvi arrivare la ragione, frenata, magari, dalla ricerca di assurdi risparmi. Il bancario ha altri compiti cui si dedica con impegno e non deve essere penalizzato né ritenuto responsabile. Mai e poi mai al bancario può essere richiesto un qualsiasi atteggiamento di difesa attiva del patrimonio: non è suo compito!!! Si sta facendo troppa confusione al riguardo! Si dimentica che in tanti e troppi casi, è bastata una reazione fuori posto, di chi è vittima di un atto criminoso, per creare rischiosissime situazioni che hanno messo a repentaglio incolumità e vita di dipendenti e clienti. Si può facilmente intendere come non può essere chiesto al bancario o al cliente di andare in banca, ogni giorno, attrezzato per difendersi da o attaccare chi progetta ed attua atti criminosi: non siamo nel “Far-West”!. Altri sono i soggetti ed altre le persone formate ed attrezzate, per professione, alla difesa e alla tutela della sicurezza del lavoratore,  del cittadino e del patrimonio!" Nel merito della tentata rapina di ieri alla banca di Roma, non si hannno novità particolari su chi ha compiuto il gesto. Si sa però che alcuni sistemi di sicurezza non erano in funzione.

CentroStudiSicurezza alle ore 11:02
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giovedì, 07 aprile 2005

IL CENTRO STUDI SICUREZZA DI TORINO RICEVUTO DAL QUESTORE

Soddisfazione da parte di Gianluca Mennuti, responsabile del Centro Studi Sicurezza di Torino per l'enorme visibilità che stà guadagnando l'associazione nella città, e per i complimenti ricevuti dal Questore.

Mennuti: presto l'associazione fornirà delle modalità di regolamentazione dell categoria, per la città di Torino fornendo spunti ad ora inesistenti.

 

Per informazioni Mennuti: 349/ 5331112

CentroStudiSicurezza alle ore 17:43
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