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L' Associazione Centro Studi Sicurezza sezione Guardie Giurate è stata fondata formalmente nel 2001 da un gruppo di guardie giurate. Tra gli obiettivi primari, la volontà di riscattare una categoria lavorativa che da anni versa in condizioni disagiate grazie alla noncuranza delle Istituzioni e di alcune sigle sindacali.

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mercoledì, 31 agosto 2005

UN APPELLO AL PAPA PER DENISE

Un anno fa, si è rivolta al pontefice, chiedendogli di fare un appello per la liberazione di sua figlia

Roma, 30 agosto 2005 - Torna a parlare Piera Maggio, la mamma di Denise Pipitone, la bimba di 4 anni scomparsa il 1 settembre 2004 mentre giocava sotto casa. Stavolta la signora, che non ha mai smesso di cercare sua figlia, si è rivolta a Papa Benedetto XVI, chiedendogli di "lanciare un appello per la liberazione" della piccola.
Le ricerche della bimba, in realtà, durante questi mesi non si sono mai interrotte, nonostante l'attenzione dei media sia stata discontinua. Le ipotesi per la sparizione sono le più diverse: da quella della vendetta familiare alla pista satanica, fino all'ipotesi che dietro al rapimento ci Foto della piccola Denisesiano i nomadi. La piccola, però, sembra svanita nel nulla.

Eppure sono stati tanti i colpi di scena nella vicenda, come l'ipotesi del coinvolgimento di una giovane ragazza diciottenne, Jessica, sorellastra di Denise (suo padre è il padre naturale della piccola) di cui sarebbe stata intercettata una conversazione per lo meno ambigua nei giorni della sparizione della bimba ("l'ho presa e l'ho portata", avrebbe detto al telefono). La ragazza, secondo le ipotesi degli investigatori, potrebbe aver agito per vendetta nei confronti di Piera Maggio, ritenendola responsabile della crisi del matrimonio dei suoi genitori. Altro colpo di scena, qualche mese dopo, a Milano, dove un metronotte, colpito dalla somiglianza di una bimba con Denise, la filma con il videofonino. La madre non ha dubbi: "E' lei", commenta, notando che la piccola ha la stessa cicatrice di sua figlia sotto l'occhio e porta il cibo alla bocca come faceva lei. Da quel momento, non ci sono stati altri avvistamenti. Ma Piera Maggio non ha smesso di lottare. Ha raccolto dei fondi per mettere insieme una ricompensa per chi troverà sua figlia, ha chiesto aiuto al magnate kosovaro Behgiet Pacolli, ex marito di Anna Oxa, è stata ricevuta a palazzo Chigi e ha chiesto alla stampa che la sua vicenda non fosse dimenticata. Da alcuni mesi è anche attivo un sito www.cerchiamodenise.it. Tutto nella convinzione, sostenuta da sempre da sua mamma, che la piccola sia da qualche parte, ancora viva.

fonte: RomaOne.it

CentroStudiSicurezza alle ore 10:04
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LADRI SCATENATI A CASTELLARQUATO

Una raffica di assalti: aziende e artigiani nel mirino

CASTELLARQUATO - Ladri scatenati l'altra notte a Castellarquato. Nel mirino sono finite diverse aziende, visitate da intrusi che hanno buttato all'aria le carte negli uffici in cerca, forse, di denaro contante. Se in alcuni casi - come è avvenuto alla Termoidraulica di Stefano Marchi in via San Giuseppe Operaio - i ladri sono fuggiti a mani vuote perché disturbati dal sistema d'allarme, ad avere la peggio è stata invece una ditta florovivaistica di San Lorenzo. Qui sono spariti un flessibile, un trapano, due giubbotti e circa 80 euro. Non paghi, i ladri hanno anche vuotato il serbatoio di un camion “aspirando” più di un quintale di gasolio. «È la terza volta in meno di diciotto mesi che vengono a rubare. Non ne possiamo più», si sfoga il titolare. Un idraulico è stato invece derubato degli attrezzi di lavoro lasciati sul suo furgoncino.
L'incursione alla ditta “Termoidraulica” di Stefano Marchi è stata messa a segno attorno alle tre di notte. Gli sconosciuti hanno scavalcato il cancello e scassinato la serratura della porta d'ingresso. A quel punto è scattato il sistema d'allarme collegato con la centrale operativa dell'Ivri. Nel pochissimo tempo a disposizione i malviventi sono riusciti a rovistare nell'ufficio, aprendo cassetti e scaffali. Sono entrati anche nell'abitacolo di un furgoncino parcheggiato all'interno del magazzino, ma senza portare via nulla, poi si sono dati rapidamente alla fuga senza essere visti. Un camionista che dormiva su un automezzo parcheggiato nel piazzale davanti all'ingresso, udite le sirene, ha urlato a sua volta con l'intento di mettere in fuga i ladri. All'arrivo del metronotte la porta era socchiusa. Dopo un primo controllo, il titolare ha constatato che non era stato portato via nulla. Oggi, ha fatto sapere, presenterà denuncia ai carabinieri. Più fruttuoso per i ladri è stato il raid compiuto ai danni dei vivai di Giorgio Pollicedi nella frazione di San Lorenzo. «Hanno sollevato un telo e aperto un portone in fondo alla serra, portando via strumenti di lavoro, tra cui un flessibile e un trapano», spiega il titolare, che si è accorto dell'accaduto ieri mattina alle sei , quando ha ripreso il lavoro. I malviventi hanno preso d'assalto anche un camion della ditta: sono saliti nell'abitacolo rovistando tra le carte e portando via banconote e monete per circa 80 euro. «Hanno rubato anche due giubotti, uno nuovo e uno ormai vecchio e consunto. Non so proprio che cosa se ne faranno». I ladri hanno preso di mira nella stessa notte anche il furgoncino Fiat Scudo di un idraulico di Castellarquato, Antonio Lombardelli. Dopo aver rotto il vetro di un finestrino dell'automezzo parcheggiato in via Case Arse, hanno fatto man bassa di strumenti di lavoro tra cui trapani e valigette di attrezzi per un valore di circa tremila euro. Un raid è stato compiuto anche un'azienda che produce manufatti in cemento: i titolari hanno trovato le carte a terra, ma non è stato portato via nulla.

di Giacomo Nicelli

 27/08/2005

fonte: Libertà on line





CentroStudiSicurezza alle ore 09:59
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GUARDIA GIURATA RUBA NELLA DITTA CHE DOVREBBE CONTROLLARE

36enne arrestato dai carabinieri a Vanzago

Un monitor per computer, un cellulare e due telefoni cordless. Questo il bottino sottratto da una guardia giurata a una ditta di trasporti internazionali di Vanzago, la ITK, che avrebbe invece dovuto sorvegliare. A scoprire la guardia infedele sono stati i carabinieri di Legnano che nella nottata di ieri erano intervenuti nella ditta di via I Maggio in seguito alla segnalazione di un furto. Sul posto c’era già anche la guardia giurata che sembrava volersi liberare in fretta della presenza dei militari. Conclusi gli accertamenti i carabinieri hanno preso la strada del ritorno ma accortisi di avere dimenticato alcuni rilievi hanno fatto marcia indietro. E’ stato quindi per un’evenienza fortuita che hanno potuto pescare la guardia giurata mentre usciva dalla ditta già depredata dai ladri con sottobraccio il poco che si era salvato. Arrestato per furto l’uomo, un 36enne residente nel milanese, ha anche dovuto riconsegnare la pistola d’ordinanza.

mercoledì 17 agosto 2005 - 15.30

fonte: Radionews

CentroStudiSicurezza alle ore 09:58
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COLTELLATE IN PIAZZA CAVALLI

Tre uomini feriti, due colpiti da una lama

Coltellate nella tarda serata di ieri in piazzetta dei Mercanti sotto i portici del municipio e di fronte al Balzer. Una lite inizialmente solo a parole fra tre uomini si è trasformata in un'aggressione con coltellate. Tutti e tre i protagonisti del drammatico episodio sono rimasti feriti. Due sicuramente hanno riportato lesioni da arma da taglio. Si tratta di un piacentino sui quarant'anni già noto alle forze dell'ordine per vicende legate allo spaccio di sostanze stupefacenti e di altri due sulla cui identità a tarda sera erano ancora in corso accertamenti. Nessuno dei tre è in pericolo di vita. Sono ricoverati all'ospedale e piantonati da agenti di polizia. Dai rilievi effettuati sul posto dagli investigatori della squadra mobile pare si sia trattato di un'aggressione da parte dei due nei confronti del quarantenne piacentino.
Tutto è avvenuto poco dopo le 22 in piazzetta dei Mercanti a pochi metri da piazza Cavalli. Lo scenario del drammatico episodio è compreso fra il porticato del municipio e il gazebo estivo dove il Balzer ha sistemato i tavolini. Sembra una serata come tante altre, famiglie che passeggiano in centro, coppie che bevono una bibita al bar.
Ma improvvisamente accade qualcosa che trasforma piazza Cavalli, il “salotto” di Piacenza in un saloon del Far West.
A raccontare in prima persona quello che ha visto è un agente dell'istituto di vigilanza Ivri, il primo che è arrivato sul posto subito dopo il fatto: «Ero in via Sopramuro per un controllo di routine quando uno dei tassisti che parcheggia la sua auto in quella strada ha chiesto il mio intervento perché aveva visto tre persone che si azzuffavano».
L'agente corre verso il gazebo estivo del Balzer e si trova davanti a tre persone a terra tra i tavolini. La gente che si trovava nei pressi si è precipitosamente allontanata. Molti gridano chiedendo aiuto, altri sono impietriti dal terrore. La concitazione del momento è massima. Non si riesce a capire da che parte arrivino i fendenti che feriscono due delle persone a terra.
Un'altra testimone racconta di avere visto due uomini di circa trent'anni avvicinarsi a un altro di qualche anno più anziano di loro che si trovava sotto il portico del municipio, nei pressi dell'ingresso laterale del Balzer. «Si sono detti qualcosa - spiega la donna alle forze dell'ordine - hanno urlato, ho sentito parlare di minacce di morte, poi è iniziata la zuffa che dal porticato è finita fra i tavolini del locale. La persona finita subito a terra gridava aiuto, io ho cercato di dividerli - racconta - ma non ce l'ho fatta».
Quando arriva il metronotte uno dei giovani si alza in piedi, prende un casco da motociclista che aveva lasciato su un tavolino e scappa a piedi.
L'agente lo insegue urlandogli di fermarsi. Il fuggitivo, che indossa una maglietta bianca, è ferito. Rallenta. Il metronotte lo raggiunge e lo blocca in via Santa Franca. Lo riporta in piazza dove gli altri due uomini sono stesi a terra feriti. Uno è nei pressi dell'ingresso secondario del bar, l'altro tra i tavolini del gazebo. Il terzo sotto al porticato. Scatta l'allarme al 118 e in pochi minuti il salotto della città si riempie dell'ululato delle sirene. Arrivano sul posto ambulanze. I tre vengono trasportati al pronto soccorso. Dopo le prime cure si saprà che nessuno di loro è in pericolo di vita. Due hanno riportato ferite da arma da taglio piuttosto serie, il terzo è meno grave.
Sul posto arrivano uomini della squadra mobile della questura con il dirigente Girolamo Lacquaniti: immediatamente iniziano gli accertamenti per ricostruire l'accaduto. Altri investigatori si recano all'ospedale per cercare di raccogliere le versioni sui fatti da parte dei protagonisti della violenta aggressione. Vengono subito sentiti i metronotte arrivati per primi e la donna che ha tentato di separare i contendenti. Si cerca di capire la scintilla che possa avere scatenato la lite e l'aggressione. L'unico elemento certo che emerge immediatamente è che la persona che sarebbe finita nel mirino degli altri due è subito stato riconosciuto dalla polizia come un quarantenne che ha già avuto a che fare con le forze dell'ordine per vicende legate agli stupefacenti. Nella tarda serata gli investigatori stavano scandagliando vari ambienti della malavita cittadina per cercare di capire cosa possa avere scatenato l'accoltellamento.
Sul palcoscenico dell'aggressione rimangono vistose macchie di sangue che colorano di rosso il pavimento della piazza.
Fulvio Ferrari

 04/08/2005

fonte:Libertà on line

CentroStudiSicurezza alle ore 09:56
fatti di cronaca | commenti | commenti (popup)
SICUREZZA ED ANZIANI

Circa 350 vecchietti controllati dai metronotte dell'Ivri, ma c'è anche chi vuole stare solo
Il geriatra: «E' necessario forzare la privacy
degli anziani che rifiutano di farsi aiutare»

«Se un anziano rifiuta gli aiuti? Occorre forzarne la privacy, credo che la società abbia il diritto-dovere di intervenire e di salvare una vita umana». Renato Zurla, medico geriatra dell'Ausl di Piacenza (oltre che commissario provinciale della Croce rossa) sul punto non indietreggia: «La chiusura verso l'esterno di un anziano può essere la conseguenza di un percorso di vita segnato dalla sofferenza, in qualche caso non più sostenibile». «Ma, ugualmente - ritiene Zurla - penso che in tali situazioni sia lecito intromettersi in quel privato di solitudine, perché aiuterai davvero quella persona. Di fronte a una porta chiusa? Occorre tener duro, e insistere, far sentire la propria presenza comunque», sostiene il medico piacentino, ponendo in evidenza come, di fronte a fatti di cronaca che parlano di anziani e di solitudine, la rete del monitoraggio familiare e sociale soffra ancora, purtroppo, di qualche falla di troppo. Sull'episodio della morte dell'anziano di via Trebbiola, scoperta a distanza di una decina di giorni dal suo verificarsi, interviene l'assessore ai Servizi sociali del Comune di Piacenza Leonardo Mazzoli: «Dall'esame degli elenchi - ha dichiarato Mazzoli - è certo che non era seguito dai nostri servizi, ma in base alle informazioni che ho ricevuto mi pare chiaro che questa persona, in passato, abbia sempre rifiutato eccessive forme di accompagnamento. E se un individuo è autonomo, e le sue condizioni mentali non hanno già richiesto un intervento dei servizi specifici, costui può rifiutarsi di essere aiutato, non ci sono molte altre scelte», sostiene l'assessore, ricordando tuttavia come, a fronte dell'ultimo episodio di cronaca, «siano tante, ormai, le situazioni di anziani soli venute a conoscenza dei servizi grazie all'introduzione del numero verde». Operazione di monitoraggio che proseguirà a settembre con l'ingresso in campo degli «operatori di quartiere» pronti a vigilare sulle situazioni ritenute a rischio. Attualmente, gli anziani serviti dall'assistenza domiciliare sono circa 350, dei quali 160 «telecontrollati» dalla centrale operativa dell'Ivri di Piacenza, che opera in convenzione col Comune. «Schiacciando un semplice pulsante - spiega il coordinatore della centrale, Lorenzo Braghieri - l'anziano in stato di necessità si collega con noi, che provvediamo immediatamente a contattarlo sul telefono di casa. E se non arriva la risposta, parte subito una pattuglia dotata di una copia delle chiavi di casa che entra nell'abitazione». Tre-quattro gli allarmi fatti scattare dagli anziani ogni settimana, chiamate in aumento durante il periodo estivo. «Se è necessario - dice ancora il responsabile - viene attivato immediatamente il 118, in caso di cadute per esempio, e si avvisano i parenti».

giovedì 18 agosto 2005

fonte: Libertà on line

CentroStudiSicurezza alle ore 09:55
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FURTO AGGRAVATO GUARDIA GIURATA IN MANETTE

Nella nottata i Carabinieri di Legnano hanno arrestato P.M., un milanese di 36 anni, di professione guardia giurata, per il reato di furto aggravato. L'uomo aveva rubato dall’interno della ditta “ITK S.r.l. Trasporti Internazionali” di Vanzago (MI) , un  monitor LCD 14”, un cellulare marca Nokia mod. 6150, due telefoni cordless e una cassetta in ferro di colore nero chiusa a chiave e contenente presumibilmente delle monete.
Intorno alla mezzanotte di oggi i militari si portavano  in via 1° Maggio 21, presso la ditta , dove era stato segnalato un furto in atto; presto si accertava che sul posto vi era già del personale della vigilanza notturna in attesa dell'arrivo dei Carabinieri per ispezionare lo stabile. Appurato che ignoti, infranto il  vetro di una finestra del locale uffici, si erano introdotti all’interno mettendo a soqquadro alcune scrivanie, veniva richiesto l’intervento di un responsabile dell’azienda; tuttavia per questo sarebbe occorsa almeno un’ora in quanto la persona in questione sarebbe arrivata da Torino. Pertanto si decideva di lasciare sul posto una delle due guardie giurate già presenti e riprendere il normale servizio perlustrativo, salvo tornare più tardi per il sopralluogo con il responsabile dell’”ITK”.
Dopo 5 minuti, però, i Carabinieri, accortisi di non aver rilevato alcune informazioni, tornavano sui propri passi. Giunti nuovamente sul posto notavano che la guardia giurata rimasta sul posto stava uscendo dagli uffici dell’azienda portando sotto al braccio un cordless completo di accessori. Richiesto cosa stesse facendo, l'uomo si giustificava dicendo che stava spostando l’oggetto in un altro luogo dell’azienda. Insospettiti, i militari perquisivano l'auto di servizio in uso della guardia giurata, trovandovi il monitor lcd 14” per computer, il cellulare Nokia, due cordless e la cassetta di metallo.
Di fronte all’evidenza dei fatti P.M. ammetteva di aver rubato gli oggetti dall’interno dell’azienda approfittando del fatto che era stato già perpetrato un furto e che in quel momento non c'era nessuno.
Proprio allora arrivava il dirigente dell’azienda per il sopralluogo: il materiale trovato nell'auto di P. M vebniva subito riconosciuto come di proprietà della ditta.
Detto fatto, P.M. veniva arrestato e portato in camera di sicurezza presso il Comando dei Carabinieri di Legnano.

Mercoledi 17 Agosto 2005

fonte: Varesenews.it

CentroStudiSicurezza alle ore 09:53
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SVENTATO TENTATIVO DI FURTO IN UNA VILLETTA

L’immediato intervento degli uomini dell’Istituto di Vigilanza “Città di Lucera” ha sventato un tentativo di furto in una villetta di Lucera.

Sabato scorso, verso le 21.30, ignoti si sono introdotti in un’abitazione che sorge all’intersezione tra la statale 17 e la strada che conduce a Biccari. Una o più persone si sarebbero introdotte nel villino dalla parte posteriore rompendo il vetro di una finestra. Immediatamente è scattato l’allarme alla centrale dell’Istituto di Vigilanza che ha subito inviato sul posto un’auto. L’arrivo dei vigilantes avrebbe messo in fuga i ladri, che non avrebbero avuto il tempo di mettere a segno il colpo. Immediato anche l’intervento di una pattuglia dei carabinieri. Al momento della tentata rapina, il villino era momentaneamente disabitato.

fonte: Luceraweb.com


CentroStudiSicurezza alle ore 09:51
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martedì, 09 agosto 2005

FOGGIA: SVENTATA RAPINA A PORTAVALORI

E' accaduto nei pressi di Ortanova (Foggia). Criminali hanno tentato di bloccare il blindato incendiando un furgone e ponendolo di traverso alla carreggiata

ORTANOVA (FOGGIA)
- E’ stato sventato stamani dai vigilantes nei pressi di Ortanova (Foggia) un tentativo di rapina ai danni di un furgone portavalori della società «NP Service» (Nord Puglia). Secondo una prima ricostruzione, il furgone trasportava 10mila euro destinati all’ufficio postale di Stornarella (Foggia). Alcuni malfattori hanno cercato di bloccare il blindato incendiando un furgone «Mercedes station wagon» e ponendolo di traverso alla carreggiata. Contemporaneamente altri cinque rapinatori, a bordo di una «Bmw», hanno affiancato il furgone portavalori, esplodendo alcuni colpi di arma da fuoco contro il mezzo. I vigilantes però non si sono fermati e i rapinatori sono stati costretti a fuggire anche perchè in zona c’erano due pattuglie di carabinieri in servizio antirapina. Ne è scaturito un inseguimento ma i rapinatori sono riusciti a far perdere le tracce.

08/8/2005

CentroStudiSicurezza alle ore 11:27
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lunedì, 08 agosto 2005

MATERA: APERTA CAMERA ARDENTE PER GUARDIA GIURATA UCCISA A GENOVA

A TURSI LUTTO CITTADINO OGGI E DOMANI

Matera, 7 ago. - (Adnkronos) - E' giunto a Tursi, nel suo paese natale, il feretro di Adolfo Ferrara, la guardia giurata di 36 anni della Sicurpol uccisa a Genova il 3 agosto scorso in un tentativo di rapina durante un servizio portavalori. Presso il Municipio e' stata allestita la camera ardente per volonta' dell'amministrazione comunale che ha proclamato il lutto cittadino per oggi e per domani, giorno dei funerali nella Cattedrale dell'Annunziata. Le esequie saranno celebrate alle 10 in forma pubblica dal vescovo della diocesi Tursi-Lagonegro, Francescantonio Nole'.

CentroStudiSicurezza alle ore 13:21
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CACCIA AL KILLER DEL VIGILANTES

«È ancora in città»

A Genova è caccia al killer della guardia giurata Adolfo Ferrara, aggredito da un rapinatore che gli ha sparato da distanza ravvicinata per rubargli un sacchetto con i diecimila euro appena ritirati da un supermercato. L'uomo, armato, è probabilmente ancora in città e questo aumenta i timori legati alla sicurezza. I portavalori intanto hanno ottenuto dal prefetto di Genova l'interessamento per chiedere norme più attente alla loro incolumità. Ma proprio su questo punto vuole fare un chiarimento anche il segretario nazionale del sindacato Savip,Vincenzo Del Vicario. «A proposito del giubbotto antiproiettile che avrebbe dovuto indossare il collega ucciso - spiega -, mi era stato riferito da lavoratori genovesi che quelli in dotazione non sarebbero stati omologati. Chiedevo che si verificasse questa eventualità, anche perché io non avevo, né potevo avere certezze in merito. Anzi, ora arrivano conferme che la Sicurpol Nk, la ditta per la quale lavorava Ferrara, è in regola con questi giubbotti». Se la precisazione intende chiudere la polemica su eventuali responsabilità da parte dell'azienda,le indagini per arrivare alla cattura dell'assassino di Ferrara non registrano importanti novità. I carabinieri hanno ritrovato lo scooter usato per la rapina mortale, ma era stato bruciato, per cancellare ogni possibile traccia.

CentroStudiSicurezza alle ore 13:19
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mercoledì, 03 agosto 2005

RAPINA PORTAVALORI: MUORE COLLEGA A GENOVA

COMUNICATO STAMPA


 Alessandro Marmello, Presidente del Centro Studi Sicurezza, interviene in merito alla tragica morte della Guardia Particolare Giurata di Genova. La nostra categoria tuona Marmello è quotidianamente soggetta a rischi di ogni genere; questo tragico evento è la riprova che la nostra categoria, come da anni affermiamo, è purtroppo in balia degli attacchi dei malviventi. I colleghi morti sino ad ora sono più di quaranta negli ultimi 10 anni, e ciclicamente un collega viene ridotto in fin di vita grazie al una legge che non tutela noi guardie. Innumerevoli sono stati prima di questo tragico evento i casi di portavalori assaltati selvaggiamente da malviventi, migliaia sono state le segnalazioni di disagio e delle condizioni precarie nelle quali svolgiamo il nostro servizio senza mai essere ascoltati dalle Istituzioni.
Difatti le guardie giurate non sono tutelate giuridicamente e svolgono senza qualifiche adeguate, gli stessi compiti di polizia e carabinieri con tutti i rischi che ne conseguono; ricordiamo infatti che negli ultimi tempi spesso le guardie vengono adoperate come deterrente in servizi antiterrorismo. Per la nostra categoria-continua Marmello- occorre una legge che ci tuteli, il Governo deve occuparsi a mandare avanti la legge che da tempo è arenata in Parlamento. Non è concepibile che nel 2005, degli operatori della sicurezza siamo solo degli operai generici senza potere di fermo e regolamentati da un Regio Decreto del 1931! 
 
Alessandro Marmello Presidente
Centro Studi Sicurezza

 

CentroStudiSicurezza alle ore 15:05
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