Vetrina sfondata al bar del distributore di benzina. Furto da 3.500 euro
ROTTOFRENO - Vetrina sfondata con l'auto e razzia di sigarette al distributore Q8 tra San Nicolò e Rottofreno, di fronte allo stabilimento della Lpr. Rubato un migliaio di pacchetti dal bar-tabaccheria annesso alla pompa di benzina. Valore della refurtiva 3mila e 500 euro, a cui si aggiunge il danno per il vetro infranto.
I ladri sono entrati in azione alle 3,20 nella notte tra lunedì e martedì. «Sapevano che abbiamo delle telecamere - racconta Davide Albanesi, uno dei titolari - e quindi avevano il volto coperto. Erano in tre e sono stati ripresi. Indossavano cappellini, calcati sugli occhi, e portavano fazzoletti per coprire il volto. Uno di loro sulla maglietta aveva il numero "75"».
Nel piazzale del distributore che dà sulla via Emilia Pavese il terzetto è arrivato a bordo di una Bmw grigia familiare serie 5. Quando l'auto è entrata nel piazzale aveva i fari spenti. Un trucco per non dare nell'occhio e non farsi notare da eventuali automobilisti che fossero passati da quelli parti.
Uno dei banditi è rimasto alla guida dell'auto, mentre altri due sono scesi e hanno messo alcune assi di legno per terra, appoggiandole al marciapiede che circonda il bar-tabaccheria. In questo modo hanno creato un piccolo scivolo sul retro del locale. A quel punto la macchina ha fatto retro marcia a tutto gas, andando a sfondare la porta a vetri.
L'allarme è scattato immediatamente e i ladri hanno dovuto agire in gran fretta. Entrati nel locale, hanno fatto razzia di sigarette e sono risaliti in macchina, allontanandosi con una sgommata.
«Carabinieri e metronotte sono arrivati in due minuti - spiega Albanesi - ma ormai i ladri se ne erano andati». La zona è stata setacciata in lungo e in largo, ma della Bmw-ariete non si è trovata traccia.
Scaricati i video, ripresi sia dalla telecamera esterna sia da quella all'interno della tabaccheria, i carabinieri di San Nicolò, che si occupano del caso, e i titolari del distributore hanno potuto vedere la gang in azione. «Sembravano ben organizzati. - dice ancora il titolare - Sicuramente avevano fatto un sopralluogo nei giorni scorsi, perché si sono mossi con molta velocità. Sapevano delle telecamere ed erano attrezzati per non farsi riconoscere».
p.m.
fonte: Libertà
mercoledì, 31 maggio 2006
lunedì, 29 maggio 2006
Una banda di malviventi ha messo a segno poco dopo le 8 una rapina in un istituto di vigilanza e trasporti valori di Nuoro. Il bottino si aggira attorno ai 5 milioni di euro. Sette i banditi che, armati e mascherati, hanno fatto irruzione nella sede dell'Over Securty e, sotto la minaccia delle armi, hanno immobilizzato e imbavagliato l'unico addetto presente. In tutta la zona è in corso una battuta delle forze dell'ordine con l'ausilio degli elicotteri.
NUORO - 5 milioni di euro è il bottino della rapina milionaria messa a segno da sette banditi a danni dell'istituto di vigilanza e trasporti valori, Over Securty, la cui sede si trova nella zona di Badu 'e Carros, dove sorge il carcere barbaricino. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia ed i Carabinieri, che hanno attivato tutti i controlli nelle strade per cercare di bloccare i banditi in fuga.
I malviventi, armati di pistole e mitra, con tute mimetiche e mascherati, hanno fatto irruzione nei locali di via Einstein verso le 8 del mattino. Una volta immobilizzata ed imbavagliata l'unica guardia di turno, hanno portato via il bottino e si sono dileguati. I soldi erano custoditi all'interno del caveau che poco prima era stato parzialmente svuotato dagli stessi uomini della vigilanza che erano partiti con due furgoni colmi di denaro. Questo fatto potrebbe far pensare alla presenza di un basista che avrebbe agevolato l'ingresso dei banditi all'interno dell'area blindata. I sette malviventi, infatti, sono entrati grazie ai telecomandi e le chiavi per aprire i cancelli e le porta blindate, senza sfondare nulla. Inoltre hanno aperto la cassaforte attraverso il codice e hanno portato via il Cd-Rom video in cui vengono registrate le immagini delle telecamere di sicurezza dell'istituto di vigilanza.
In tutta la zona è scattata da subito una imponente caccia agli uomini che hanno compiuto la rapina e oltre ai posti di blocco sulle arterie della circolazione stradale, si sono alzati in volo gli elicotteri. Finora, però , le ricerche non hanno dato alcun esito e dei banditi e del bottino non vi è alcuna traccia. “E’ evidente che non solo le difese passive di quel deposito valori fossero del tutto insufficienti, ma anche che gli stessi sistemi d’allarme fossero non in grado di prevenire episodi come quello che si è verificato – dice il Segretario nazionale del Sindacato Autonomo di Vigilanza Privata (SAViP), Vincenzo del Vicario - Delle due l’una: o l’Autorità di Pubblica Sicurezza di Nuoro ha rilasciato una licenza che consentiva tali evidenti carenze o esse sono il frutto d’una inaccettabile politica imprenditoriale, fondata sull’omissione di accorgimenti e servizi destinati alla sicurezza”. Secondo il SAViP, la nuova rapina, “che conferma l’inadeguetezza del sistema della vigilanza privata in Italia, dovrebbe dissuadere i sostenitori della riforma iperliberista che il vecchio governo ha voluto adottare senza tener alcun conto delle reali esigenze della sicurezza collettiva”.
domenica, 28 maggio 2006
Oggi la prima pagina del quotidiano "La Repubblica" dà ampio risalto alla sentenza in cui Telecom Italia, trascinata da Fastweb in tribunale per pratiche distorsive della concorrenza, è stata riconosciuta colpevole di avere costituito dei dossier sugli utenti passati a Fastweb, per cercare di recuperarli con offerte perfettamente aderenti ai loro consumi. L'ex monopolista intende però ricorrere contro il provvedimento del giudice, perché ritiene di non aver mai adottato queste pratiche scorrette e vuole procedere legalmente anche contro il Gruppo L'Espresso-La Repubblica. I dati pubblici, come quelli ricavabili da banche dati delle Camere di Commercio su solvibilità e stato patrimoniale e dati "riservati" sul traffico telefonico, disponibili presso la divisione Rete di Telecom Italia, separata contabilmente e organizzativamente dalla divisione commerciale, per decisione dell'Authority non dovrebbero essere conoscibili da parte dei venditori e dei call center per operazioni commerciali.
Più che una minaccia alla privacy, si tratta quindi di una condotta anticoncorrenziale, severamente stigmatizzata dall'Authority, che aveva già comminato pesanti sanzioni a Telecom Italia, su forte pressione dei concorrenti. Non è da confondere quindi con le indagini sul "caso Tavaroli", l'ex dirigente a capo della security Pirelli-Telecom Italia, da poco licenziatosi; Tavaroli, pur controllando il centro di supporto delle intercettazioni legali, formalmente ordinate dalla magistratura, avrebbe ordinato a un istituto di vigilanza privata intercettazioni telefoniche illegali su politici e imprenditori. Per questo motivo Tavaroli è oggetto di un'indagine giudiziaria che potrebbe riguardare anche esponenti del mondo del calcio, per conto dei dirigenti dell'Inter, di cui Tronchetti Provera è uno dei principali azionisti. Si tratta di due piste diverse: quella delle indagini su Tavaroli attiene ai rischi di una centrale così potente, a metà tra legalità e illegalità, in mano a uomini poco scrupolosi e per finalità antidemocratiche inquietanti, su cui la magistratura deve fare piena luce.
Il caso delle "schedature sui clienti" pone invece nuovamente l'opportunità della separazione, sul modello inglese, di rete e mercato, scorporando la Rete Telecom, come da anni chiedono i provider alternativi e importanti analisti e osservatori delle questioni delle Tlc.
Separare la rete ed evitare che l'ex monopolista impedisca ai suoi concorrenti l'accesso all'internet2, sul modello anche di quello che è avvenuto nel settore dell'energia con la separazione della produzione dalla distribuzione o nei trasporti tra rete ferroviaria e Trenitalia, rimasta sulla carta per la mancanza di concorrenza reale. Il tema dello scorporo si porrà anche al nuovo Governo, diviso tra liberisti radicali (pronti a imporre la separazione), nazionalprotezionisti (preoccupati di indebolire una grande impresa italiana già molto vulnerabile finanziariamenre) e un partito filo-Telecom molto potente e trasversale, perché molto presente anche nella destra.
(ANSA)-MILANO, 25 MAG - A Milano una guardia giurata ha sparato contro un rapinatore disarmato che fuggiva a bordo di un'auto. La macchina e' finita contro un tram. Momenti di paura per la gente che affollava piazzale Lagosta, ma nessuno e' rimasto ferito. Il ladro stava fuggendo su un'auto guidata da un complice dopo essersi fatto dare dei soldi da una cassiera in un supermercato. Tre giorni fa un'altra guardia giurata aveva sparato fuori da una banca, ferendo un rapinatore.
Fugge dopo rapina ad un negozio. Catturato dai Carabinieri
SAVIGNANO MARE - Eran stato protagonista di un furto avvenuto in un negozio all'interno dell'Iper Rubicone a Savignano, ma, dopo esser sfuggito alla cattura dei vigilanti, è stato catturato venerdì dal Nucleo Operativo Radiomobile die carabinieri di Cesenatico.
Un polacco di 25 anni, Sebastian Maceikzyk, ha compiuto mercoledì pomeriggio un furto aggravato al negozio di profumeria Duglas, insieme alla complice anch'essa 25enne di origini polacca, Ewa Marlena Maceikzyk, catturata immediatamente dalle guardie giurate dell'Iper. Il malvivente è però riuscito a fuggire e a far perdere le proprie tracce e nascondendosi in piena campagna in una sponda del fiume Rubicone, dove è stato scoperto dai Carabinieri. Processati per direttissima, la donna è stata condannata a due mesi, mentre l'uomo a quattro.
fonte: Romagnaoggi
giovedì, 25 maggio 2006
Palermo, 24 mag. - (Adnkronos) - Tenta di rubare un portafogli dal reparto di chirurgia plastica del Policlinico di Palermo ma viene scoperto dalle guardie giurate che lo inseguono e lui, per tutta risposta, le aggredisce provocando ad uno dei due lesioni. Alla fine, Francesco Di Stefano, 35 anni, pregiudicato, e' finito in manette. Ad arrestarlo sono stati i carabinieri del Nucleo radiomobilie di Palermo intervenuti al Policlinico dopo l'allarme lanciato dalle guardie giurate.
Il portafogli, contenente la somma di 40 euro e appartenente ad una paziente, e' stato cosi' restituito alla legittima proprietaria. Di Stefano e' adesso in attesa del giudizio direttissimo fissato per domani mattina come e' stato disposto dal magistrato di turno Sergio De Monti.
fatti di cronaca, aggressioni a guardie giurate | commenti (7) (popup)
martedì, 23 maggio 2006
Addio Alessandro, vogliamo ricordarti tutti così...ancora tra noi a dar battaglia ai convegni sulla sicurezza

Convegno a Varese
lunedì, 22 maggio 2006
Il vigilante ha aperto il fuoco quando si è accorto che il malvivente stava tentando di mettere a segno una rapina. Il malvivente, che secondo le testimonianze era armato solo di siringa, è grave
Milano, 22 maggio 2006 - Guardia giurata spara e ferisce bandito che stava tentando di rapinare la filiale della Banca Agricola Mantovana nella centralissima Piazza Cairoli. Il malvivente, armato di siringa, è stato raggiunto da un proiettile alla gamba. Le sue condizioni sono gravissime. La guardia giurata davanti all'ingresso si è accorto del fatto e ha tentato di fermare il malvivente, sparando. L'episodio è avvenuto poco dopo le 8,30 a Milano. Il personale del 118 accorso sul posto con un'ambulanza sta prestando le prime cure al ferito.
Secondo le prime informazioni, l'uomo che ha tentato la rapina, un pregiudicato di circa 40 anni, sarebbe stato ferito ad una gamba. Trasportato al Policlinico le sue condizioni risulterebbero piuttosto gravi.
domenica, 21 maggio 2006
I funerali si terranno il giorno 23/05/2006 alle ore 15:30 presso la chiesa di Cazzago Brabbia (Va). Per informazioni: sinalvcisal@tin.it
Alessandro Marmello
il CSS e il suo laboratorio e' di nuovo in movimento e presto porteremo nuove notizie, nel frattempo da Roma Marmello ha fatto già controllare i movimenti e con sorpresa impressionante per non usare altri termini ha visto che LA COMPAGNIA DEI TRANELLI si stà facendo avanti sulla proposta delle gpg. Indovinate? Il Sig. Mantovano ha depositato una legge uguale a quella che lui stesso ha bloccato!!! ( ovviamente ci sarà la scusa che non passerà perchè sono all'opposizione) . "W l'Italia" aveva ragione Elio e le storie tese " italia si italia no paese dei cachi". Così i signorini si preparano per il futuro. Il Css è fiero di essere l'unico movimento più copiato del settore, dove tutti seguendo la nostra scia, vanno in giro a blaterare senza prove che tutto il lavoro svolto (da noi) è stato svolto da loro. UN CONSIGLIO DIFFIDATE DALLE IMITAZIONI.
MARMELLO
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Napoli, 19 maggio - Ventuno anni, turista americana, vittima nella stazione ferroviaria di Napoli, di abusi sessuali da parte di due vigilantes. E' stata una notte di terrore quella vissuta da W.Z.L. Nel capoluogo campano, la giovane americana si era recata per visitare chiese, musei, per trascorrere qualche giorno di vacanza. Ed invece - come riferisce oggi il quotidiano Il Mattino - un treno perso per una manciata di secondi e la conseguente sosta forzata alla stazione ferroviaria di Napoli, si e' trasformato per lei in un incubo. Inizia tutto dopo mezzanotte, ora in cui la stazione partenopea chiude i battenti per riaprirli alle quattro del mattino. Perde il treno, W.Z.L., che l'avrebbe condotta a Caserta per ripartire, da li', verso Venezia. Le si avvicina un uomo, una guardia giurata. L'accompagna su un convoglio fermo ad un binario morto. Lei crede di essere stata condotta in un posto tranquillo ed invece e li' che resta vittima di abusi sessuali: il vigilantes inizia a toccarla. La turista respinge l'aggressore ma per lei gli abusi non sono finiti. Sale, infatti, un altro vigilantes e la scena si ripete. L'incubo finisce solo all'alba quando la turista denuncia tutto agli agenti del reparto operativo di Napoli Centrale. Poche ore bastano per far scattare le manette. I due vigilantes sono accusati di violenza sessuale, ora tocchera' al gip convalidare l'arresto.
fonte :ANSA
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