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L' Associazione Centro Studi Sicurezza sezione Guardie Giurate è stata fondata formalmente nel 2001 da un gruppo di guardie giurate. Tra gli obiettivi primari, la volontà di riscattare una categoria lavorativa che da anni versa in condizioni disagiate grazie alla noncuranza delle Istituzioni e di alcune sigle sindacali.

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venerdì, 30 giugno 2006

NON FU LEGITTIMA DIFESA, CONDANNATO VIGILANTE
Delitto di carimate
 
L'eco delle urla di rabbia della madre di Ivan Giuseppe Calabrese, il 27enne di Desio morto a Carimate il 10 agosto 2003 per un colpo di pistola esploso da una guardia giurata dev'essere giunta all'orecchio della corte d'Assise d'Appello di Milano. Che, ieri mattina, ha riformato la sentenza di primo grado con cui il giudice delle indagini preliminari aveva condannato Vincenzo Dello Jacono, 33enne, vigilante intervenuto in soccorso di una prostituta che, lungo la Novedratese, stava per essere rapinata dalla vittima stessa, dal fratello e da un loro amico, per eccesso colposo di legittima difesa.  I giudici milanesi, ieri, hanno modificato la sentenza e hanno riconosciuto la giovane guardia giurata colpevole di omicidio preterintenzionale, innalzando la pena da due a tre anni, con conseguente cancellazione dei benefici della condizionale. Una sentenza che dà ragione alle parti civili (gli avvocati Fabio Gualdi e Paolo Riva), ma soprattutto al pubblico ministero di Como Mariano Fadda, estensore di un durissimo ricorso in appello contro la sentenza del gip lariano. Durante la discussione, ieri mattina, il procuratore generale di Milano aveva chiesto a carico dell'imputato una condanna a 4 anni e 2 mesi di reclusione per omicidio volontario a titolo di dolo eventuale. Tradotto: sparando all'indirizzo della Golf con a bordo i tre protagonisti del tentativo di rapina il vigilante si sarebbe assunto il rischio che qualche proiettile colpisse almeno uno degli occupanti, com'è stato. I giudici hanno optato per un meno pesante omicidio preterintenzionale, ovvero un delitto che non è stato volontario, ma provocato da una reazione che i magistrati hanno ritenuto non congrua rispetto alla minaccia. Al termine dell'udienza di primo grado a Como, nel marzo dello scorso anno, la madre della vittima aveva reagito con commenti pesantissimi alla sentenza e solo l'intervento del pm Fadda (che nella sua requisitoria aveva chiesto la condanna proprio per omicidio preterintenzionale) l'aveva calmata.
CentroStudiSicurezza alle ore 14:43
fatti di cronaca | commenti (7) (popup)
NON FU LEGITTIMA DIFESA, CONDANNATO VIGILANTE
Delitto di carimate
  
L'eco delle urla di rabbia della madre di Ivan Giuseppe Calabrese, il 27enne di Desio morto a Carimate il 10 agosto 2003 per un colpo di pistola esploso da una guardia giurata dev'essere giunta all'orecchio della corte d'Assise d'Appello di Milano. Che, ieri mattina, ha riformato la sentenza di primo grado con cui il giudice delle indagini preliminari aveva condannato Vincenzo Dello Jacono, 33enne, vigilante intervenuto in soccorso di una prostituta che, lungo la Novedratese, stava per essere rapinata dalla vittima stessa, dal fratello e da un loro amico, per eccesso colposo di legittima difesa.  I giudici milanesi, ieri, hanno modificato la sentenza e hanno riconosciuto la giovane guardia giurata colpevole di omicidio preterintenzionale, innalzando la pena da due a tre anni, con conseguente cancellazione dei benefici della condizionale. Una sentenza che dà ragione alle parti civili (gli avvocati Fabio Gualdi e Paolo Riva), ma soprattutto al pubblico ministero di Como Mariano Fadda, estensore di un durissimo ricorso in appello contro la sentenza del gip lariano. Durante la discussione, ieri mattina, il procuratore generale di Milano aveva chiesto a carico dell'imputato una condanna a 4 anni e 2 mesi di reclusione per omicidio volontario a titolo di dolo eventuale. Tradotto: sparando all'indirizzo della Golf con a bordo i tre protagonisti del tentativo di rapina il vigilante si sarebbe assunto il rischio che qualche proiettile colpisse almeno uno degli occupanti, com'è stato. I giudici hanno optato per un meno pesante omicidio preterintenzionale, ovvero un delitto che non è stato volontario, ma provocato da una reazione che i magistrati hanno ritenuto non congrua rispetto alla minaccia. Al termine dell'udienza di primo grado a Como, nel marzo dello scorso anno, la madre della vittima aveva reagito con commenti pesantissimi alla sentenza e solo l'intervento del pm Fadda (che nella sua requisitoria aveva chiesto la condanna proprio per omicidio preterintenzionale) l'aveva calmata.
CentroStudiSicurezza alle ore 14:42
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giovedì, 29 giugno 2006

TERRACINA: FURTI A GO-GO NELLE VILLETTE ESTIVE DELLA COSTA

In questa settimana, tra il residence «Onda del Circeo» ed il residence «Riva delle Margherite» sulla Pontina, sono state in tutto una decina le abitazioni visitate. I ladri hanno arraffato un po' di tutto, dai cellulari al fornetto a microonde. Di un certo valore il furto di un'auto. Di una certa rilevanza il furto di una pistola d'ordinanza sottratta ad un agente di custodia. Il primo raid c'è stato nella notte tra sabato e domenica scorsa nella lottizzazione «Onda del Circeo», al chilometro 103,00 della Pontina. Sono entrati in 5 villette, occupate per il weekend dai rispettivi proprietari con le loro famiglie. In una circostanza hanno portato a termine un'operazione ormai diventata classica. Si sono impossessati della chiave per l'accensione e si sono dileguati con una Renault Scenic, sfilata proprio sotto gli occhi del proprietario. Nel complesso, si sono volatizzati pc, oggetti d'oro e persino una macchinetta del caffè. Nottata in fotocopia quella dell'altro ieri. E' cambiato solo la location criminale. I ladri hanno puntato sulla vicina «Riva delle Margherite», al chilometro 104,00 della statale 148. Tutte e tre le traverse visitate. Erano all'incirca le 4,00, quando dei signori ciociari, appena arrivati per godersi una vacanza, si sono svegliati, trovandosi i ladri in casa. Erano in due: uno faceva il palo sulla strada, un altro aveva scavalcato il cancello. Avevano un modo di parlare, che faceva pensare a degli extracomunitari. Dal momento che sono stati interrotti, non hanno trovata altra soluzione che quella della fuga. A piedi. In casa di P.F. hanno rubato un cellulare, introducendosi nella taverna. Attraverso le scale, hanno provato a salire al 1° piano, ma sono stati fermati dal cane da guardia. Hanno cercato di servirsi di una scala esterna, ma il cane è stato più duro di loro. Il bilancio è quello di una vera e propria razzia. Dalle abitazioni, in tutto sei, sono state sparire telefoni cellulari, piccole somme di denaro, qualche oggetto d'oro. Sono stati ripuliti dentro e fuori i comodini, sono stati portati via i borselli ritrovati poi ormai svuotati di tutto. In una villetta hanno rubato anche un marsupio. Custodiva la pistola di una guardia giurata, che stava dormendo, senza sospettare quanto stava succedendo. Ladri arraffa-tutto. In una occasione si sono impossessati anche di un fornetto a microonde. Il fenomeno dei furti estivi non è nuovo. La gente dei residence nutre grossi timori e sta pensando a costituire delle ronde notturne come risposta autogestita a quanto questo scorcio di stagione sta già facendo vedere di brutto. La sicurezza (furti sulle villette della costa, auto bruciate in città) rimane ancora un problema tutto da contrastare. E l'estate 2006 è ancora solo agli inizi. er.ber.

giovedì 29 giugno 2006

CentroStudiSicurezza alle ore 14:28
fatti di cronaca | commenti (popup)
FURTO CON SPACCATA IN TABACCHERIA

SAN NICOLO' - Porta a vetri sfondata e scaffali ripuliti. A prendere il volo sono state sigarette per 10mila euro: pacchetti e stecche in vendita alla tabaccheria del bar Giardino di San Nicolò, in via Curiel. Il colpo è stato messo a segno verso le 4, nella notte tra martedì e ieri. Ma i ladri non sono stati fortunati, come avvenne nel novembre del 2003, quando racimolarono un bottino doppio. In un caso e nell'altro ha suonato l'allarme antifurto, ma l'altra notte i carabinieri della stazione di San Nicolò e i metronotte dell'Ivri sono stati rapidissimi. E i malviventi non hanno avuto il tempo di prendere tutte le sigarette a disposizione: il magazzino non è stato toccato, mentre è sparita la merce esposta al bancone. Per rompere la porta a vetri la gang ha usato il basamento in cemento di una segnaletica stradale. Un improvvisato arnese da scasso, trovato probabilmente in qualche cantiere stradale della zona. Afferrando l'asta di ferro, i ladri hanno trasformato il segnale in una sorta d'ariete col quale hanno mandato in frantumi il vetro. L'azione è stata fulminea. Mentre l'allarme suonava, la gang è entrata, ha fatto man bassa ed è fuggita. Qualche attimo dopo sono arrivati carabinieri e metronotte. Ma ormai la banda aveva preso il largo. I pattugliamenti della zona non hanno portato frutti. È probabile, così come è avvenuto per il furto al Basko di Castelsangiovanni la notte precedente, che i ladri abbiano percorso una parte della fuga su un'auto rubata, per poi abbandonarla e continuare con un mezzo "pulito". Nel 2003 i malviventi erano riusciti a raggiungere il magazzino nel seminterrato. I ladri erano penetrati nel deposito che si trova accanto ad alcuni garage sotterranei, dopo aver sfondato il cancello d'accesso alle rimesse. E vennero rubate stecche di sigarette per circa ventimila euro.  Il bar tabaccheria di via Curiel era stato colpito al termine di un periodo di vacanza. «Dal momento che dovevamo riaprire dopo le ferie - aveva spiegato all'epoca il titolare del negozio - mi sono recato ai Monopoli di Stato e ho fatto scorta di stecche di sigarette per circa 6mila e 500 euro. E in magazzino c'erano tabacchi per altri dodicimila euro». I ladri, che forse controllavano i movimenti del titolare del bar, avevano scelto il momento buono per entrare in azione, proprio quando il deposito era pieno. Quella non fu, comunque, la prima volta che la tabaccheria di via Curiel venne presa di mira. In passato era stata obiettivo di due tentativi di furto e di un terzo colpo riuscito, ma conclusosi tragicamente con la morte del ladro che fuggiva a tutta velocità a bordo di un'auto: all'imbocco di via Rigolli la macchina del malvivente, un giovane romeno, si schiantò contro il muro di un officina.
p.m.
fonte: LIBERTA'

CentroStudiSicurezza alle ore 14:27
fatti di cronaca | commenti (popup)

mercoledì, 28 giugno 2006

ALLARME CLONAZIONI: VIGILANTES "A SCUOLA" ANTI SKIMMER
La Questura di Alessandria lancia l’allarme bancomat e carte di credito clonate. E per meglio informare i commercianti cui viene manomesso il lettore POS dove si striscia la carta per il pagamento, la Polizia Postale ha deciso di "insegnare" agli addetti della sicurezza privata come si riconosce una intrusione mirata alla clonazione e non al mero furto. Per poter carpire i codici delle carte e i PIN dei bancomat i malviventi - di solito bande rumene altamente specializzate - devono inserire, all’insaputa anche del negoziante, un chip all’interno della macchinetta dove si fa passare la banda magnetica. Questo "skimmer" permette di memorizzare i dati del proprietario e di duplicarne il tesserino, solitamente per acquisti eseguiti all’estero. Sono circa duecento le denunce per carte di credito clonate che ha ricevuto direttamente la Polizia Postale, ma il fenomen pare sia molto più esteso.

Per cercare di arginare un po’ il fenomeno dalla Questura hanno deciso di sensibilizzare i vigilantes che magari si trovano ad interpretare come un falso allarme l’attivazione notturna dei sistemi di sicurezza, senza che sia asportata della merce in modo evidente. Come fa: il "clonatore" si introduce nel centro commerciale o nel supermercato (ma anche il negozio è avvisato), apre i POS, inserisce lo skimmer ed esce indisturbato. Le guardie giurate che a volte intervengono perché attivato l’allarme volumetrico non troverà alcun oggeto fuori posto (spesso neppure segni di scasso visto che i malviventik si chiudono nei bagni in attesa del momento migliore) ed è tentato a pensare ad un falso allarme.

Ma il dispositivo impiantato nelle macchinette incomincerà a registrare codici, numeri, pin e dati personali. Nei casi più sofisticati le informazioni vengono trasmesse via radio immediatamente al clonatore. Ma è più comune la versione "economica" del chip che salva al suo interno quanto appreso dalle migliaia di "strisciate". Per recuperare i dati carpiti segretamente i malfattori sono costretti a ritornare sul luogo del delitto e riprendersi lo skimmer.  "Ma se commercianti e vigilanti sono informati su questo tipo di manomissione, forse potremmo cercare di limitare le truffe di questo tipo o arrestarne qualcuno al momento della seconda visita", commentando dalla Questura.
CentroStudiSicurezza alle ore 14:59
fatti di cronaca | commenti (4) (popup)
RAPINA ALLA STAZIONE

Rubate sigarette per 5 milioni di euro

(ANSA) - CATANIA, 27 GIU - Confezioni di sigarette per 5 milioni di euro sono state rubate durante un assalto alla stazione ferroviaria Acquicella. A svuotare i vagoni merce, dopo avere sequestrato una guardia giurata e un custode, sarebbero stati circa dieci banditi che sarebbero poi fuggiti con degli autocarri sui quali avevano caricato la refurtiva. Prima di fuggire i malviventi hanno prelevato la cassetta dell'impianto di sorveglianza e le bolle di accompagnamento della merce.

CentroStudiSicurezza alle ore 14:58
fatti di cronaca | commenti (2) (popup)
SVENTA RAPINA A SUPERMERCATO DI PADERNO DUGNANO
Mondragone – "Loro hanno avuto paura, lei no. Eppure erano entrambi con la pistola spianata, faccia a faccia. Fra la giovane guardia giurata mamma di due bambini e i due giovanissimi banditi, sono stati questi ultimi a farsi tremare la mano, e a fuggire a gambe levate. Non lei, Carla Bredice, 35 anni, di Seveso, che in questa maniera è riuscita a sventare una rapina, recuperando il bottino. E' successo martedì pomeriggio al supermercato In’s di via Sibilius a Paderno Dugnano, uno dei due che la donna è incaricata di sorvegliare. La guardia da due anni ed è rientrata in servizio da appena un mese, dopo la nascita del secondo figlio. Il tappino rosso non l’aveva. Io ho agito come mi sono sentita di fare, non potevo sapere se era un giocattolo o meno». Ricevuto l’allarme, i carabinieri si sono messi sulle tracce della coppia, ma non sono riusciti a incastrarli. Si sono complimentati con la guardia e hanno avviato le indagini, a partire dal passamontagna rinvenuto. Per il supermercato di Paderno è una piccola, grande vittoria, dopo La guardia giurata Carla mette in fuga i banditi. La signota Carla è moglie di un'altra guardia giurata, Grieco Felice, originario di Mondragone, che nell'Ottobre del 2004 filmò con il suo telefonino a Milano in compagnia di alcuni rom quella che oggi si pensava fosse la piccola Denise Pipitone.

Fonte : Caserta News
CentroStudiSicurezza alle ore 14:57
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GIOVANE MUORE DAVANTI AD UN LOCALE A BOLOGNA
Era stato denunciato nella notte tra giovedì e venerdì scorsi per lesioni personali, per aver aizzato il suo pastore tedesco a mordere una guardia giurata, il 24 enne residente in provincia di Verona morto domenica per un arresto cardiocircolatorio davanti ad un locale alla periferia cittadina.A causare la morte del giovane potrebbe essere stato un miscuglio di alcolici e sostanze stupefacenti. Per chiarire le cause del decesso la Procura ha disposto l'autopsia. Il giovane sabato notte, dopo aver bevuto diverse birre nella zona di Piazza Verdi, inssieme a due amici era arrivato all'ex Estragon in via Calzoni.
Secondo le testimonianze raccolte dalla Polizia, il ragazzo non era nemmeno entrato e poco dopo si era accasciato al suolo agonizzante. Gli altri ragazzi che stazionavano davanti all'ingresso avevano avvertito il 118, ma anche il tentativo di rianimarlo da parte dei sanitari giunti sul posto in ambulanza è stato inutile.
CentroStudiSicurezza alle ore 14:53
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lunedì, 26 giugno 2006

AMATO: "NEGLI STADI VIGILANZA PRIVATA SARA' PAGATA DAI CLUB"

Politica: Il ministro dell'Interno parla a Mosca con il suo omologo Schauble
"Seguirò il suo esempio. Polizia di Stato impiegata solo all'esterno"


Si parla di sicurezza nel vertice tra i ministri dell'Interno e della Giustizia a Mosca e Giuliano Amato coglie l'occasione per parlare del problema della violenza negli stadi. Il ministro italiano annuncia che chiederà che siano le società a farsi carico della vigilanza negli stadi. Per ora si tratta di un'intenzione, ma Amato si è detto sicuro dell'appoggio del ministro dello sport, Giovanna Melandri, e ha sottolineato come una scelta di questo tipo sarebbe anche in linea con la politica di risparmio economico attuata dal governo.

Basta dunque con i tanti uomini della Polizia di Stato impiegati ogni domenica per fare sì che non ci siano disordini fuori e dentro ai campi: d'ora in poi gli agenti dello Stato si occuperanno solo della sicurezza all'esterno. Giuliano Amato ha espresso quest'intenzione stamattina, dopo un incontro con il suo collega tedesco Schauble.

Proprio Schauble gli ha spiegato che in Germania la vigilanza dentro gli stadi è assicurata da agenti privati retribuiti dai club, mentre la responsabilità delle forze dell'ordine è limitata all'esterno. "Non è una cattiva idea. In termini anche di risparmio", ha sottolineato Amato e ha risposto con un "mò vediamo" a un giornalista, che gli diceva come alcuni suoi predecessori in Italia ci abbiano già provato ma senza successo.

Il ministro dell'Interno si è detto certo di poter contare sull'appoggio della ministro per lo sport Giovanna Melandri: "Giovanna, come si dice in italiano, è tosta...".

fonte: La Repubblica

CentroStudiSicurezza alle ore 14:35
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venerdì, 23 giugno 2006

BOLOGNA: LITE TRA 'PUNKABBESTIA' E GUARDIE GIURATE

Bologna, 23 giu. - (Adnkronos) - A poche ore dai violenti scontri di piazza Verdi tra alcuni giovani e le forze dell'ordine, un altro episodio di violenza, che vede protagonisti i 'punkabbestia' si e' consumato nella notte tra il 21 e il 22 giugno, nel cuore del centro storico di Bologna. Il fatto e' accaduto, infatti, ieri mattina alle 4.30, quando due gurdie giurate della sicurezza privata hanno chiesto ad un gruppo di 6 ragazzi di allontanarsi da un cantiere di via Indipendenza. Un invito al quale i 'punkabbestia' hanno risposto aizzando uno dei loro cani, un pastore tedesco, contro una delle due guardie che ha riportato ferite ad un braccio, guaribili in alcuni giorni. Per i 6 giovani, di eta' compresa tra i 22 e i 34 anni, tra cui anche una ragazza, e' scattata una denuncia della polizia per lesioni personali.

CentroStudiSicurezza alle ore 15:40
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TENSIONE ALLA TREOFAN, FERITA GUARDIA GIURATA

LAMEZIA TERME - Un uomo, nel tardo pomeriggio di martedì, è rimasto vittima di un diverbio avvenuto all'interno dell'azienda Treofan, nell'area industriale lametina, che produce cast, film di polipropilene per alimenti per una multinazionale tedesca. Aldo Morello, così si chiama la persona implicata nell'incidente che alla Treofan svolge il compito di responsabile delle guardie giurate, sarebbe svenuto a causa di una caduta, di una spinta o di un colpo alla testa, perdendo i sensi in circostanze ancora tutte da chiarire, rimanendo in quello stato per quasi mezzora. Solo in un secondo tempo i dipendenti hanno avvertito il 118 del nosocomio lametino che avrebbero impiegato mezzora per raggiungere l'area industriale. Una volta al pronto soccorso, sempre in condizioni di totale incoscienza e solo dopo un'ora dall'accaduto, il paziente avrebbe ricevuto le cure dei sanitari i quali hanno diagnosticato una prognosi per trenta giorni.  Inoltre la moglie ha dovuto firmare l'uscita per il marito poiché secondo quanto si è appreso non ci sarebbero stati posti dispobili al reparto per il ricovero.  Stando ad una prima ricostruzione dell'incidente, il Morello sembra si fosse recato presso il direttore dell'azienda con il programma dei turni di lavoro dei prossimi giorni da comunicare al commissariato di Lamezia Terme mentre un'altra guardia giurata si sarebbe introdotta nella discussione, che ha poi assunto toni alterati così tanto da finire in pesante battibecco, che avrebbe potuto sfociare in ben altro.  La tensione è altissima tra la direzione dell'azienda e le maestranze che a turni si alternano alle macchine a squadre di sei/sette persone, in condizioni di forte esasperazione, tanto che lo scorso 4 maggio le segreterie Filcem Cgil, Femca Cisl, Uil-Cem avevano inoltrato un documento allarmato alla sede di Terni ed in Germania con la richiesta del rispetto della dignità personale dei lavoratori, i quali descrivono un clima di disagio e di terrore con cui verrebbero trattati dalla direzionale aziendale di Lamezia.  La giornata di martedì è stata particolarmente delicata, perché si è tenuto l'incontro tra i sindacati e le rsa aziendali della Treofan, il cui azionista di maggioranza è la famosa banca d'affari Goldman-Sachs. Il fatto accaduto è gravissimo, ma quest'ultima vicenda potrebbe essere solo la punta di un iceberg di qualcosa di ben più grave, che cova da tempo e che potrebbe sfociare in qualcosa di irreparabile.  Questa sarebbe la preoccupazione di alcuni lavoratori, in ansia per le presunte vessazioni subite pare anche precedentemente.  In questa situazione pesante potrebbe accadere di tutto dicono i lavoratori, che hanno proclamato lo stato di agitazione ed hanno iniziato uno sciopero di 1 ora nella giornata di ieri per tutti i turni: dalle 13 alle 14; dalle 16 alle 17; dalle 21 alle 22; e dalle 5 alle 6 di ieri mattina Le Rsu inoltre hanno inviato un telegramma a Raunheim in Germania ed alla direzione nazionale di Terni della Treofan, che a Lamezia Terme ha ampliato lo stabilimento dopo la chiusura di quello di San Gimignano, in provincia di Siena, con la richiesta di un incontro urgente per trattare il ripristino delle buone relazioni sindacali.

fonte: ilquotidianodellacalabria.it

CentroStudiSicurezza alle ore 15:39
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