Una fiaccolata che partirà dalla piazza principale della cittadina per concludersi davanti a casa Pipitone. Per non dimenticare la bimba sparita da sotto casa il 1 settembre 2004
Mazara del Vallo (Trapani), 30 agosto 2006 - "Sono stati due anni estenuanti, pieni di tristezza, un dolore immenso che si rinnova ogni giorno". Piera Maggio, la madre di Denise Pipitone, continua a sperare di potere riabbracciare la figlia, scomparsa il primo settembre di due anni fa. Per non dimenticare, la gente di Mazara del Vallo si appresta a partecipare al corteo che domani sfilerà per la fiaccolata che alle 20.30 partirà da piazza della Repubblica e si concluderà davanti alla casa della famiglia Pipitone, in via Domenico La Bruna, dove Denise stava giocando quando è scomparsa.Alla manifestazione parteciperà anche Piera Maggio che aspetta gli sviluppi dell'inchiesta della Procura di Marsala che ha iscritto nel registro degli indagati la sorellastra di Denise, Jessica, all'epoca dei fatti ancora minorenne, e l'ex fidanzato tunisino, accusati rispettivamente di sequestro di persona e false dichiarazioni al pubblico ministero."Ci sono due persone indagate - dice la madre di Denise - che da quando sono stati coinvolti si sono sempre avvalsi della facoltà di non rispondere. Non discuto la linea difensiva ma mi pongo un interrogativo: se non hanno nulla da perdere perché si sono sempre nascosti?".Secondo Piera Maggio "c'è qualcosa che non va" e agli investigatori dice: "Mi aspetto nei prossimi giorni degli sviluppi, perché se l'inchiesta nella prima fase ha stabilito che ci sono due indagati, nella seconda dovrà accertare a chi è stata consegnata Denise". La pista che Piera Maggio chiede di battere agli investigatori è quella che porta all'ottobre di due anni fa, quando un metronotte fotografò col telefonino a Milano una bimba in compagnia di un gruppo rom. "Quella bimba - afferma Piera Maggio - sono certa che fosse Denise e anche i rilievi dei Ris confermarono la straordinaria somiglianza. Dov'è finita quella bimba? È un interrogativo che va risolto".
fonte: RomaOne
PRESENTAZIONE






Il resoconto è presto fatto: i parlamentari Calderoli ,Bricolo e Cota sono pronti a muoversi per perorare la nostra causa. Siamo in movimento e pronti a riniziare con la dura battaglia. L'On. Umberto Bossi ha ribadito che la nostra è una giusta causa e per quanto possibile la Lega ci sarà vicina, come peraltro ha fatto nello scorso governo. Adesso stà alle guardie decidere cosa fare del proprio futuro.
L’altro avviso di garanzia avrebbe raggiunto l’adetto alla sorveglianza del poligono per l’eventuale omesso controllo della struttura. La verità sulla dinamica del rogo è contenuta nella relazione dei tecnici dei vigili del fuoco, già depositata in procura. Il punto di innesco dell’incendio è stato individuato con certezza lungo la linea di tiro dei 25 metri. Il pm responsabile dell’inchiesta ha richiesto l’acquisizione delle cartelle cliniche di Carlesi, stroncato dalle conseguenze delle ustioni e dell’inalazione dei vapori incandescenti. E rimane da spiegare, secondo gli inquirenti, la presenza di pannelli in legno all’interno del poligono. Manfredo Candia, presidente della sezione pratese del «Tirassegno nazionale» da otto anni, spiega: «Avevamo una regolare autorizzazione per tutti i reparti del poligono. Le linee di tiro erano state tutte omologate e controllate con periodicità dal Genio militare, incaricato dal ministero della Difesa. Il tirassegno ha più di 5mila tesserati ed esiste da 1883. E’ la prima volta che si verifica un incendio. Sono certo che siano state rispettate tutte le misure di sicurezza, ma credo sia doveroso che l’inchiesta della magistratura faccia il suo corso e chiarisca i fatti. Inizieremo la ricostruzione non appena verranno tolti i sigilli giudiziari». 