PRESENTAZIONE

L' Associazione Centro Studi Sicurezza sezione Guardie Giurate è stata fondata formalmente nel 2001 da un gruppo di guardie giurate. Tra gli obiettivi primari, la volontà di riscattare una categoria lavorativa che da anni versa in condizioni disagiate grazie alla noncuranza delle Istituzioni e di alcune sigle sindacali.

VISITA IL SITO

ASSOCIATI!

 

Associarsi al Centro Studi Sicurezza è GRATUITO ed anonimo, basta scaricare il modulo, compilarlo ed inviarlo al numero di Fax:: 02/66234398.

 

SCARICA IL MODULO

CONTATTI

 

E-MAIL

IN MEMORIA DEI COLLEGHI

 

Clicca sul video per guardarlo a grandezza naturale.

LINK

Camera dei Deputati
Domande e risposte sulla figura delle Gpg
Fabrizio Carbone
Gazzetta Ufficiale
Motore di ricerca Google
Parlamento Italiano
Radio Sicurezza
Scambio Link
Senato della Repubblica
Servizi per il Cittadino
Sito Associazione Kim Ung Trao
Sito dell'Arma dei Carabinieri
Sito della Gazzetta Ufficiale
Sito Polizia di Stato

FOTO RANDOM




CHAT

QUOTIDIANI

ASSOCIAZIONI

 

ASSOCIAZIONE UGUAGLIANZA

Per la tutela di diritti in materia di lavoro, servizi consulenza ed eventuale assistenza legale e per ogni problema relativo al rapporto di lavoro legato alla professione delle guardie giurate.

Per informazioni: 02/5463277 333/1788038

E-MAIL

"A.I.C.A.D" - MILANO

Allevatore Istruttore Cinofilo Angel Dog Sandro Arrivabene.

Presidente: 389/05522181 Segreteria: 389/0552165

 

MASSAGGIO HAWAIIANO

"LOMI LOMI

Benessere Profondo Per informazioni: Località Zelo Buon Persico (Lo). Bodyworkers 339/7004760

 

QUESTIONARIO

Decreto Incaricato di Pubblico Servizio




View Results
Free web poll from Free Website Polls

CATEGORIE

 

aggressioni a guardie giurate
articoli di giornale
assalti a portavalori
avvisi
ccnl
comunicati
comunicato stampa
emendamenti
emendamenti lucidi
fatti di cronaca
lavori parlamentari
le vostre lettere
notizie age
notizie ansa
presentazione
rapine
sedute palamentari
servizi di utilità
sindacalisti e sindacati
spazio proposte

ARCHIVIO

oggi
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
agosto 2004

 

CONTATORE

DISCLAIMER

 

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.

 

FEEDS

CREDITS

Template © Centro Studi Sicurezza
Image: Centro Studi Sicurezza ©
Blog host by Splinder

 

PARTNER

 

TuttoPerInternet.it
Web directory e annunci gratuiti, risorse gratis, offre i migliori siti della rete accuratamente suddivisi per

categorie

Ricerca con All web free

Ricerca Italiana

DOSSIER DECRETO INCARICATO DI PUBBLICO SERVIZIO CLICCA QUI!
HOME PAGE | PRESENTAZIONE | FOTO | DOCUMENTI | SCRIVICI

giovedì, 31 agosto 2006

DENISE, SECONDO ANNIVERSARIO DALLA SCOMPARSA

Una fiaccolata che partirà dalla piazza principale della cittadina per concludersi davanti a casa Pipitone. Per non dimenticare la bimba sparita da sotto casa il 1 settembre 2004 


 Mazara del Vallo (Trapani), 30 agosto 2006 - "Sono stati due anni estenuanti, pieni di tristezza, un dolore immenso che si rinnova ogni giorno". Piera Maggio, la madre di Denise Pipitone, continua a sperare di potere riabbracciare la figlia, scomparsa il primo settembre di due anni fa. Per non dimenticare, la gente di Mazara del Vallo si appresta a partecipare al corteo che domani sfilerà per la fiaccolata che alle 20.30 partirà da piazza della Repubblica e si concluderà davanti alla casa della famiglia Pipitone, in via Domenico La Bruna, dove Denise stava giocando quando è scomparsa.Alla manifestazione parteciperà anche Piera Maggio che aspetta gli sviluppi dell'inchiesta della Procura di Marsala che ha iscritto nel registro degli indagati la sorellastra di Denise, Jessica, all'epoca dei fatti ancora minorenne, e l'ex fidanzato tunisino, accusati rispettivamente di sequestro di persona e false dichiarazioni al pubblico ministero."Ci sono due persone indagate - dice la madre di Denise - che da quando sono stati coinvolti si sono sempre avvalsi della facoltà di non rispondere. Non discuto la linea difensiva ma mi pongo un interrogativo: se non hanno nulla da perdere perché si sono sempre nascosti?".Secondo Piera Maggio "c'è qualcosa che non va" e agli investigatori dice: "Mi aspetto nei prossimi giorni degli sviluppi, perché se l'inchiesta nella prima fase ha stabilito che ci sono due indagati, nella seconda dovrà accertare a chi è stata consegnata Denise". La pista che Piera Maggio chiede di battere agli investigatori è quella che porta all'ottobre di due anni fa, quando un metronotte fotografò col telefonino a Milano una bimba in compagnia di un gruppo rom. "Quella bimba - afferma Piera Maggio - sono certa che fosse Denise e anche i rilievi dei Ris confermarono la straordinaria somiglianza. Dov'è finita quella bimba? È un interrogativo che va risolto".
 
fonte: RomaOne

CentroStudiSicurezza alle ore 16:42
fatti di cronaca | commenti (12) | commenti (12) (popup)
VAL BORMIDA: SCHERIFFI IN PISTA PER I FUNGAIOLI

Squadre di guardie giurate per controllare i fungaioli. Le ha ingaggiate il Consorzio altopiano di Bardineto, in Valbormida . I volontari, iscritti al Consorzio, infatti,non riescono più a controllare l'esercito di cercatori di funghi che si prevede, anche quest'anno, prenderanno d'assalto l'Alta Val Bormida. Gli sceriffi avranno il compito di controllare anche i cercatori nei boschi di Murialdo. Per evitare guai con le guardie giurate occorrerà munirsi di un tesserino.

fonte: Il Giornale

CentroStudiSicurezza alle ore 16:41
fatti di cronaca | commenti (5) | commenti (5) (popup)
IL CAMPIDOGLIO REGALA LA PISCINA AI NOMADI

Il prefabbricato è comparso in via di Salone. E i residenti insorgono on line: «Invece di cittadini normali dovevamo essere rom...»

Roma - Ai rom una piscina. E noi paghiamo. La piscina, di colore azzurro marino, prefabbricata, moderna, è sorta in pieno agosto al campo di via di Salone, VIII municipio. Così, all'improvviso, dal nulla. Salone è il più grande campo nomadi d'Europa. I minorenni che vi abitano, circa 5-600, sono noti in tutti i commissariati della capitale per essere protagonisti già a 10-12 anni di furti, borseggi, scippi. Ma ora saranno visti forse con qualche invidia dai coetanei romani. Occhiali da sole,asciugamani, ombrellone, ed un bel tuffo nella vasca a due passi dall'uscio di casa, quando si vuole e tempo permettendo. Proprio come nei villini e nei complessi residenziali moderni.  La notizia è arrivata al Giornale per puro caso, da una guardia giurata che lavora nelle vicinanze: «Così, a colpo d'occhio, è proprio una bella piscina. Si intravedono anche gli ombrelloni, c'è una recinzione...». Siamo andati a verificare. È tutto vero. Azzurra, grande. Con le tubature per il ricambio dell'acqua.Seminascosta da un intreccio di canne all'esterno. Nuova di zecca. Mentre guardiamo, sul bordo della strada passano in bicicletta due abitanti: «Ammazza, agli zingari j'anno fatto pure la piscina - esclamano sgranando gli occhi -. Noi stiamo senza strade, senza lampioni, ed a questi invece...».
Il campo di via di Salone è uno di quelli attrezzati dal Comune. Una sorta di campo modello. 150 containers, ciascuno di 35 metri quadri, per 8-9 persone compresi i neonati, con saloncino, camera da letto,cucinotto (frigo compreso) e bagnetto. Ogni prefabbricato è allacciato all'acqua corrente, alla luce, al gas metano. Nel campo ovunque fontanelle che gettano acqua 24 ore su 24, wc chimici, luce elettrica. Tutto a spese del Campidoglio. 1250 ufficialmente i nomadi presenti. La metà sono minorenni. Nel progetto è previsto anche un campo di calcio. Ma i ragazzini nomadi di etnia romena stanno protestando: ne vogliono un secondo tutto per loro. Nessun dubbio su chi abbia tirato fuori i soldi per realizzare la piscina.E neppure su chi paghi l'acqua e tutto il resto. Fra poco farà freddo per un tuffo. Ma nessun problema. Fonti sicure rivelano che da settembre un certo numero di ragazzi verrà trasportato gratis in una piscina coperta di San Basilio. Gli zingari, insomma, hanno pensato a tutto. La gente del posto, intanto, ha cominciato ad accorgersi della novità. Se ne trovano tracce sul webforum del sito viapontedinona.it. La discussione ha il significativo titolo di Zingaro's connection. «Ciao a tutti - scrive Gufo il 12 agosto -.Mi rivolgo soprattutto agli amici del parco Tibur che conoscono il posto. Stamattina sono andato a Castorama (il centro bricolage del vicino Polo Tecnologico, ndr), uscendo mi sono attardato dinanzi al campo nomadi poco distante. Ho notato che le roulotte ed i camper sono nuovi di zecca! Inoltre l'auto più piccola è una Golf ultima serie. Ma tutto nuovo, anche i Mercedes, le Audi, i Bmw, i fuoristrada. Ripeto, tutto nuovo. Ci sono bagni chimici con graziose tende, barbecue di acciaio inox.... Così come voi tutti,ho sbagliato a fare il cittadino normale invece di fare il nomade ed entrare nella Zingaro's Connection romana. Date un'occhiata più approfondita, se avete tempo...». Il passaparola produce subito i risultati: «A Salone mi sembra di aver visto nel campo nomadi pure una grossa piscina...», scrive l'indomani Alesh. Non passano tre giorni: «Eh si, confermo... - scrive Nicola il 16 agosto - nel campo nomadi di Salone c'è una bella piscina, di quelle esterne con struttura di metallo a rinforzo. Ho percorso ieri pomeriggio via di Salone e sono rimasto sconcertato.

fonte: Il Giornale

CentroStudiSicurezza alle ore 16:39
fatti di cronaca | commenti (2) | commenti (2) (popup)
POTENZIARE LA VIDEOSORVEGLIANZA PER DIFENDERE L'OSPEDALE

Saronno - La direzione dell'azienda ospedaliera è già al lavoro per migliorare i sistemi di controllo all'interno dell'ospedale


La sicurezza all'interno dell'ospedale non è un problema da sottovalutare. Ne è perfettamente al corrente anche il direttore generale dell'azienda ospedaliera Pietro Zoia, che già prima di agosto aveva fatto fare un sopralluogo per potenziare il servizio di videosorveglianza. L'ultimo atto di vandalismo, avvenuto la scorsa domenica, ha riacceso i riflettori su una questione già esplosa nel giugno scorso, quando un gruppo di extracomunitari si era insediato nell'ex reparto di urologia al secondo piano, chiuso per lavori, devastandolo. La scoperta della sgradita presenza aveva indotto la direzione a chiudere dall'esterno le porte anticendio e a limitare l'uso degli ascensori solo al personale autorizzato.  La Croce d'Argento, a cui appartengono le sette ambulanze razziate, ha chiesto al direttore di mettere un faro nella zona dove vengono parcheggiate le ambulanze in attesa delle chiamate di soccorso. L'azienda ospedaliera si è detta pienamente disponibile e attende ora i preventivi per il potenziamento delle telecamere a circuito chiuso già piazzate in alcuni punti strategici: «D'altra parte - fanno sapere - l'ospedale non può chiudere né in estate né di notte...».Sulla questione è intervenuta, con un comunicato, anche la sezione locale della Lega Nord che si è detta preoccupata: «Rendiamoci conto che l'ospedale, l'istituzione più sacra per i saronnesi, è sotto attacco. Il nostro ospedale è diventato un luogo insicuro. Furti, atti di sciacallaggio, bivacchi di sbandati che minacciano personale e pazienti sono ormai all'ordine del giorno.  Bisogna investire molto di più nella sicurezza. I Comuni, però, hanno pochi soldi, dato che manca il Federalismo fiscale e il governo di Roma pensa solo ai migranti, invece che al benessere della nostra gente. Saronno, comuni limitrofi e azienda ospedaliera hanno il dovere morale di trovare subito risorse finanziarie urgenti per assumere delle guardie giurate che controllino gli ingressi in ospedale».


fonte: Varesenews

CentroStudiSicurezza alle ore 16:37
fatti di cronaca | commenti | commenti (popup)

lunedì, 28 agosto 2006

CSS: IL PRIMO CONSENSO POLITICO VERSO LA RIFORMA
Un saluto a tutti i colleghi soprattutto alle vere gpg (quelle con l'animo da guardie). Ieri abbiamo avuto un colloquio con politici dell'opposizione, tra cui l'On Umberto Bossi e abbiamo parlato della categoria. L'On. Umberto Bossi e MarmelloIl resoconto è presto fatto: i parlamentari Calderoli ,Bricolo e Cota sono pronti a muoversi per perorare la nostra causa. Siamo in movimento e pronti a riniziare con la dura battaglia. L'On. Umberto Bossi ha ribadito che la nostra è una giusta causa  e per quanto possibile la Lega ci sarà vicina, come peraltro ha fatto nello scorso governo. Adesso stà alle guardie decidere cosa fare del proprio futuro.
CentroStudiSicurezza alle ore 18:36
comunicati | commenti (31) | commenti (31) (popup)

domenica, 27 agosto 2006

"IL CSS ARRUOLA VOLONTARI" Marmello, sondaggio per capire

Il CSS vuole capire quanti sono disposti a venire a Roma e quanta gente riuscreste a coinvolgere. Aspettiamo commenti grazie.

CentroStudiSicurezza alle ore 21:38
avvisi, comunicati | commenti (16) | commenti (16) (popup)
IL ROGO

Fiamme al mercatino dei Ciompi
L'incendio è divampato nella notte ed è di origine dolosa. Bruciati due stand e la copertura in eternit. E' allarme amianto

Firenze, 25 agosto 2006 - Hanno spento le fiamme in pochi minuti, i vigili del fuoco. E per fortuna che l’allarme era stato tempestivo perché un abitante nella zona di piazza dei Ciompi, rientrando a casa verso le 3,45 di ieri mattina, aveva notato le fiamme che si stavano sviluppando all’interno del ‘mercatino delle pulci’. Pochi minuti dunque per domare l’incendio che, però, aveva già distrutto quasi per intero lo stand numero 17 e danneggiato quelli più vicini, oltre alla copertura in resina di vetro del vialetto laterale sinistro. Pochi minuti anche per capire che le fiamme erano di natura dolosa. Qualcuno era salito su un mobile di compensato, poi aveva fatto passare una manciata di cartacce cui aveva dato precedentemente fuoco attraverso l’apertura per l’aria dello stand stesso. Il rogo era divampato in un attimo. Gianni Ciullini, che da 21 anni gestisce lo stand numero 17, si è visto distruggere tutto quello che aveva costruito e raccolto in giro per l’Italia per seguire la sua passione. Semidistrutta anche una vecchia culla in legno. Di due mobili antichi è rimasta la struttura carbonizzata. Ciullini non è assicurato come tutti gli altri colleghi. Incendio doloso, dunque, ma chi ha colpito? La signora Maria Grazia, che ha lo stand numero 16, proprio accanto e che ieri lavorava per rimettere in piedi la sua attività aiutata da altre persone del mercatino, spiega che in 26 anni di lavoro lì non gli era mai capitata una cosa simile. "Sono ancora frastornata, non capisco perché sia successo". Escluse rivalità tra standisti, poco probabile il racket estorsivo visto che nessuno avrebbe mai subito minacce o rischieste, "resta il degrado di uno spicchio di città che sembra diventata ‘terra di nessuno’". "Ci sono le guardie giurate — ci spiegano —, ma la notte qui c’è di tutto. Gente che fa i propri comodi nella semioscurità. Ubriachi, vandali e teppisti". "Una volta abbiamo trovato anche due ragazzi che facevano l’amore tutti nudi alle 6 e mezzo del mattino. Escrementi, bottiglie rotte, troviamo di tutto al mattino quando facciamo le pulizie per aprire". Oltre agli agenti di una volante, sul posto sono arrivati anche i tecnici dell’Arpat: la tettoia del mercato, lambita dalle fiamme, è in eternit. Sulla vicenda della copertura in eternit, i consiglieri comunali Gabriele Toccafondi (Forza Italia) e Stefano Alessandri (Alleanza nazionale) ricordano che proprio Toccafondi, "nel 2001 aveva presentato un’interrogazione per denunciare la pericolosità della situazione in piazza dei Ciompi".
fonte: Quotidiano.net

CentroStudiSicurezza alle ore 17:58
fatti di cronaca | commenti (1) | commenti (1) (popup)
LA GENTE HA PAURA ANCHE A DIFENDERSI

Chi è aggredito preferisce subire piuttosto che incorrere nelle pastoie dei processi e nelle “sicure” ritorsioni

La gente ha paura, dicevamo ieri in una nostra inchiesta, e si fa la “scorta”. Chi può permetterselo, ovvio. E chi non può rivolgersi alle agenzie di sicurezza che fa? Si arma? Si barrica in casa? Subisce? Prega?
La gente ha paura di aver paura, e non è un gioco di parole. La percezione della paura nei milanesi è duplice: timore delle aggressioni delle rapine, degli stupri dei furti e delle intrusioni e paura di finire nella pastoia della magistratura buonista che, nell’immaginario collettivo, tutela quasi sempre gli aggressori più delle vittime. E oltre al concetto di timore di reazione, e quindi di essere incolpati di eccesso di legittima difesa, anche se giusta e sempre più che legittima nel caso di una aggressione o di una intrusione in casa propria, la gente ha paura delle ritorsioni, visto che spesso chi delinque, anche commettendo reati gravi come quelli contro la persona, troppo spesso è fuori entro le 24 ore e potrebbe tornare a vendicarsi senza che nessuno lo fermi. Ecco perchè quindi la reazione “fai da te” non è prevista dagli Italiani. L’unica vera logica difensiva, adotatta da quasi tutti, è quella di dotarsi di strumentazione tecnologica per la difesa abitativa e di prendere tutte quelle precauzioni possibili e quelle accortezze necessarie per evitare di trovarsi in condizioni di rischio. Le case diventano così fortezze inespugnabili con antifurto e super blindature alle finestre e alle porte. Le forze dell’ordine ricevono sempre più richieste da parte dei singoli cittadini per effettuare i collegamenti ai numeri di emergenza dei combinatori degli impianti antifurto. E anche le agenzie di sorveglianza privata fanno affari d’oro: le autopattuglie delle guardie giurate passano in continuazione davanti alle abitazioni che hanno richiesto questo servizio preventivo e che fino ad oggi ha dato ottimi risultati almeno a livello di deterrente. Questo fenomeno è a dir poco preoccupante, perchè mette in evidenza un concetto che ha del diabolico: non ci si può sottrarre alla violenza, e non ci si può nemmeno difendere per non incorrere in una doppia violenza, quella di un giudizio troppo severo da parte della magistratura. Quindi, escluso il concetto che la gente voglia difendersi da se, e che nessuno decida di comprarsi armi da fuoco o altri oggetti per impedire aggressioni, come gli spry al peperoncino o minisirene da tasca in grado di mettere in fuga i malintenzionati, resta il nodo in gola della sensazione generale delle persone che temono, e che di fatto non si sentono tutelate, le strutture organizzative e burocratiche dello stato che invece dovrebbero garantire fiducia. Cambia così, inevitabilmente lo stile di vita e di fatto si riducono i margini della libertà individuale. «Prima uscivo molto più spesso la sera, e adesso mi preoccupo sempre di essere riaccompagnata a casa da qualcuno di mia fiducia -confida Giovanna P., impiegata, 35 anni, residente a Bollate - Non ho mai pensato di prendere in considerazione l’acquisto di un’arma o di qualche oggetto che mi permetta di difendermi in caso di aggressione, perchè prima di tutto temo di non essere in grado di utilizzare nessun tipo di arma senza mettere ulteriormente in pericolo anche me stessa, e poi ho paura che una mia reazione possa provocare un accanimento della violenza e quindi mettermi ulteriormente in pericolo: sia contro il mio aggressore che da parte della legge. Non vorrei passare io poi dalla parte del torto e magari sentirmi dire che ho reagito nell amaniera sbagliata».«Sono stato più volte tentato di valutare l’acquisto di un’arma e se non l’ho mai fatto è perchè non credo che l’Italia sia un paese dove ci si debba fare giustizia da sè - confida Gennaro R., responsabile amministrativo di Milano - Piuttosto dovrebbero essere la polizia e i carabinieri a disporre servizi di sorveglianza a tutte le ore impedendo che la città diventi terreno libero ai delinquenti. Non concepisco che una persona debba avere paura di uscire, paura di camminare in qualsiasi posto della città e che ci si debba sempre guardare alle spalle con timore. Questo ingenera un clima di diffidenza verso tutti, e da tutti, e contribuisce a rendere la città ancora meno vivibile di quello che già è di fatto». L’indulto e i continui sbarchi di clandestini e la massiccia presenza di extracomunitari clandestini in tutte le zone della città ingenera nei cittadini una sensazione di disagio. I criminali e i delinquenti sicuramente sono anche Italiani ed Europei, e su questo nessuno ha dubbi, ma la gente si chiede sempre più spesso se i giudici siano davvero “giusti” nelle loro condanne. L’insicurezza emerge anche da questo dato che vede una indulgenza eccessiva verso i clandestini che compiono crimini efferati e un accanimento a volte sbagliato verso gli italiani che si trovano a doversi difendere da aggressioni e rapine con la paura di essere condannati.

fonte: La Padania

CentroStudiSicurezza alle ore 17:56
fatti di cronaca | commenti (3) | commenti (3) (popup)
MILANO: RAPINANO AGENZIA SCOMMESSE, BOTTINO DI 15MILA EURO
Milano - 25 ago. (Adnkronos) - Rapina nell'agenzia di scommesse 'Match Point' di via San Gimignano a Milano. L'episodio e' avvenuto ieri sera, poco prima dell'orario di chiusura. Due uomini con il volto coperto, sono entrati nell'agenzia di scommesse. Mentre uno dei malviventi disarmava la guardia giurata, l'altro, armato di pistola, minacciava il titolare e si faceva consegnare l'incasso di 15 mila euro. I due rapinatori sono poi fuggiti a piedi.
 
CentroStudiSicurezza alle ore 17:54
fatti di cronaca | commenti (2) | commenti (2) (popup)

giovedì, 24 agosto 2006

POLIGONO: ROGO CALCETI, DUE AVVISI DI GARANZIA PER OMICIDIO COLPOSO

Dopo la morte dell'armiere indagati per omicidio colposo il socio che stava sparando e l'addetto ai controlli. Ma non si esclude il corto circuito

Prato, 24 agosto 2006 - Dopo la morte di Edo Carlesi, responsabile dell’armeria del poligono di Galceti — deceduto una settimana fa all’ospedale Gaslini di Genova dopo un mese e mezzo di agonia — l’inchiesta della magistratura sull’incendio che lo scorso 4 luglio distrusse il tirassegno pratese non si basa più sui reati di lesioni e danneggiamento, ma su quello, più grave, di omicidio colposo . Due sarebbero al momento gli indagati per la tragedia. Si tratta dell’unico tesserato — una guardia giurata — che si stava esercitando al tiro con la pistola in quel momento. L’uomo si è già rivolto al suo legale di fiducia. Proprio dalla sua arma sarebbe partito il bossolo incandescente che alcuni testimoni avrebbe indicato come origine delle fiamme. Ma prende corpo anche una seconda ipotesi: corto circuito ad uno dei motori che trasportano i bersagli. L’altro avviso di garanzia avrebbe raggiunto l’adetto alla sorveglianza del poligono per l’eventuale omesso controllo della struttura. La verità sulla dinamica del rogo è contenuta nella relazione dei tecnici dei vigili del fuoco, già depositata in procura. Il punto di innesco dell’incendio è stato individuato con certezza lungo la linea di tiro dei 25 metri. Il pm responsabile dell’inchiesta ha richiesto l’acquisizione delle cartelle cliniche di Carlesi, stroncato dalle conseguenze delle ustioni e dell’inalazione dei vapori incandescenti. E rimane da spiegare, secondo gli inquirenti, la presenza di pannelli in legno all’interno del poligono. Manfredo Candia, presidente della sezione pratese del «Tirassegno nazionale» da otto anni, spiega: «Avevamo una regolare autorizzazione per tutti i reparti del poligono. Le linee di tiro erano state tutte omologate e controllate con periodicità dal Genio militare, incaricato dal ministero della Difesa. Il tirassegno ha più di 5mila tesserati ed esiste da 1883. E’ la prima volta che si verifica un incendio. Sono certo che siano state rispettate tutte le misure di sicurezza, ma credo sia doveroso che l’inchiesta della magistratura faccia il suo corso e chiarisca i fatti. Inizieremo la ricostruzione non appena verranno tolti i sigilli giudiziari».

fonte: Quotidiano.net

CentroStudiSicurezza alle ore 11:13
fatti di cronaca | commenti (20) | commenti (20) (popup)
MA NON CHIAMATELI BODY-GUARD

DIFENDERSI
Ma non chiamateli body-guard


La figura della guardia del corpo, del “gorilla”, ovvero dell’uomo tutto muscoli e cervello, in grado di proteggere, a qualsiasi costo, anche con le armi se serve, l’incolumità del suo “cliente” nel nostro paese non esiste. L’unica persona che può, in qualche modo, garantire la sicurezza di un privato cittadino che decide, a spese sue, di essere protetto, è la guardia particolare giurata, il vigilantes, ovvero colui che lavora per istituti di sorveglianza e che dispone di un porto d’armi collettivo per espletare la sua funzione di poliziotto privato. Ma il testo Unico delle leggi sulla pubblica sicurezza parla chiaro: non è possibile la scorta armata per la difesa personale ma esclusivamente per la difesa a patrimoni o cose di valore. In pratica per scortare un individuo è indispensabile che questo abbia con se qualcosa di valore, come denaro, gioielli o altro, perchè evidentemente la vita in sè, nel nostro ordinamento non è considerata un valore così indispensabile tanto da affidarlo alla custodia di una scorta. Anche in termini di intervento repressivo e di difesa fine a se stessa il vigilantes ha dei limiti ben precisi e la sua difesa deve sempre essere proporzionata al tipo di offesa subita. In pratica se il poliziotto privato viene minacciato da un rapinatore con un bastone o un coltello non può nemmeno pensare di con un bastone non può nemmeno pensare di estrarre l’arma, nemmeno a scopo intimidatorio. E’ successo più volte che agenti di polizia privata siano stati denunciati dai legali dei loro aggressori per eccesso di legittima difesa, indipendentemente dal fatto che siano o meno autorizzati a svolgere un lavoro, appunto, di difesa con tanto di decreto prefettizio e autorizzazioni di polizia.
Ma indipendentemente dal tipo di reazione e dal tipo di aggressione, i problemi e le limitazioni sorgono anche dopo aver disarmato l’aggressore, o il rapinatore, o chiunque abbia attentato alla incolumità del vigilantes o della persona o delle cose cui era demandato a protegere. Teoricamente la guardia giurata non potrebbe ammanettare nessuno e se lo fa deve dimostrare la necessità “estrema” della privazione della libertà dell’aggressore. Anche per questi casi i vigilantes sono stati denunciati dai legali dei loro aggressori per “sequestro di persona”. E’ naturale però che ogni volta è la discrezione del giudice a dover valutare i fatti e gli accadimenti. generalmente le guardie armate poste a scorta di persone, sono addestrate e preparate ad evitare l’aggressione e non a difendersi da essa. Una buona guardia del corpo previene piuttosto che reprimere e il suo scopo, primario, dovrebbe appunto essere questo e quello di creare il detterrente per i malintenzionati. I costi sono ancora eccessivi per una guardia personale armata: 23 euro all’ora, per minimo otto ore di servizio e considerando una giornata intera si sfiorano cifre intorno ai 500 euro. Necessario considerare anche le spese aggiuntive: pasti, festivi e trasferte. Data la aumentata richiesta le agenzie proporranno listini più accessibili a tutti

fonte: La Padania 23/08/2006

CentroStudiSicurezza alle ore 11:06
fatti di cronaca | commenti (16) | commenti (16) (popup)