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L' Associazione Centro Studi Sicurezza sezione Guardie Giurate è stata fondata formalmente nel 2001 da un gruppo di guardie giurate. Tra gli obiettivi primari, la volontà di riscattare una categoria lavorativa che da anni versa in condizioni disagiate grazie alla noncuranza delle Istituzioni e di alcune sigle sindacali.

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lunedì, 30 ottobre 2006

RAID NOTTURNO TRA I BANCHI DELLE ELEMENTARI DI VIA CADUTI SUL LAVORO

Due ragazzini stranieri bloccati dai metronotte dopo aver rubato una fotocamera digitale

Piacenza - Raid notturno nella scuola elementare di via Caduti sul lavoro. Raid finito male per gli autori, però, bloccati, identificati e denunciati per furto aggravato alla procura dei minori di Bologna. Entrambi diciassettenni, i due ragazzi erano riusciti a intrufolarsi nella scuola e a raggiungere l’aula di informatica. Erano circa le nove dell’altra sera. Una volta all’interno avevano forzato l’armadio portando via una macchina fotografica digitale di proprietà dell’istituto. I ladruncoli però non avevano fatto i conti con il sistema d’allarme provvidenzialmente collegato all’Ivri. Prima ancora che riuscissero a uscire dalla scuola, due guardie giurate erano già sul posto; inutile il tentativo di nascondersi dietro la scala antincendio: sono stati scovati, bloccati e consegnati alla polizia.

fonte: Piacenza Day

CentroStudiSicurezza alle ore 10:09
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sabato, 28 ottobre 2006

LETTERA APERTA DEL RESPONSABILE C.S.S. PIEMONTE
Lettera aperta a tutti i soci e simpatizzanti del Centro Studi Sicurezza.
 
Da: Fabrizio CARBONE ( Guardia Mondialpol e Resp. C.S.S. Piemonte)
 
Egregi Colleghi,
                          è con immenso piacere che vengo a voi con questa mia presente, allo scopo di aggiornarvi in merito all’attività del Centro Studi Sicurezza del Piemonte.
Un anno fa, il Presidente Marmello decideva di affidarmi la gestione della politica operativa di questo grande gruppo nella nostra Regione e nello specifico di partenza, nel suo capoluogo, dove risiedono i maggiori Istituti di Vigilanza.
Sin da subito ho cercato di fare una “giusta” selezione nell’individuare, CHI fosse stato con le aziende e CHI non lo fosse; ho dovuto purtroppo constatare, che la stragrande maggioranza delle guardie giurate, sono corrotte, bugiarde, carrieriste, prevaricatrici, ricoprono incarichi sindacali per una doppia valenza e hanno paura.
Lo schifo e la vergogna di cui si ricoprono questi individui ha permesso con estrema facilità da parte mia, l’individuazione dei “traditori” e dei “fedeli” permettendomi di prendere i dovuti provvedimenti. Questo come??? Facendo nomi e cognomi, denunciando (legalmente) circostanze e situazioni anomale, frutto del torbido intrigo tra la classe dirigenziale e la classe operaia “corrotta”.
Ho personalmente condotto una battaglia legale con la Questura di Torino, per un eccessivo accanimento della stessa su un nostro collega e ho vinto!!!! Con tanto di scuse.
Tuttavia questa mia esuberanza e questa mia voglia di pura e sana giustizia, mi hanno ben presto trasformato in un bersaglio: minacce velate e non, di intimidazioni da parte delle aziende, degli organi preposti, hanno successivamente lasciato spazio a quelle che si possono definire “le vie di fatto” o le “cosiddette ritorsioni” (atti di vandalismo sulla vettura, telefonate minatorie, bigliettini volanti, ecc ecc).
Ebbene, ragazzi, tutto questo mi ha notevolmente fatto incazzare e ha fatto salire una rabbia “costruttiva”, che mi ha fatto capire che avevo fatto centro!!! Il fare nomi e cognomi, il denunciare apertamente ogni abuso ed illecito, paga e risolve; dopotutto, nessun magistrato potrà mai condannarmi per aver detto la VERITA’. La VERITA’ è un’arma micidiale, se usata senza con criterio e con cognizione di causa.
Dal maggio del 2006, sono diventato Segretario Regionale di un Sindacato Autonomo di categoria, l’A.E.P.S.G.A.C. che in costante collaborazione con il Centro Studi, combatte in prima linea ogni tipo di abuso consumato all’interno della Vigilanza Privata; il conferimento giuridico depositato presso le Direzioni Regionale e Provinciali delle Camere del Lavoro, hanno dato una valenza maggiore all’operato delle due compagini, facendo si che si diventi ancora più forti, più consapevoli e rispettosi di noi stessi innanzitutto!
A tal proposito, esorto TUTTI I COLLEGHI DEL PIEMONTE a scrivermi al seguente indirizzo di posta elettronica (info.carbonefabrizio@yahoo.it) o al contattarmi telefonicamente ai seguenti numeri: 340/1438635334/7037489 per segnalare qualsiasi abuso, prevaricazione, atto discriminatorio, lesivo e/o offensivo nel vostro lavoro e nei vostri stessi confronti, qualora vi trovaste in situazioni di emergenza, insomma, ogni qualvolta che il problema non riesce più a essere “gestito” sul campo.
Compatibilmente ai miei orari di lavoro (sono anche io come voi, in mezzo alla strada tutti i giorni) ed ai miei impegni familiari, sarò ben contento di consigliarvi al meglio e all’occorrenza, raggiungervi sul posto, qualora le condizioni del momento lo richiedano.
Metto al vostro servizio, la mia preparazione tecnica e l’esperienza lavorativa maturata negli ambienti della Pubblica Amministrazione, per combattere con il “cervello” e non con le “urla”, ogni tipo di illecito commesso nei confronti della nostra categoria.
Ricordo ancora a tutti voi i miei riferimenti.
 
 
e-mail: info.carbonefabrizio@yahoo.it
cell: (utenza tim) 334/7037489 - (utenza vodafone) 340/1438635
 
Voglio chiudere con una frase molto bella e significativa, che rivolgo a tutti coloro che non vogliono uscire allo scoperto, per paura di ritorsioni aziendali, pseudo-vendette e quant’altro:
 
 
 
“ UN GIORNO LA PAURA BUSSO’ ALLA MIA PORTA…..
IL CORAGGIO ANDO’ AD APRIRE E……
NON VIDE PIU’ NESSUNO”.
 
 
 
Nella speranza di sentirvi numerosi, colgo l’occasione per rinnovare i miei migliori auguri a tutti coloro che gravitano attorno a questa meravigliosa Associazione che per mezzo di quel santo di Marmello (ormai quasi senza salute…) continua a dare corpo alle nostre iniziative. A voi tutti….buon lavoro.
 
 
CentroStudiSicurezza alle ore 20:56
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CONVEGNO: MARMELLO FURIBONDO

Purtroppo Marmello non potrà presienzare al convegno suo malgrado a causa di un'organizzazione disordinata, fatta da persone incompetenti che non hanno lontanamente idea di come si organizzino convegni seri, con persone che arrivano da tutta Italia. Hanno voluto imitare le gensta di Marmello, ma in maniera goffa e senza criterio. Eravamo stati invitati a questo convegno per aprire un dialogo civile tra associazioni di settore e sindacati, portando da parte nostra le nostre esperienze in anni di lotta contro un sistema che vuole rilegare le gpg in un categoria inadeguata. Ci era stato garantito dagli organizzatori di questo convegno un pullmann che doveva accompagnare i colleghi da Milano a Roma gratuitamente, ma non è mai arrivato. Dovevamo partire da Milano ad abbiamo aspettato invano pullmann inesistenti. Il Centro Studi Sicurezza è indignato, sottolineando che in anni di organizzazione di convegni non è mai successa una cosa del genere.

Dispiace solo che molte guardie siano andate a quel convegno sperando di vedere presente Marmello, per parlare dei veri problemi delle guardie e per organizzare finalmente qualcosa di concreto per loro ed invece si troveranno ad un semplice ritrovo sindacale inconcludente.

La Segreteria

CentroStudiSicurezza alle ore 05:22
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giovedì, 26 ottobre 2006

IL GIUBBOTTO ANTRIPROIETTILI E' A MISURA DI PROTEZIONE DEL LAVORATORE

Milano, 26 ottobre 2006

Le particolari condizioni lavorative in cui viene a trovarsi la guardia giurata conferiscono al giubbotto antiproiettili natura di necessaria misura di prevenzione e protezione dell'integrità fisica. È quanto ha stabilito la Corte di Cassazione, che con la recente sentenza 29 settembre 2006 n. 32206 ha ritenuto responsabile della morte occorsa ad un suo dipendente il legale rappresentante di un istituto di vigilanza che aveva omesso di fornire al lavoratore lo strumento di difesa passiva, la cui assenza ha fatto sì che la guardia morisse per l'offesa arrecata dalla mano armata di un rapinatore.

Per il Giudice la responsabilità del datore di lavoro nel caso di specie non può essere esclusa dall'inesistenza di una norma giuridica che imponga l'adozione della specifica misura di sicurezza, poiché l'articolo 2087 del Codice civile impone di adottare tutte le precauzioni necessarie alla salvaguardia dei lavoratori, tra cui quelle suggerite dalla semplice diligenza, prudenza ed accortezza.


CentroStudiSicurezza alle ore 22:29
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mercoledì, 25 ottobre 2006

DONNA UCCISA DURANTE RAPINA A IPERCOOP

25/10/2006 ore 19:06

Si chiamava Monica Mari l'addetta alla vigilanza dell'Ipercoop di Carasco morta oggi pomeriggio per una coltellata al petto infertale da un ladro sorpreso a rubare nello scaffale dei cd. La donna, 38 anni, abitava a Mignanego, nell'entroterra del levante. La guardia giurata rimasta ferita sempre per una coltellata si chiama Christian Arru ed ha 32 anni.

CentroStudiSicurezza alle ore 19:21
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ASSEDIATI IN BANCA CON 10 OSTAGGI

Via Parigi, i rapinatori erano armati e avevano anche una pistola elettrica. Sequestrati in casa armi e silenziatori


I banditi si arrendono, erano liberi grazie all´indulto «Arrendetevi, lasciate le pistole e uscite disarmati...Non avete scampo, ogni minuto che passa peggiorate la vostra situazione». Una breve trattativa attraverso il vetro blindato di una banca di via Parigi, a due passi da piazza della Repubblica. Momenti da brivido: dentro il locale, due veterani delle rapine armati fino ai denti con una decina di persone, tra clienti e impiegati, in ostaggio. Fuori dalla porta, il vicequestore Andrea Di Giannantonio, della sezione antirapine della mobile e una pattuglia di poliziotti con le semiautomatiche in pugno.
Potrebbe finire malissimo, con un assedio di ore ma i banditi, due vecchi guerrieri entrambi usciti di carcere grazie all´indulto, capiscono che la partita è perduta, lasciano due rivoltelle e una pistola elettrica in un bussolotto, aprono la porta e si sdraiano a terra. Ammanettati e portati in questura, finiranno nuovamente in carcere. Poche ore più tardi gli uomini di Alberto Intini arrivano a un appartamento dove (senza risultare residente) abitava uno degli arrestati: dentro ci sono altre quattro pistole, due silenziatori, alcune parrucche.
In manette, per la seconda volta nel giro di pochi mesi, finiscono Ottavio Spanu, 62 anni e Giampaolo Contini, di 53, che, a suo tempo, fu coinvolto (e poi assolto) nell´inchiesta sul sequestro dell´industriale Dante Belardinelli, nel 1989. L´uomo, protagonista di alcune, clamorose rapine a Roma (tra cui quella alla Flash Capitalpol del novembre 96) fu lievemente ferito il 28 febbraio del 2005 durante l´agguato mortale a via Porta Maggiore che costò la vita ad Antonello Fa. I due, abituati a lavorare insieme, avevano anche partecipato, nel 97, a un´altra rapina miliardaria in via della Scrofa.
Un colpo da professionisti finito con la completa "debacle" della gang, quello di ieri mattina. I banditi arrivano sul posto con uno scooter rubato, disarmano la guardia giurata, entrano in banca e spianano le pistole: armi vere, non le solite repliche. Uno impugna anche la micidiale "Taser", una pistola elettrica in grado di "sparare" una scarica da 50 mila volt a basso amperaggio. Chi viene colpito crolla a terra nel giro di due secondi ma a volte gli effetti possono essere letali.
I due sanno che in quel momento nell´agenzia della Bnl ci sono parecchi soldi e infatti si fanno consegnare ben 50 mila euro. Una bella somma visto che le banche limitato al massimo il contante disponibile. Ma la sfortuna (per i banditi) vuole che al momento del "mani in alto" un cliente stia telefonando. «Ci stanno facendo una rapina» sussurra prima di riagganciare. L´automobilista chiama il 113 e pochi istanti dopo sul posto piombano auto della mobile, dei commissariati Castro Pretorio e Salario e perfino una macchina della Polaria. La banca viene circondata, il rischio è quello di un assedio stile "Quel pomeriggio di un giorno da cani". Ma la fine del film, stavolta, è più rapida.

CentroStudiSicurezza alle ore 11:08
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lunedì, 23 ottobre 2006

26ENNE SI TOGLIE LA VITA DAVANTI ALLE CASA DELLA EX FIDANZATA

Tragedia ad Arezzo questa notte intorno alle 3, quando un giovane di 26 anni Alessandro B. di Castel Focognano si è tolto la vita sparandosi un colpo di pistola al cuore.
Secondo quanto si apprende, il ragazzo, di professione guardia giurata, si era recentemente lasciato con la ex fidanzata. Ieri, convinto dagli amici a recarsi a passare la serata in discoteca, avrebbe perso la testa vedendovi la ragazza in compagnia di un altro.
Poco dopo, proprio di fronte a casa della ex fidanzata, in Via Buonconte da Montefeltro, il tragico gesto.
A dare l’allarme sono stati i vicini, che hanno sentito lo sparo ed hanno allertato il 113. Gli agenti giunti sul posto hanno trovato il 26enne riverso in una pozza di sangue, e i soccorsi sono stati vani.
Sul corpo è stato disposto l'esame autoptico.

CentroStudiSicurezza alle ore 13:40
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DUPLICE RAPINA SUL LARIO

A OLGIATE E CAPIAGO / Aggredito un benzinaio, assaltato un supermarket

Duplice rapina in provincia di Como, ieri. In mattinata aggredito e derubato un benzinaio a Olgiate. Nel tardo pomeriggio assalto alla Coop di Capiago.
OLGIATE COMASCO
Stava portato l'incasso del giorno prima e della notte alla cassa continua della banca. Ma due rapinatori lo stavano tenendo sotto controllo. E, forse dopo aver studiato in anticipo le sue mosse, lo hanno aspettato, seguito e quindi aggredito portandogli via un bottino che, secondo una prima stima, ammonterebbe a circa 9mila euro. Mattinata da dimenticare, quella di ieri, per il titolare del distributore Q8 di Olgiate Comasco. Vittima di una rapina a mano armata dai contorni decisamente inquietanti.
Secondo quanto denunciato ai carabinieri, il colpo è stato messo a segno un quarto d'ora dopo le 7 di ieri. L'uomo aveva appena ritirato la cassetta metallica contenente i soldi incassati e la stava portando alla cassa continua dell'istituto di credito, la Banca Commercio e Industria di via Roma, sempre a Olgiate. All'improvviso, all'esterno della banca, è stato avvicinato da una Golf dalla quale è sceso un uomo che aveva il volto coperto con un passamontagna. Il bandito ha puntato una pistola contro lo sventurato benzinaio e si è fatto consegnare la cassetta. Quindi è risalito sull'auto, alla guida della quale c'era un complice, ed è fuggito. La vettura, risultata rubata, è stata ritrovata poche ore dopo dai carabinieri della stazione di Olgiate: era stata abbandonata a Beregazzo con Figliaro.
CAPIAGO INTIMIANO
Pochi minuti prima dell'orario di chiusura, alle 19.15 di ieri, il secondo colpo a mano armata della giornata. Una vecchia conoscenza delle forze dell'ordine, l'immigrato descritto come «molto alto e ben piazzato» che sta seminando la paura per i suoi ripetuti blitz, ha assaltato la Coop di Capiago Intimiano. L'uomo, armato di pistola, ha fatto irruzione nel supermarket incurante del fatto che in quel momento all'interno vi fossero non solo i dipendenti, ma anche molti clienti. L'uomo si è fiondato verso le casse, ha puntato l'arma contro la cassiera e si è fatto consegnare contanti per un bottino totale di 3mila euro.
Una settimana fa quasi sicuramente lo stesso bandito aveva svaligiato un panificio a Inverigo e il supermarket U2 a Carugo, puntando la pistola contro la testa di una guardia giurata. Le indagini sono affidate ai carabinieri e alla squadra volante

CentroStudiSicurezza alle ore 13:19
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RITROVO A ROMA

Abbiamo deciso di ritrovarci a Roma per organizzare una grossa manifestazione. Ci sembra questa un'occasione in più per ritrovarci. L'organizzazione del convegno non è ad opera del Centro Studi Sicurezza, al quale è stato solo chiesto di partecipare come voce importante della categoria.


SABATO 28 OTTOBRE 2006, ORE 10.00

VIA DEL MURO LINARI, 21 ROMA

Un'opportunità per incontrarci e organizzare una grossa manifestazione a Roma

Organizzatore: Matteo Soffiantini: 389/0552282

CentroStudiSicurezza alle ore 13:17
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ESPLOSIONE NELLA NOTTE, SVALIGIATO BANCOMAT

I malviventi sono riusciti a impossessarsi di un bottino di 100mila euro. Lo scoppio è stato così potente da aprire il forziere anche sul retro. La banda del gas torna a colpire: presa di mira la filiale Intesa di Carbonate


Torna in azione la banda del gas e lo fa con un clamoroso colpo messo a segno ieri mattina, poche ore prima dell'alba, a Carbonate. Un furto con tanto di esplosione e un bottino decisamente ingente, stimato in ben 100mila euro in contanti. Tutto è accaduto un quarto d'ora dopo le 5 di ieri mattina, quando in piazza Europa a Carbonate i criminali hanno preso di mira lo sportello bancomat della filiale della Banca Intesa. Come già avvenuto in passato, i malviventi hanno fatto letteralmente esplodere il forziere che conteneva i soldi. Il tutto grazie all'utilizzo di bombole di gas. Di fatto i soliti ignoti utilizzando una cannula di gomma hanno saturato la cassa del bancomat. Una volta riempito il forziere i banditi hanno innescato l'esplosione. Una botta terrificante che ha causato danni ingentissimi. Oltre ad abbattere lo sportello del bancomat, infatti, lo scoppio ha letteralmente divelto anche lo sportello del forziere sul retro dell'edificio che ospita la filiale di Carbonate di Banca Intesa. I malviventi erano sicuramente professionisti del crimine e hanno agito con grande velocità. Al momento dell'esplosione, infatti, è subito scattato l'allarme, ma in meno di un minuto i banditi sono riusciti a impossessarsi di tutti i contanti con cui era stato caricato il bancomat e fuggire prima dell'arrivo dei carabinieri e del servizio di vigilanza privata. Non è un caso che i ladri abbiano deciso di entrare in azione la notte tra venerdì e sabato: sapevano che quello era il momento migliore, in quanto avrebbero trovato nello sportello una cifra ingente, in vista della chiusura della filiale per il fine settimana. E così è stato perché il bottino finale ammonta, secondo una stima dei responsabili, a ben 100mila euro. Un mese e mezzo fa forse la stessa banda aveva già colpito in provincia di Como, facendo saltare la cassa continua dell'Eurospar di Arosio e impossessandosi di 10mila euro. Nelle ultime due settimane, poi, altri due colpi, uno tentato e l'altro riuscito, sempre ai danni di casse continue di supermercato. In quel caso, però, i ladri avevano deciso di agire utilizzando un flessibile e non il gas, come a Carbonate.



CentroStudiSicurezza alle ore 12:04
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CASSAZIONE: DATORE LAVORO GARANTE SICUREZZA DIPENDENTE

(AGI) - Roma, 22 ott. - Il datore di lavoro deve sempre garantire la sicurezza dei suoi dipendenti. Lo sottolinea la Cassazione, confermando la condanna per omicidio colposo a 1 anno e 4 mesi di reclusione, nonche' al risarcimento danni per le parti civili e al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di 50 mila euro con il beneficio della sospensione condizionale della pena, comminata al legale rappresentante di un istituto di vigilanza dalla Corte d'appello di Palermo. Al centro della vicenda, la morte, nel 2001, di una guardia giurata dipendente del suddetto istituto, causata da un colpo d'arma da fuoco esploso da alcuni malviventi mentre la vittima era in servizio davanti ad una banca. A carico dell'imputato, dunque, era stato formulato l'addebito che "in violazione degli obblighi gravanti su di lui ai sensi dell'articolo 2087 c.c. e dall'articolo 9 del regolamento di servizio degli istituti di vigilanza privata operanti in Palermo emesso dal Questore il 19 aprile 2001, aveva omesso di fornire alla guardia giurata un giubbotto antiproiettile" esponendo cosi' il dipendente "ad una oggettiva situazione di rischio per l'incolumita'". La Suprema Corte (quarta sezione penale, sentenza n.32286), ha rigettato il ricorso della difesa, rilevando che "il datore di lavoro deve sempre attivarsi positivamente per organizzare le attivita' lavorative in modo sicuro, assicurando anche l'adozione da parte dei dipendenti delle doverose misure tecniche ed organizzative per ridurre al minimo i rischi connessi all'attivita' lavorativa".

CentroStudiSicurezza alle ore 12:00
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