TUON 2007 DA TUTTO LO STAFF
DEL CENTRO STUDI SICUREZZA

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sabato, 30 dicembre 2006
TUON 2007 DA TUTTO LO STAFF
DEL CENTRO STUDI SICUREZZA

di Alessia Marani
Era steso sul lettino, quasi completamente denudato, un laccio emostatico stretto attorno al collo, la cannula di una flebo ancora inserita in vena. Per togliersi la vita Nicola Cerulli, classe 1934, docente universitario, primario della Clinica Urologica al Policlinico Umberto I, ha scelto proprio il suo reparto. Prima ha fatto incetta di farmaci da un armadietto, poi si è chiuso dentro il suo studio e, quindi, ha messo in atto la sua pratica di morte. Quando infermieri e sanitari del turno di notte, intorno alle 22,30 di mercoledì, insospettiti per la sua assenza in corsia, hanno bussato alla porta, per il luminare non c’era più nulla da fare. «Non lo vedevamo da ore - hanno raccontato alla polizia accorsa sul posto -. Qualcuno, però, l’aveva visto entrare nella sua stanza, al quarto piano. Alla fine abbiamo chiamato la vigilanza. Le guardie giurate hanno aperto e ci siamo trovati di fronte alla terribile scena». Forse Cerulli ha prima ingerito dei calmanti, poi s’è spogliato, quindi s’è iniettato direttamente in una vena centrale una soluzione ricca di potassio. «Sostanza - chiariscono i sanitari - che in grandi quantità o allo stato puro può provocare l’arresto cardiaco immediato». Il laccio emostatico attorno al collo? Da solo Cerulli non avrebbe potuto avere la forza di stringerlo al punto di soffocarsi; forse aveva tentato e non c’era riuscito, oppure ha cercato in questo modo di bloccare parte della circolazione e di fare arrivare prima il sangue avvelenato al cuore. Un elemento, quello del laccio, che aveva fatto anche pensare, inizialmente, a un’ipotesi diversa da quella del suicidio. Sarà, comunque, l’autopsia a chiarire ogni dubbio sulla dinamica. Pare che il professor Cerulli fosse angosciato all’idea di dovere andare presto in pensione. Recentemente aveva ottenuto una «proroga»: ancora un anno alla guida della Divisione d’Urologia. Ma di lasciare la Clinica e il mondo universitario per cui s’era speso da sempre, non ne voleva proprio sapere. La medicina era la sua vita. Medico è il figlio, chirurgo maxillo-facciale; ricercatore al Policlinico e consulente delle Asl pugliesi, il fratello, Costantino. La figlia, piombata immediatamente in clinica mercoledì sera, raccontava di quella «passione», del dolore del padre per la perdita di amici e familiari per l’avanzare dell’età. Cerulli era stato tra i protagonisti a metà degli anni ’90 di una «battaglia» per la massima apertura dei concorsi medici universitari, per ridurre gli sprechi: «Io stesso - aveva denunciato in un’assemblea pubblica nel ’96 - insegno poche ore all’anno». In questi giorni aveva assistito al funerale d’una parente, poi a quello di un collega medico. Fino a sprofondare nella depressione.
(Ha collaborato Emilio Orlando)
fonte: Il Giornale
venerdì, 29 dicembre 2006
Troppe aggressioni sui bus a Genova: e il capogruppo di Alleanza nazionale in Regione, Gianni Plinio, chiede alla dirigenza dell’Amt interventi più adeguati per garantire condizioni di sicurezza ai passeggeri dei bus cittadini sovente vittime di aggressioni, scippi e molestie.
«La recente aggressione a pugni e calci dell’anziano passeggero della linea 9 da parte di un extracomunitario è la goccia che ha fatto traboccare il vaso - dice Plinio -. Numerose sono le segnalazioni di scippi, borseggi e di violenze sui bus delle linee cittadine con persone costrette addirittura a ricorrere a cure mediche. È necessario che l'azienda concerti con le forze dell' ordine un piano di contromisure, soprattutto su certi percorsi ed in determinate ore, volto a prevenire e scoraggiare questi atti criminosi». Plinio chiede poi che venga garantita «una concreta tutela, specialmente nelle ore notturne sia degli autisti che dei controllori,costretti a svolgere il proprio servizio in condizioni assai precarie di sicurezza». «A questo proposito - afferma - sarebbe auspicabile che la direzione della Amt di Genova valutasse l'opportunità di stipulare convenzioni con i vari servizi di vigilanza privata al fine di garantire più sicure condizioni di viaggio all’utenza». Intanto l’Amt ha resi noti gli orari dei bus speciali per Capodanno (quando la sicurezza sarà garantita dalle forze dell’ordine). Domenica 31 dicembre 2006 e lunedì 1°gennaio 2007 sarà in vigore il consueto servizio festivo. Nei giorni feriali compresi sino a venerdì 5 gennaio 2007, Amt applicherà al proprio servizio l'orario normalmente in vigore nelle giornate del sabato, mentre sabato 6 gennaio 2007 il servizio sarà quello di tipo festivo. Lunedì 8 gennaio 2007 torneranno in vigore i consueti orari invernali.
fonte: Il Giornale
Per due mesi un noto imprenditore del modenese e i suoi familiari hanno vissuto nel terrore per le minacce di morte contenute in una lettera anonima, in cui si avanzava la richiesta di un milione e 600mila euro. La lettera era corredata anche da precisi riferimenti sulla vita privata della famiglia. Ma la squadra mobile della Questura di Modena ha scoperto la banda che aveva architettato il piano. L'operazione si e' conclusa la scorsa settimana e ne e' stata data notizia oggi. Quattro uomini sono stati iscritti nel registro degli indagati per concorso in tentata estorsione aggravata, in attesa di ulteriori provvedimenti che potranno essere assunti dalla Procura di Modena. Si tratta di un 40enne della provincia di Modena, che e' considerato l'ideatore del piano ed e' stato in rapporti d'affari con l'imprenditore preso di mira, un 62enne della provincia di Reggio Emilia, un 43enne originario della Campania e residente a Reggio Emilia, e un 41enne, abitante in provincia di Mantova, con precedenti per estorsione. Tutto e' cominciato il 19 ottobre scorso, quando l'imprenditore ha ricevuto per posta una lettera minatoria, scritta a macchina. Nella missiva gli si intimava di pagare entro pochi giorni un milione e 600mila euro, che avrebbero dovuto essere confezionati in un pacco da lasciare nei pressi di un hotel della provincia. La lettera conteneva precise minacce: in particolare, i malviventi annunciavano che avrebbero ucciso, uno dopo l'altro, i componenti della famiglia, entro le prime settimane del 2007. Il messaggio e' stato considerato credibile, anche perche' conteneva dettagli e riferimenti molto precisi e puntuali sulla vita privata del titolare dell'azienda e sui suoi movimenti. L'imprenditore ha comunque subito denunciato il fatto alla squadra mobile di Modena, diretta da Amedeo Pazzanese, che ha avviato le indagini, cercando di capire il contesto in cui potesse essere maturata l' estorsione. L'imprenditore e' stato posto sotto scorta e, a sua volta, ha assunto alcuni vigilantes privati per la sicurezza sua e dei familiari. Nonostante questo, il piano degli estorsori non si e' fermato, anche con telefonate anonime nel cuore della notte. Collegando vari elementi investigativi, la Polizia e' riuscita dunque a individuare gli organizzatori del piano che sono stati ufficialmente indagati. Poco prima di Natale sono scattate le perquisizioni, disposte dalla Procura. Il quarantenne modenese ha confessato di essere la mente del piano e ha indicato alla Polizia un luogo in cui sono state rinvenute due macchine da scrivere, una delle quali sarebbe stata usata per compilare la lettera anonima. L'uomo aveva avuto rapporti d'affari con l'imprenditore ed era stato vicino al nucleo familiare, quindi conosceva anche particolari sulla vita del titolare e dei suoi congiunti, dettagli con cui pensava di poter esercitare una forte pressione psicologica sulla vittima del ricatto. Il 40enne avrebbe architettato l'estorsione per far fronte a problemi economici, in combutta con gli altri tre.
giovedì, 28 dicembre 2006
CATANIA - La sicurezza parla al femminile. Per la prima volta, infatti, una donna, la signora Giovanna Genovese, è stata eletta presidente della sezione sicurezza di Confindustria Catania. Si tratta di una scelta innovativa, che rompe schemi precostituiti e che conferisce ulteriore prestigio all'associazione imprenditoriale catanese, che ha creduto fermamente nel contributo determinante che una donna può dare al settore, suffragato dalla solida e lunga esperienza della Genovese. Un settore che negli ultimi decenni ha subito una rivoluzione nell'approccio operativo. La sicurezza privata non è più soltanto affidata alla professionalità delle guardie giurate -che continuano a svolgere un compito estremamente delicato e di grande responsabilità - ma oggi è in grado di mostrare tutta la sua versatilità nel mettere a frutto le innovazioni tecnologiche più avanzate. «Primo punto del mio programma - dice la Genovese - sarà lavorare all'approvazione del nuovo tariffario prefettizio, in cui si dovrà tenere conto dell'evoluzione del settore di questi ultimi anni; poi adattare la normativa vigente che regola il comparto al nuovo modo di interpretare il concetto di sicurezza nell'ambito del contesto sociale».
fonte: La Sicilia
Vibo Valentia, 28 dic. (Apcom) - Oltre al consigliere regionale Dionisio Gallo (UdC), ci sono altri sette uomini impegnati in politica indagati nell'inchiesta "Puma", condotta contro la cosca dei Maesano di Isola Capo Rizzuto. Lo ha reso noto il comandante provinciale dei Carabinieri. Si tratta di due assessori della provincia di Crotone, l'assessore alle Politiche sociali Antonio Menna (Udeur) e l'assessore allo Sport Giuseppe Puccio (Prc), di un consigliere provinciale dei Ds, Lucio Francesco Antonio Libero Pio Cosentino, del sindaco di Botricello Giovanni Puccio (Ds), dell'assessore all'Urbanistica del Comune di Botricello Antonio Puccio e del segretario PRC della Provincia di Crotone Giuseppe Bevilacqua. Le dodici ordinanze di custodia cautelare (10 in carcere e 2 ai domiciliari), emesse dal gip distrettuale di Catanzaro, riguardano invece il capo della cosca Maesano, Luigi, 52 anni, di Isola Capo Rizzuto, attualmente detenuto nel carcere di Voghera, il reggente Fiorello Maesano, 37 anni, alcuni imprenditori, pregiudicati e guardie giurate; per tutti l'accusa è di associazione mafiosa, più altri reati. Sono stati invece concessi gli arresti domiciliari a Antonio Bumbaca, 22 anni, accusato di riciclaggio di denaro e a Dionisio Gallo, ex assessore regionale alla Forestazione, che è accusato di corruzione e voto di scambio aggravato dalle modalita' mafiose. Un nono politico, invece, è coinvolto in qualità di vittima nell'operazione "Puma". Si tratta di Stefano Forleo, dell'UdC (lo stesso partito di Gallo), ex presidente del Consiglio Comunale di Crotone. Infatti, secondo la ricostruzione dei carabinieri, l'attivita' investigativa che ha portato agli arresti di oggi e' partita da un episodio avvenuto il 19 maggio del 2004 quando quattro colpi di pistola vennero esplosi contro l'autovettura di Stefano Forleo, all'epoca amministratore del villaggio turistico condominale al centro dell'inchiesta, il Praialonga. Gli investigatori hanno scoperto, nel corso delle indagini, che Forleo fu costretto dai Maesano a cedere l'incarico di amministratore del villaggio ad un loro uomo, Luigi Bumbaca che amministra anche altri due villaggi turistici sulla costa crotonese. Così facendo, secondo i carabinieri i Maesano ottennero la gestione di tutte le attivita' economiche del villaggio. Il tutto in cambio della promessa di voti in vista delle elezioni regionali 2005. Gallo pare avesse promesso anche di far ottenere per il villaggio un finanziamento pubblico di 1 milione 200 mila euro, che però venne bloccato dai carabinieri nel 2005. Giuseppe Guerriero (Sdi), presidente della commissione regionale antimafia (della quale Gallo è vicepresidente), in una nota ha affermato di essere "certo che l'on. Gallo potrà senz'altro dimostrare la sua estraneità rispetto alle contestazioni fattegli e che le ombre potranno essere diradate".
fonte: Tendenzeonline
Hanno cercato di estorcere un milione e 600mila euro a un noto imprenditore del modenese, ma la polizia ha scoperto tutto. All'uomo è stata anche inviata una lettera anonima in cui veniva minaciato di morte assieme ai suoi familiari. Dopo due mesi di indagini la squadra mobile ha identificato gli ideatori del colpo. Si tratta di un 40enne della provincia di Modena, che è considerato l'ideatore del piano ed è stato in rapporti d'affari con l'imprenditore preso di mira, un 62enne della provincia di Reggio Emilia, un 43enne originario della Campania e residente a Reggio Emilia, e un 41enne, abitante in provincia di Mantova, con precedenti per estorsione.Dopo la denuncia alla Polizia, l'imprenditore è stato posto sotto scorta e, a sua volta, ha assunto alcuni vigilantes privati per la sicurezza sua e dei familiari. Collegando vari elementi investigativi, la Polizia è quindi riuscita ad individuare gli organizzatori del piano che sono stati ufficialmente indagati.
fonte: Modena2000
domenica, 24 dicembre 2006

Auguri a Voi tutti da Alesandro Marmello e dal C.S.S.
Il killer di Lucio Tartaglia, 55 anni, è stato inquadarato da una telecamera della ditta Cassol a Sesto Ulteriano
SESTO ULTERIANO (MILANO) - Un uomo di 55 anni, custode in un'azienda di logistica del Milanese, è stato ucciso sabato sera con sei colpi di pistola sparati da distanza ravvicinata. Gli investigatori tendono ad escludere che si sia trattato di un tentativo di rapina. L'assassino è stato inquadrato da una telecamera. È accaduto verso le 19 nella portineria della ditta Cassol Srl di via Ticino a Sesto Ulteriano, frazione della zona industriale di San Giuliano Milanese. La vittima è Lucio Tartaglia, 55 anni, residente a San Giuliano.
LE RIPRESE DELLA TELECAMERA - L'ipotesi della rapina è stata scartata, non solo perché all'interno non manca nulla e anche il portafogli del custode è stato trovato intatto, ma anche perché la telecamera ha ripreso un uomo scendere da una station wagon di colore chiaro, entrare nella ditta e subito dopo uscire, risalire sulla sua vettura ed allontanarsi a mani vuote. Sul posto sono arrivati poco dopo un'ambulanza e i carabinieri. Gli investigatori stanno lavorando sulle immagini e stanno ricostruendo le frequentazioni della vittima per dare un nome all'omicida.
ESECUZIONE - Si è trattato di una vera e propria esecuzione: l'omicida, all'interno della guardiola, ha sparato sei colpi con un revolver calibro 7,65. La vittima è stata colpita alla testa. La telecamera ha ripreso la scena dell'arrivo dell'omicida alle 16: il cadavere è stato trovato tre ore dopo da un collega della vittima, arrivato per dargli il cambio. Lucio Tartaglia era una guardia giurata non armata, con compiti di custodia della ditta e di portineria.
fonte: Corriere della Sera.it
24 dicembre 2006
mercoledì, 20 dicembre 2006
Arresti domiciliari per Antonio Laneve, la guardia giurata di 40 anni, originaria della provincia di Taranto e residente a Casalecchio di Reno, finito in carcere il mese scorso per aver violentato una ragazzina di 13 anni con la scusa di un rito Maya. Lo ha deciso nei giorni scorsi il tribunale del Riesame di Bologna al quale si sono rivolte le sue avvocatesse Tiziana Ghedini e Antonella Saporito chiedendo la scarcerazione del loro assistito.
CATANIA - Ferito a colpi di arma da fuoco da un rapinatore, che ha tentato di rubargli la pistola. E' accaduto nella notte a Catania: vittima un metronotte di 52 anni. L'uomo e' ricoverato in ospedale, le sue condizioni non sarebbero gravi. Secondo la polizia, il vigilante e' stato aggredito da un uomo armato che gli ha intimato di consegnargli la sua pistola, ma lui ha reagito e il bandito gli ha sparato. (ASgr)