Don Gianni, "Fanfullino" della solidarietà
"Ciò che andiamo a celebrare è un atto d’amore verso la città, in una prospettiva di impegno, dedizione. E lo facciamo nella giornata del Patrono, testimonianza di una comunità che sta stare insieme". Così Lorenzo Guerini ha aperto ieri pomeriggio al Teatro alle Vigne la consegna delle benemerenze civiche in occasione della giornata festiva, per i lodigiani, dedicata a San Bassiano (guarda le immagini). "Nel 2008, per l’850 esimo di fondazione della città – ha aggiunto il sindaco -, vogliamo consegnare ai lodigiani la riqualificazione dei Giardini di viale IV Novembre. Un progetto che attualmente è al vaglio della Soprintendeza e che poi presenteremo pubblicamente". La parola è passata poi a Emiliano Cigala, a nome della Famiglia Ludesana presieduta da Vittorio Bottini, che purtroppo non ha potuto presenziare alla manifestazione per questioni di salute: "Questa cerimonia è in nome della ‘lodigianità’, termine difficile da definire, difficile da quantificare, facile da vivere perché somma di valori accumulati nei secoli. La lodigianità è il collante che tiene insieme i componenti della Familia Ludesana". Quindi Cigala ha letto la motivazione dell’assegnazione del Fanfullino d’Oro a Monsignor "don Gianni" Brusoni, nato a Lodi nel ’29. "Abbiamo raggiunto con il Fanfullino d’oro il traguardo dei 40 anni - ha spiegato Cigala riportando le parole di Bottini nell’ultima riunione della ‘Familia’ - . Nessuno avrebbe pensato nel ’67 che tanti lodigiani, per le loro capacità sarebbero stati meritevoli di un riconoscimento cittadino che premiasse la loro opera svolta nei più svariati campi. Hanno ricevuto l’ambita statuetta giornalisti, professori e rettori universitari, chirurghi, scienziati, eminenti sacerdoti residenti qui o di ritorno da ogni parte d’Italia e del mondo. Premiati per le indiscusse capacità professionali ma anche per il loro attaccamento alla città di Lodi". Brusoni, già segretario e consulente ecclesiastico a Roma, è impegnato a livello nazionale per il Movimento Apostolico Ciechi (Mac). Per il Mac si è prodigato per i ciechi, in particolare quelli meno abbienti imprimendo "rare capacità organizzative e un profondo senso sociale" che hanno avuto apprezzamenti da governi d’Italia, Asia, Africa e America Latina. Stati che hanno riconosciuto nell’opera del Mac e nel sacerdote un contributo per le necessità morali e materiali dei non vendenti, contribuendo a diffondere il nome della città di Lodi in tutto il mondo e facendone accrescere la considerazione. "Conosco Bottini sin dall’infanzia – ha detto Brusoni nel ritirare il premio – e so che avrebbe voluto essere qui". Monsignor Brusoni ha ringraziato i vertici del Mac e il Signore che gli ha fatto lasciare, a 25 anni, il lavoro in banca per una vita sacerdotale. "Ho cambiato ‘amministrazione’" – ha detto scherzando -. Le prime iniziative di solidarietà le ho vissuta da laico. Già allora conobbi il Mac, che era nato a Lodi, come prima sede nazionale e vi collaborai. Una volta divenuto sacerdote venni incaricato, come mio ministero, di occuparmi del Mac, per la promozione umana e cristiana dei disabili, in particolare dei non vedenti, per la permanenza nella vita familiare e l’integrazione sociale. Questi interventi si allargarono poi alla comunità internazionale. Si avviarono centinaia di progetti per la prevenzione e la cura di malattie oculari in zone prive di ospedali e di alfabetizzazione per non vedenti, tramite suore e materiale specializzato. Dedico il Fanfullino al Mac e ai tanti non vedenti sparsi per le strade del mondo, in attesa di una piena integrazione". Dopo il Fanfullino d’Oro, la consegna delle benemerenze civiche. Il primo ad essere premiato è stato don Sergio Bruschi, per l’impegno profuso nel delicato ruolo di direttore della Caritas Lodigiana dal ’95, struttura che ha potenziato con il Centro d’Ascolto, il Centro di Assistenza ai Bisognosi, l’osservatorio Diocesano delle Povertà, il Centro di Diritto alla Salute e la Casa di Prima Accoglienza femminile S.Giacomo. Quindi la commozione per l’assegnazione del premio a Natale Giandini, scomparso il 3 agosto scorso, fondatore e anima dell’associazione Amici di Serena, intitolata alla figlia, vittima della leucemia. "Da questa dolorosa esperienza personale – si legge nella motivazione – ha saputo trarre con coraggioso altruismo lo sprone per farsi promotore della cultura della donazione, ispirando e contribuendo a realizzare importanti progetti di solidarietà e di sostegno ai servizi sociali e sanitari, tra i quali la fondazione nel Lodigiano dell’Associazione Donatori di Midollo Osseo, l’istituzione di un centro di tipizzazione per la selezione dei donatori, l’organizzazione di soggiorni terapeutici di centinai di bambini bielorussi provenienti dalla zona di Cernobyl e il Pronto Soccorso Pediatrico dell’Ospedale Maggiore di Lodi. Il premio è stato ritirato dalla moglie, Mariella Abbà. Medaglia d’oro anche per Adriano Landi, "esemplare figura di medico per la gente e tra la gente", come recita la motivazione, presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Lodi dal ’93 al ’05, nonché presidente della Casa di Risposo S.Chiara dall’88 al ‘92
E’ stata la mamma, Giuseppina Garlaschelli, a ritirare dalle mani del sindaco Lorenzo Guerini il premio alla memoria dedicato a Enrico Morandi, guardia giurata, "deceduto nell’adempimento del suo dovere a seguito delle gravi ferite riportate il 2 novembre scorso nell’assalto, alle porte della città, al furgone portavalori che stava guidando".
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Un’ovazione (giunta dal suo gruppo teatrale!) per la medaglia d’oro a Luciano Pagetti, per aver "dedicato la sua vita al teatro, nelle vesti di interprete e regista, ma soprattutto di educatore, impegnato nella formazione di migliaia di giovani all’arte teatrale, di cui è appassionato ed instancabile promotore, nonché di disabili della comunità Il Mosaico. Nel 1981 ha fondato la compagnia Il Pioppo, che tuttora dirige, ottenendo lusinghieri riconoscimenti". Benemerenza anche per Zaira Zuffetti, "da sempre protagonista di primo piano della vita culturale della città, apprezzata sia per la preziosa collaborazione all’organizzazione di eventi promossi da varie associazioni (tra cui Fai, Monsignor Luciano Quartieri e San Cristoforo), che per la riconosciuta competenza e l’elevata qualità dei suoi interventi. Negli anni ha anche sviluppato un’intensa attività letteraria, dedicandosi in particolare all’infanzia". Dopo un intermezzo di spettacolo, la consegna degli attestati di benemerenza. E’ stato Giorgio Granati a ritirare il premio per l’Associazione "Lodi Murata" cui si dedica "con passione e rigore scientifico" insieme a Tino Carinelli e Sandro De Palma. Lo scopo è "lo studio e la ricostruzione storica dei percorsi sotterranei e delle antiche strutture difensive della città", che ha creato i presupposti per l’avvio di un progetto di recupero e riqualificazione per la fruizione come importante risorsa turistica di questi beni storici. Enrico Soresini, presidente del Gruppo Marciatori Lodigiani, ha ritirato il premio assegnato alla sua associazione, fondata 25 anni fa, che "promuove la pratica sportiva all’insegna dei più puri e autentici valori dell’impegno e della partecipazione, diffondendo la cultura della solidarietà e della donazione sia sul territorio che fuori provincia" e prestando prezioso supporto all’organizzazione di eventi in città. Infine Enrico Cerri, che ne è presidente, ha ritirato l’attestato assegnato al Circolo Ettore Archinti, fondato nel 1977 e divenuto riferimento culturale, politico e popolare. Il circolo, intitolato allo scultore Archinti, primo sindaco socialista di Lodi, deportato e morto in un campo di concentramento, ospita presso la cascina Callista di viale Pavia diverse associazioni cittadine, e promuove iniziative nel campo della beneficenza e della solidarietà.
fonte: Agendalodi