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L' Associazione Centro Studi Sicurezza sezione Guardie Giurate è stata fondata formalmente nel 2001 da un gruppo di guardie giurate. Tra gli obiettivi primari, la volontà di riscattare una categoria lavorativa che da anni versa in condizioni disagiate grazie alla noncuranza delle Istituzioni e di alcune sigle sindacali.

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Allevatore Istruttore Cinofilo Angel Dog Sandro Arrivabene.

Presidente: 389/05522181 Segreteria: 389/0552165

 

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mercoledì, 31 gennaio 2007

ROMA, MINACCIANO VIGILANTES CON ORDIGNO E RAPINANO BANCA

In via Casilina, tre banditi armati anche di pistola. I Carabinieri stanno effettuando gli accertamenti per determinare la natura dell'oggetto lasciato lì dai malviventi ma sembra possa escludersi che si tratti realmente di una bomba


Roma, 31 gen. - (Adnkronos) - Dopo aver minacciato con un ordigno la guardia giurata che si trovava di servizio nel box all'entrata, tre banditi, armati di pistola, hanno rapinato una banca in via Casilina 412 a Roma. I tre uomini armati si sono presentati all'istituto di credito, un'agenzia del Monte Paschi di Siena, stamattina verso le 8.40. Per convincere il vigilantes a farli entrare hanno attaccato un oggetto che aveva l'apparenza di un ordigno sul vetro della facciata dell'agenzia, dove ancora si trova. Poi, rapinata la banca, sono scappati. I Carabinieri, accorsi sul posto, stanno ora effettuando gli accertamenti per determinare la natura dell'oggetto. Al momento pero' sembra possa escludersi che si tratti realmente di una bomba.


IGN



CentroStudiSicurezza alle ore 19:54
fatti di cronaca | commenti (popup)
ASSALTO A PORTAVALORI, ECCO I VOLTI E NOME

Emesse dieci ordinanze di custodia cautelare


Hanno un nome e un volto i componenti della banda che quattro anni fa terrorizzarono Ferrara. Era l’alba del 9 dicembre 2002 quando un furgone portavalori fu assaltato da una banda di sei uomini dall’accento veneto muniti di mitra e bazooka. Con la loro vettura speronano il furgone all’esterno della Metro, il supermercato all’ingrosso alle porte di Ferrara in via Bologna. Scesi a terra minacciano con un bazooka le guardie giurate e intimano loro di aprire le porte del furgone. Con l’esplosivo plastico cercano invano di far saltare il blindato e prelevarne il contenuto che ammontava a circa 3 miliardi delle vecchie lire. Ma l’innesco si inceppa e nel mentre arriva la volante della polizia. I rapinatori si danno alla fuga e per scoraggiare l’inseguimento fanno partire una raffica di mitra ad altezza d’uomo contro i poliziotti, la cui vettura verrà colpita anche da un proiettile. Il “modus operandi” (armi da guerra utilizzate, accento veneto dei malviventi, modalità particolarmente cruente dell’aggressione) ha subito indirizzato le indagini degli inquirenti verso la pista della “mala del Brenta”. L’attività investigativa condotta dalle squadre mobili di Padova e Venezia è poi confluita in una più ampia indagine collegata a una serie di altre rapine in Veneto, che ha portato all’individuazione dei malfattori e all’arresto di molti membri dell’organizzazione. Successivamente il Tribunale di Padova ha stralciato la posizione degli indagati relativamente ai fatti di Ferrara, concernenti i delitti di rapina e tentato omicidio. Su richiesta della procura estense, quindi, sono state quindi emesse, per tali delitti, 10 ordinanze di custodia cautelare, delle quali 8 in carcere e 2 agli arresti domiciliari. Gli arrestati sono Andrea Batacchi, 43 anni di Padova, Rudi Bosello, 41 anni, residente a Dolo (Venezia), Moreno Bruscaglin, 52 anni, Brugine (Padova), Angelo Meneghetti, 40 anni, di Bovolenta (Padova), Fabiano Meneghetti, di Piove di Sacco, 31 anni, Massimiliano Pevarello, 36 anni, residente a Castelfranco Veneto, Nazzareno Pevarello, 32 anni, Castelfranco Veneto, Otello Sacco, di Corezzola (Pd), 39 anni. I due costretti agli arresti domiciliari sono Stefano Galletto, di Dolo (Venezia), 20 anni ed il 49enne Filiberto Gherardo residente a Padova.

CentroStudiSicurezza alle ore 09:44
fatti di cronaca, assalti a portavalori | commenti (1) (popup)

lunedì, 29 gennaio 2007

GENOVA - FERMATO RESPONSABILE DELLA RAPINA ALLA GUARDIA

I Carabinieri di Mondovì hanno arrestato un 32enne genovese






Genova - Si sono concluse con un arresto, le indagini condotte dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Mondovì, relative alla rapina impropria perpetrata ai danni di una guardia giurata, lo scorso 18 gennaio: il vigilante aveva sorpreso un uomo intento a svaligiare cassa e videogames del bar del distributore Ies sulla Sp5 Mondovì-Villanova Mondovì. Nel corso dell'aggressione - fruttata circa 1000 euro -, il malvivente aveva più volte tentato di asportare la pistola di servizio alla guardia, procurando comunque alla stessa diverse lesioni: le ricerche poste in essere dai militari dell'Arma, agli ordini del capitano Alessandro Dominici, hanno condotto al rinvenimento, in località "Beila", di Mondovì, l'automezzo utilizzato dall'autore del delitto per darsi alla fuga subito dopo il ferimento della guardia giurata, una Fiat Uno targata Genova. Quest'ultimo elemento è risultato importante per far convergere i sospetti su un soggetto già noto agli investigatori. Dopo i primi rilievi ed accertamenti, hanno trovato conferma le tesi nate nelle prime fasi delle investigazioni: assunta la direzione delle indagini da parte della Procura della Repubblica di Mondovì, si è proceduto al deferimento del sospettato, L.C., 32enne di origine genovese, ma residente in Frabosa Sottana.

Nel frattempo il sospettato si era già dileguato, ma grazie alla preziosa collaborazione dei colleghi liguri, l'uomo è stato rintracciato in Genova-Corneliano; hanno quindi avuto luogo le perquisizioni domiciliari presso l'abitazione dove si era nascosto e presso la sua abitazione di Frabosa Sottana. Da queste sono emersi ulteriori elementi indiziari (in particolare, un giubbotto corrispondente alla descrizione di quello indossato nel corso del delitto), e si è quindi proceduto al fermo del soggetto in qualità di indiziato del delitto per cui sono in corso le indagini, quindi il suo trasferimento presso la casa Circondariale "Cerialdo" di Cuneo, a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.



CentroStudiSicurezza alle ore 18:04
fatti di cronaca | commenti (popup)

sabato, 27 gennaio 2007

I VIGILANTES MINACCIANO DI OCCUPARE LA SEDE DELLA VIGILANZA URBANA

«Siamo Vittime di una vicenda incredibile.

La legge c’è, ma non viene rispettata»




A dichiararlo con rabbia sono Michele Carriera, Michele D’Addetta e Matteo Placentino, tutti sangiovannesi, soci fondatori e lavoratori della locale Cooperativa di Vigilanza Urbana; cooperativa, tutt’ora composta da 12 soci e circa 60 dipendenti operante in città e, soprattutto all’interno dell’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza, che nel 2000 a seguito di contrasti invalicabili ha deliberato l’espulsione dei tre soci. «Viviamo in un centro – spiegano i tre lavoratori - importante e conosciuto in tutto il mondo, dove regna una grande spiritualità, onestà e accoglienza dei cittadini., ove però c’è sempre qualcuno che la moralità e l’onestà, non sa cosa sia; qualcuno che ci ha reso vittima di una storia infinita e senza rispetto incredibile da credere». Nell’anno 2000, come accennato, i tre soci fondatori impugnarono al tribunale una delibera assembleare ordinaria perché palesemente in contrasto – a loro parere - con la legge e l’atto costitutivo. La delibera assembleare – hanno riferito i tre soci espulsi - prevedeva l’obbligo di un versamento di 20 milioni di lire per ogni socio (a fondo perduto), o meglio un aumento di capitale sociale pro-quota ed obbligatorio, mentre, per loro, la legge prevedeva la non obbligatorietà dell’aumento del capitale sociale e della sottoscrizione della quota. Da rilevare che i soci dissidenti, nel rispetto dello statuto e prima di impugnare la delibera in tribunale, chiesero inutilmente la convocazione di una seconda assemblea, per modificare la parte ritenuta illegale. «Per questa ragione – continuano i tre lavoratori - solo per aver impugnato una delibera, volutamente e senza scrupoli da parte del consiglio di amministrazione della Cooperativa di Vigilanza, siamo stati espulsi da soci perdendo, di conseguenza, il posto di lavoro. Immaginate la nostra situazione, nel rispetto della legge, abbiamo perso il lavoro, unica fonte di guadagno, provocando danni a tutta la famiglia, non solo economici ma anche morali». Si è innescata a seguito di tutto ciò una vicenda giudiziaria che per ben quattro volte ha dato ragione a Carriera, D’Addetta e Placentino. Già nel 2002 il giudice ordinario, anche in forza di un’ordinanza collegiale, accolse la richiesta di sospensione della delibera assembleare e per l’effetto dispose la reintegrazione dei ricorrenti nella qualità di soci. Nel 2004 il tribunale di Foggia si pronunciò definitivamente, accogliendo la domanda di impugnazione delle delibere assembleari dichiarandole nulle e disponendo il reintegro nella qualità di soci. «Dopo 4 anni di attesa – aggiungono i soci dissidenti - finalmente giustizia era fatta e fiduciosi di riportare la legalità nella cooperativa e di ripristinare il rapporto di lavoro. Dopo le varie notifiche della sentenza, alla cooperativa e a tutti gli organi preposti (Prefettura, Questura e Carabinieri), ci siamo recati in ufficio, per riprendere il rapporto di lavoro ma, con grande meraviglia, abbiamo trovato un clima molto ostile, e soprattutto il rifiuto del presidente di ottemperare alla sentenza esecutiva. A questo rifiuto, siamo stati costretti a presentare una denuncia-querela, nei confronti del presidente e dei soci della cooperativa, per inottemperanza alla sentenza del tribunale». Nel marzo 2005 anche la Corte di Appello di Bari ha dato loro ragione, rigettando un’istanza di inibitoria presentata dalla Cooperativa. Un mese dopo, si è registrata una nuova ed ulteriore esclusione dalla qualità di soci ma, anche in questo caso i tre dissidenti-espulsi hanno avuto ragione. E’ di pochi giorni fa il deposito di un’altra sentenza del tribunale di Foggia che li ha reintegrati nella qualità di soci. «Stamattina – hanno concluso Carriera, D’Addetta e Placentino - siamo legittimamente entrati nella sede sociale, abbiamo informato le autorità di pubblica sicurezza, le forze dell’ordine, siamo pronti a tutto pur di difendere il nostro posto di lavoro. La nostra sarà un’occupazione non violenta, non ci allontaneremo fin quando non sarà ripristinata la legalità. Se il caso, inizieremo anche uno sciopero della fame. Confidiamo che le autorità, dal prefetto, al questore al sindaco intervengano per ripristinare la legalità e la tutela del nostro posto di lavoro».

G.P.



CentroStudiSicurezza alle ore 09:26
fatti di cronaca | commenti (popup)

venerdì, 26 gennaio 2007

FUIRISTRADA ARIETE CONTRO LE VETRINE DEL BAR

Sottratto denaro per circa 7mila euro e danni per altri 9mila. Svuotato il frigorifero di decine di bottiglie di birra. Sarmato, i ladri cercano di rubare due videogiochi




SARMATO - Auto-ariete contro un bar per rubare i videogiochi. È successo alle tre di ieri mattina a "La Suerte" di Sarmato, in via Cortiglio 8. A bordo di un fuoristrada, i ladri si sono lanciati in retromarcia contro la vetrina mandandola in frantumi. Hanno poi cercato di trascinare fuori dal locale una delle apparecchiature, per caricarla sul mezzo. Ma l'entrata in funzione del sistema d'allarme li ha convinti a desistere. Non prima, però, di aver sottratto denaro per un importo di circa 6-7mila euro. Si aggirano intorno agli 8-9mila euro i danni arrecati alla struttura.L'assalto è scattato alle tre, un'ora dopo la chiusura notturna del locale.

I ladri hanno prima spostato una massiccia fioriera e alcune sedie di plastica ammucchiate davanti alla vetrata di un ingresso laterale. Poi si sono lanciati in retromarcia mandando in frantumi i vetri e il telaio che li sosteneva e provocando seri danni anche alle strutture in cemento a cui erano fissati e persino ad alcuni termosifoni. Che l'impatto sia stato provocato dalla parte posteriore di un mezzo fuoristrada lo si è successivamente appurato esaminando le tracce di vernice nera lasciate sulla vetrata in seguito al fragoroso schianto. Una volta dentro, con l'allarme già in funzione, i ladri hanno agito molto rapidamente.

«Hanno svuotato il frigo portando con sé decine di bottiglie di birra Moretti - racconta la titolare, Eliana Patelli - e contemporaneamente hanno cercato i soldi rovistando dietro al bancone e tentato di portare via i due videogiochi e il cambiamonete che si trovavano nel locale. Tutto in pochissimi istanti. Questo fa pensare che dovevano essere diverse persone».

Ma alla fine, forse disturbati, hanno lasciato l'apparecchiatura a terra nel locale e sono fuggiti con i soldi racimolati, circa 6-7mila euro, in gran parte soldi accumulati dai videogiochi, e le bottiglie di birra. Nella fuga il fuoristrada ha urtato una massiccia fioriera del peso di un paio di quintali.

Il sistema di allarme collegato con la centrale operativa dell'Ivri di Piacenza ha subito richiamato sul posto un metronotte che era in servizio nella zona e due pattuglie dei carabinieri, una del radiomobile e una della stazione di Sarmato. Non è la prima volta che il bar di via Cortiglio viene preso di mira da malintenzionati. All'inizio di novembre era stata compiuta un'altra incursione ma allora i danni erano stati più limitati: era stata scassinata la serratura e rubati i soldi contenuti nei videogiochi.


fonte: Libertà

CentroStudiSicurezza alle ore 10:24
fatti di cronaca | commenti (1) (popup)
SPARA AI PASSANTI CON LA SCACCIACANI "SOLO PER DIVERTIRSI"

MILANO - Spara dall'auto in corsa con una pistola scacciacani, in piena notte, al solo scopo di divertirsi. Era questo il passatempo preferito di un libero professionista di Settimo Torinese. L'uomo ha seminato il panico in città lo scorso week end, dopo aver trascorso una tranquilla serata in compagnia della fidanzata, che poi lo accompagnato nell'incredibile scorribanda. Intorno alle 2 di notte, i due hanno iniziato a percorrere in auto le strade di Settimo, puntando alcune "vittime" tra i passanti: un colpo di pistola "a salve" e via, verso un altro "pollo" da spaventare. Obiettivi degli spari: una prostituta, una guardia giurata, i clienti di una pizzeria seduti a un dehors. Tutti hanno chiamato il 112, terrorizzati. I due sono stati fermati e denunciati dai carabinieri per procurato allarme. Ansa



CentroStudiSicurezza alle ore 10:19
fatti di cronaca | commenti (popup)

mercoledì, 24 gennaio 2007

PER UN SOFFIO NON SONO PASSATI GLI EMENDAMENTI SULLE GPG

MARMELLO: PER UN SOFFIO NON SIAMO RIUSCITI A PORTARE A CASA UN GRANDE RISULTATO PER LA CATEGORIA.




Il Centro Studi Sicurezza in questi mesi si era adoperato presentando, grazie al supporto della Margherita e Lega Nord, degli emendamenti a favore delle gpg  da inserire all'interno del decreto milleproroghe. Colleghi oggi per un soffio non è passato un emendamento sulle gpg inserito del decreto milleproroghe. Non molliamo, anche quando non vedete la mia presenza sul sito è perchè stiamo lavorando. Purtroppo questo è un lavoro difficile soprattutto perchè ci troviamo dinnanzi a potentati ben al di sopra della nostra portata. Il Centro Studi Sicurezza grazie e i suoi collaboratori in questi mesi si è adoperato con tutte le sue forze per portare avanti questo progetto. Purtroppo oggi questi emendamenti sono stati giudicati inammissibili dal Presidente della Camera. Ringraziamo nonostante tutto l'impegno degli Onorevoli: Cota (L.N.), Margiotta(Margherita) e Stucchi (L.N.), che hanno collaborato per la categoria.



Non Molleremo. Un cordiale saluto a tutti i colleghi



Alessandro Marmello



Ecco gli emendamenti dal sito della Camera



Ecco i punti salienti riguardanti le GPG:



Dopo l'articolo 1, aggiungere il seguente:

Art. 1-bis. - 1. All'articolo 138 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, sono apportate le seguenti modificazioni:



a) il primo comma è sostituito dal seguente:

«Requisiti professionali delle guardie particolari giurate:

a) cittadino italiano o di uno Stato membro dell'Unione europea;

b) maggiore età;

c) adempimento degli obblighi scolastici e possesso dei requisiti professionali determinati con decreto del Ministro dell'interno;

d) idoneità psico-fisica e attitudinale al porto delle armi;

e) assenza di condanna a pena detentiva per delitti non colposi e di misure di prevenzione, anche patrimoniali o interdittive, salvi gli effetti della riabilitazione;

f) tenuta di una condotta idonea a dimostrare l'attuale attitudine ed affidabilità ad esercitare i compiti delle guardie particolari giurate;

g) iscrizione al Servizio sanitario nazionale ed ai servizi assicurativi ed antinfortunistici».

b) dopo il secondo comma è aggiunto il seguente:

«Nell'ambito dell'espletamento del proprio servizio, le guardie particolari giurate rivestono la qualifica di incaricato di pubblico servizio».



1. 010. Margiotta.



______________



Dopo l'articolo 1, aggiungere il seguente: Art. 1-bis. - All'articolo 138 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, recante il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al primo comma, il numero 3o è sostituito dal seguente:

«3o aver adempiuto agli obblighi scolastici e possedere i requisiti professionali stabiliti con decreto del Ministro dell'interno»;

b) dopo il secondo comma, è aggiunto il seguente:

«Le guardie particolari giurate in servizio rivestono la qualifica di incaricato di pubblico servizio.»



1.011. Cota, Stucchi.







CentroStudiSicurezza alle ore 20:41
comunicati, emendamenti, lavori parlamentari | commenti (12) (popup)
GUARDIE GIURATE SPARANO CONTRO LADRI NEL SALENTO, UN MORTO

TREPUZZI (LECCE) - Un giovane con precedenti penali è stato ucciso da uno dei colpi di arma da fuoco sparati da guardie giurate contro due vetture sulle quali fuggivano quattro persone dopo che - secondo una prima ricostruzione dei carabinieri - avevano appena compiuto un furto in una stazione di servizio sulla statale 616, tra Lecce e Brindisi. La vittima é Marco Tedesco, di 28 anni, di Brindisi. A quanto si è saputo, uno dei tre complici è stato arrestato; gli altri due sono ricercati. Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri, quattro persone erano arrivate nella stazione di servizio a bordo di due automobili, una Fiat Panda rubata ieri ad un pensionato di Brindisi, e una Y10. Hanno mandato in frantumi la vetrata del bar, sono entrate ma sono state sorprese da una pattuglia dell'istituto di vigilanza privata La Vigile di Trepuzzi. A quel punto i quattro ladri si sono dati alla fuga: ha avuto inizio un inseguimento nel corso del quale le guardie giurate hanno sparato alcuni colpi di arma da fuoco contro le due auto. Il conducente della Y10 è riuscito a far perdere le sue tracce, mentre la Panda è stata intercettata dai carabinieri del Nor e bloccata, a conclusione di un inseguimento, nei pressi di Torchiarolo (Brindisi). La Panda era guidata da Alessandro Zanzarella di 29 anni, con precedenti penali, di Brindisi, sorvegliato speciale di polizia, che è stato arrestato, e con lui era Marco Tedesco, che era già morto. I malfattori si erano impossessati di 500 pacchetti di sigarette e cento euro.


fonte: ANSA

CentroStudiSicurezza alle ore 11:13
fatti di cronaca | commenti (3) (popup)
LECCA, TENTATO FURTO IN BAR STAZIONE DI SERVIZIO: UCCISO IN SPARATORIA

Erano in quattro, su due auto, con il volto coperto e i guanti

I malviventi sono stati sorpresi da una guardia giurata che ha sparato contro le vetture, una è riuscita a far perdere le propie tracce



Lecce, 24 gen. - (Adnkronos) - Un pregiudicato di Brindisi, Marco Tedesco, 28 anni, e' rimasto ucciso dopo una sparatoria con un vigilante durante un furto avvenuto, poco prima di mezzanotte, a Trepuzzi, in provincia di Lecce ai danni di un bar attiguo al distributore di carburante 'Q8' che si trova sulla strada statale 613 Brindisi-Lecce. I malviventi, giunti in quattro su due auto, mascherati da passamontagna e dotati di guanti, avevano gia' infranto la vetrina e prelevato della merce quando sono stati sorpresi da una guardia giurata dell'Istituto 'La Vigile' di Trepuzzi. Quest'ultimo, per bloccare la loro fuga, ha esploso alcuni colpi di pistola verso la Fiat Panda e la Y10. I malviventi sono riusciti comunque a fuggire. Un collega del vigilante, allertato dalla centrale operativa, ha intercettato i malviventi sulla statale 613 mentre si dirigevano verso Brindisi e si e' messo al loro inseguimento. La Y10 ha fatto perdere le proprie tracce. Nonostante sia stato piu' volte speronato, la guardia giurata e' riuscito invece a bloccare la Panda nei pressi di Torchiarolo, in provincia di Brindisi. Nel frattempo e' giunta sul posto una pattuglia di carabinieri di Campi Salentina. A bordo della Panda, alla guida c'era Alessandro Zanzarella, 29 anni, di Brindisi, pluripregiudicato e sorvegliato speciale di pubblica sicurezza, che e' stato arrestato per furto aggravato e inosservanza degli obblighi della sorveglianza speciale. Sul lato passeggero, ormai senza vita, era seduto Marco Tedesco, pregiudicato. L'uomo presentava ferite da colpi d'arma da fuoco. Il cadavere e' stato portato nella camera murtuaria dell'Ospedale 'Vito Fazzi' di Lecce a disposizione dell'Autorita' Giudiziaria. E' stato identificato e viene ricercato anche un altro dei malviventi, anche lui pluripregiudicato di Brindisi. I carabinieri hanno sequestrato le armi e la Fiat Punto in dotazione all'Istituto di vigilanza privata e la Fiat Panda dei ladri che e' risultata rubata, sempre ieri sera, a un pensionato di Brindisi. I malfattori hanno rubato 100 euro, contenuti nel registratore di cassa, e circa 500 pacchetti di sigarette. La refurtiva non e' stata recuperata.



fonte: IGN

CentroStudiSicurezza alle ore 11:09
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domenica, 21 gennaio 2007

FURTO DI PISTOLE E FUCILI AL POLIGONO DI TIRO A LIVORNO

Incredibile furto al poligono di tiro di Livorno. Nella notte sono stati trafugati nove pistole calibro 9x21, due carabine oltre a e duemila euro in contanti.




Probabilmente i ladri conoscevano molto bene gli spostamenti e gli orari delle guardie per eludere la sorveglianza. Sono riusciti infatti a superare un muro e a praticare un foro sul tetto che porta ai locali dell' armeria, tagliando i fili dell' allarme che pero e' scattato regolarmente. Sul posto sono giunti in pochi minuti il presidente del circolo e le guardie giurate che hanno notato il foro sul tetto, ma dopo aver accertato che il buco non avrebbe potuto consentire il passaggio di una persona hanno lasciato il poligono. Le armi, al momento dell' accertamento, erano al sicuro chiuse in un armadietto serrato da un lucchetto. I malviventi pero' erano appostati nelle vicinanze e quando hanno visto che metronotte e responsabile del circolo si sono allontanati sono tornati all' azione. Dopo aver allargato il foro sul tetto, i ladri hanno divelto il lucchetto e poi hanno prelevato le armi e il denaro in contanti.


fonte: ToscanaTv

CentroStudiSicurezza alle ore 19:46
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COMMOZIONE PER LE BENEMERENZE IN MEMORIA DI GIANDINI E MORANDI

Don Gianni, "Fanfullino" della solidarietà 



"Ciò che andiamo a celebrare è un atto d’amore verso la città, in una prospettiva di impegno, dedizione. E lo facciamo nella giornata del Patrono, testimonianza di una comunità che sta stare insieme". Così Lorenzo Guerini ha aperto ieri pomeriggio al Teatro alle Vigne la consegna delle benemerenze civiche in occasione della giornata festiva, per i lodigiani, dedicata a San Bassiano (guarda le immagini). "Nel 2008, per l’850 esimo di fondazione della città – ha aggiunto il sindaco -, vogliamo consegnare ai lodigiani la riqualificazione dei Giardini di viale IV Novembre. Un progetto che attualmente è al vaglio della Soprintendeza e che poi presenteremo pubblicamente". La parola è passata poi a Emiliano Cigala, a nome della Famiglia Ludesana presieduta da Vittorio Bottini, che purtroppo non ha potuto presenziare alla manifestazione per questioni di salute: "Questa cerimonia è in nome della ‘lodigianità’, termine difficile da definire, difficile da quantificare, facile da vivere perché somma di valori accumulati nei secoli. La lodigianità è il collante che tiene insieme i componenti della Familia Ludesana". Quindi Cigala ha letto la motivazione dell’assegnazione del Fanfullino d’Oro a Monsignor "don Gianni" Brusoni, nato a Lodi nel ’29. "Abbiamo raggiunto con il Fanfullino d’oro il traguardo dei 40 anni - ha spiegato Cigala riportando le parole di Bottini nell’ultima riunione della ‘Familia’ - . Nessuno avrebbe pensato nel ’67 che tanti lodigiani, per le loro capacità sarebbero stati meritevoli di un riconoscimento cittadino che premiasse la loro opera svolta nei più svariati campi. Hanno ricevuto l’ambita statuetta giornalisti, professori e rettori universitari, chirurghi, scienziati, eminenti sacerdoti residenti qui o di ritorno da ogni parte d’Italia e del mondo. Premiati per le indiscusse capacità professionali ma anche per il loro attaccamento alla città di Lodi". Brusoni, già segretario e consulente ecclesiastico a Roma, è impegnato a livello nazionale per il Movimento Apostolico Ciechi (Mac). Per il Mac si è prodigato per i ciechi, in particolare quelli meno abbienti imprimendo "rare capacità organizzative e un profondo senso sociale" che hanno avuto apprezzamenti da governi d’Italia, Asia, Africa e America Latina. Stati che hanno riconosciuto nell’opera del Mac e nel sacerdote un contributo per le necessità morali e materiali dei non vendenti, contribuendo a diffondere il nome della città di Lodi in tutto il mondo e facendone accrescere la considerazione. "Conosco Bottini sin dall’infanzia – ha detto Brusoni nel ritirare il premio – e so che avrebbe voluto essere qui". Monsignor Brusoni ha ringraziato i vertici del Mac e il Signore che gli ha fatto lasciare, a 25 anni, il lavoro in banca per una vita sacerdotale. "Ho cambiato ‘amministrazione’" – ha detto scherzando -. Le prime iniziative di solidarietà le ho vissuta da laico. Già allora conobbi il Mac, che era nato a Lodi, come prima sede nazionale e vi collaborai. Una volta divenuto sacerdote venni incaricato, come mio ministero, di occuparmi del Mac, per la promozione umana e cristiana dei disabili, in particolare dei non vedenti, per la permanenza nella vita familiare e l’integrazione sociale. Questi interventi si allargarono poi alla comunità internazionale. Si avviarono centinaia di progetti per la prevenzione e la cura di malattie oculari in zone prive di ospedali e di alfabetizzazione per non vedenti, tramite suore e materiale specializzato. Dedico il Fanfullino al Mac e ai tanti non vedenti sparsi per le strade del mondo, in attesa di una piena integrazione". Dopo il Fanfullino d’Oro, la consegna delle benemerenze civiche. Il primo ad essere premiato è stato don Sergio Bruschi, per l’impegno profuso nel delicato ruolo di direttore della Caritas Lodigiana dal ’95, struttura che ha potenziato con il Centro d’Ascolto, il Centro di Assistenza ai Bisognosi, l’osservatorio Diocesano delle Povertà, il Centro di Diritto alla Salute e la Casa di Prima Accoglienza femminile S.Giacomo. Quindi la commozione per l’assegnazione del premio a Natale Giandini, scomparso il 3 agosto scorso, fondatore e anima dell’associazione Amici di Serena, intitolata alla figlia, vittima della leucemia. "Da questa dolorosa esperienza personale – si legge nella motivazione – ha saputo trarre con coraggioso altruismo lo sprone per farsi promotore della cultura della donazione, ispirando e contribuendo a realizzare importanti progetti di solidarietà e di sostegno ai servizi sociali e sanitari, tra i quali la fondazione nel Lodigiano dell’Associazione Donatori di Midollo Osseo, l’istituzione di un centro di tipizzazione per la selezione dei donatori, l’organizzazione di soggiorni terapeutici di centinai di bambini bielorussi provenienti dalla zona di Cernobyl e il Pronto Soccorso Pediatrico dell’Ospedale Maggiore di Lodi. Il premio è stato ritirato dalla moglie, Mariella Abbà. Medaglia d’oro anche per Adriano Landi, "esemplare figura di medico per la gente e tra la gente", come recita la motivazione, presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Lodi dal ’93 al ’05, nonché presidente della Casa di Risposo S.Chiara dall’88 al ‘92



E’ stata la mamma, Giuseppina Garlaschelli, a ritirare dalle mani del sindaco Lorenzo Guerini il premio alla memoria dedicato a Enrico Morandi, guardia giurata, "deceduto nell’adempimento del suo dovere a seguito delle gravi ferite riportate il 2 novembre scorso nell’assalto, alle porte della città, al furgone portavalori che stava guidando".



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Un’ovazione (giunta dal suo gruppo teatrale!) per la medaglia d’oro a Luciano Pagetti, per aver "dedicato la sua vita al teatro, nelle vesti di interprete e regista, ma soprattutto di educatore, impegnato nella formazione di migliaia di giovani all’arte teatrale, di cui è appassionato ed instancabile promotore, nonché di disabili della comunità Il Mosaico. Nel 1981 ha fondato la compagnia Il Pioppo, che tuttora dirige, ottenendo lusinghieri riconoscimenti". Benemerenza anche per Zaira Zuffetti, "da sempre protagonista di primo piano della vita culturale della città, apprezzata sia per la preziosa collaborazione all’organizzazione di eventi promossi da varie associazioni (tra cui Fai, Monsignor Luciano Quartieri e San Cristoforo), che per la riconosciuta competenza e l’elevata qualità dei suoi interventi. Negli anni ha anche sviluppato un’intensa attività letteraria, dedicandosi in particolare all’infanzia". Dopo un intermezzo di spettacolo, la consegna degli attestati di benemerenza. E’ stato Giorgio Granati a ritirare il premio per l’Associazione "Lodi Murata" cui si dedica "con passione e rigore scientifico" insieme a Tino Carinelli e Sandro De Palma. Lo scopo è "lo studio e la ricostruzione storica dei percorsi sotterranei e delle antiche strutture difensive della città", che ha creato i presupposti per l’avvio di un progetto di recupero e riqualificazione per la fruizione come importante risorsa turistica di questi beni storici. Enrico Soresini, presidente del Gruppo Marciatori Lodigiani, ha ritirato il premio assegnato alla sua associazione, fondata 25 anni fa, che "promuove la pratica sportiva all’insegna dei più puri e autentici valori dell’impegno e della partecipazione, diffondendo la cultura della solidarietà e della donazione sia sul territorio che fuori provincia" e prestando prezioso supporto all’organizzazione di eventi in città. Infine Enrico Cerri, che ne è presidente, ha ritirato l’attestato assegnato al Circolo Ettore Archinti, fondato nel 1977 e divenuto riferimento culturale, politico e popolare. Il circolo, intitolato allo scultore Archinti, primo sindaco socialista di Lodi, deportato e morto in un campo di concentramento, ospita presso la cascina Callista di viale Pavia diverse associazioni cittadine, e promuove iniziative nel campo della beneficenza e della solidarietà.














fonte: Agendalodi







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