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L' Associazione Centro Studi Sicurezza sezione Guardie Giurate è stata fondata formalmente nel 2001 da un gruppo di guardie giurate. Tra gli obiettivi primari, la volontà di riscattare una categoria lavorativa che da anni versa in condizioni disagiate grazie alla noncuranza delle Istituzioni e di alcune sigle sindacali.

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giovedì, 30 agosto 2007

MARMELLO: ANCORA UNA VOLTA IN GUERRA
Per l’ennesima volta mi vedo costretto ad accendere una polemica per affermare che il Centro Studi Sicurezza era dalla parte della ragione e, come sempre, ci siamo ritrovati soli contro tutti.


In questo periodo di finta quiete non mi sono mai dissuaso dal mio intento: le guardie particolari giurate; ma come sempre questo da fastidio. Sono soddisfatto di poter sorridere a volto sereno contro chi, in questi anni di battaglia criticava il precedente Governo, aggiungendo che la sinistra, forte dei sindacati avrebbe aiutato e “sistemato” la categoria. Questo non è avvenuto, nonostante io stesso abbia voluto sollecitare la sinistra collaborando con senatori ed onorevoli dell’attuale maggioranza. Gli stessi sindacati che puntavano il dito contro il nostro operato hanno dovuto piegarsi all’evidenza. Ed un’altra evidenza è venuta a galla, la loro totale estraneità nei confronti della categoria. In quale modo? Da loro fonti ed indagini hanno sempre affermato che il totale dei lavoratori degli istituti di vigilanza privati su scala nazionale ammonterebbero ad un totale di 35.000 operatori, perfettamente in linea quindi con i dati forniti dai proprietari delle vigilanze private. Invece no! Da fonti accreditate risulta invece che le guardie giurate operative su base nazionale ammonta a ben 54.000 unità (come da noi sempre sostenuto), dichiarate e pubblicate recentemente dal quotidiano Il Giorno. Una cosa non è chiara. Non si comprende la motivazione per la quale questi dati siano stati omessi ed occultati palesemente. Probabilmente l’intento di questi soggetti è quello di sottostimare la categoria al fine di dimostrare la scarsa entità degli operatori al fine di non carpire l0interesse dei media e dei politici (trattandosi di cifre esigue). Questa, ammessa che sia la reale motivazione, conferma per l’ennesima volta l’incapacità delle forze sindacali di poter persino stimare la categoria che loro stessi dovrebbero tutelare.



Marmello

CentroStudiSicurezza alle ore 23:42
comunicati | commenti (27) | commenti (27) (popup)
IN FIAMME MAGAZZINO, DANNI PER 3 MILIONI DI EURO
29/08/2007 - Il magazzino di una ditta di Ponte a Moriano, in provincia di Lucca, dove erano stoccate apparecchiature elettroniche, e' stato distrutto la notte scorsa da un incendio.





I danni sono stati stimati in tre milioni di euro. Sulla vicenda indagano i carabinieri ma, al momento, l'ipotesi e' che le cause delle fiamme siano accidentali. Il fuoco si e' sviluppato in un ufficio del capannone e rapidamente si e' propagato a tutto il magazzino, distruggendone il tetto. L'allarme e' stato lanciato da un vigilantes. I vigili hanno domato le fiamme alle prime luci dell'alba. Nell'azienda lavorano 33 dipendenti.



fonte:  Toscana TV
CentroStudiSicurezza alle ore 09:46
fatti di cronaca | commenti | commenti (popup)

 

mercoledì, 29 agosto 2007

COLPO ALLA BANCA DI ROMA: BOTTINO DI 160MILA EURO
Avellino - Intorno alle 13.30 tre uomini armati di pistola e passamontagna si sono introdotti all’interno dei locali della Banca di Roma nella centralissima piazza Libertà. Approfittando dell’orario di chiusura delle casse, i malviventi, con spiccato accento napoletano, sono riusciti a rinchiudere i dipendenti dell’ufficio creditizio di Palazzo Ercolino, nel seminterrato per poi agire indisturbatamente. Un colpo da 160mila euro messo a segno anche per la mancanza di guardie giurate e di dispostivi di metal detector. Subito sul posto gli agenti della Questura di Avellino che hanno avviato le indagini. Fondamentali per gli inquirenti saranno i filmati registrati dalle telecamere della videosorveglianza. Nelle prossime ore non sono esclusi sviluppi.



fonte: Inews
CentroStudiSicurezza alle ore 10:02
fatti di cronaca | commenti (2) | commenti (2) (popup)

 

martedì, 28 agosto 2007

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA ON. GRIMOLDI SUL CASO RENDE
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-04659

presentata da

PAOLO GRIMOLDI

giovedì 2 agosto 2007 nella seduta n.200




GRIMOLDI. -



Al Ministro dell'interno.

- Per sapere - premesso che:





nella mattina del 1o agosto 2007, a Reggio Calabria, durante un tentativo di rapina ai danni di un furgone portavalori, una guardia giurata, Luigi Rende, ha perso la vita a seguito di un conflitto a fuoco con quattro banditi;

durante lo scontro, Luigi Rende ha ferito tre dei rapinatori, tutti successivamente arrestati;

apparentemente, il furgone portavalori della Sicurtransport era scortato da due guardie giurate, in luogo delle tre necessarie per regolamento, a conferma di una prassi ormai molto diffusa, che vede le società fornitrici di servizi di vigilanza privata eludere sempre più frequentemente le disposizioni adottate per la sicurezza dei propri dipendenti;

tale pratica sembra essere stata favorita anche da circolari piuttosto permissive emanate dal Ministero dell'interno;

l'associazione Centro studi sicurezza, costituitasi per promuovere la tutela delle guardie giurate, circa 55 mila persone in tutto il Paese, ha ritenuto di dover affermare in un proprio comunicato che «la categoria è disperata ... in balia dell'anarchia e della criminalità organizzata», rilevando altresì come ormai si sia giunti alla pratica di assalti ai furgoni blindati condotti anche con armi come l'AK-47 Kalashnikov, bombe al plastico ed altri ordigni di precisione;

a fronte di tali livelli di sofisticazione e violenza urgono provvedimenti adeguati, primo fra i quali un intervento normativo che contempli la creazione di una figura professionale nuova, in grado di opporsi in maniera professionale ad attacchi paramilitari ad opera di malviventi -:

quale sia l'opinione del Governo in merito ai fatti generalizzati nella premessa e circa l'opportunità di disporre più incisivi controlli sulle società di vigilanza privata e di mettere allo studio l'adozione di una nuova normativa per disciplinarne più efficacemente le attività.(4-04659)






Di libera consultazioneal seguente link: banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_15/showXhtml.Asp
CentroStudiSicurezza alle ore 19:09
avvisi, comunicati, lavori parlamentari | commenti (1) | commenti (1) (popup)
CRIMINALITA': RAPINA IN BANCA NEL PALERMITANO
(AGI) - Palermo, 27 ago. - Rapinata nel pomeriggio la filiale del Banco di Sicilia di Altavilla Milicia (Palermo). Due malfattori hanno sottratto circa 11.000 euro e sono fuggiti a bordo di una utilitaria. I due hanno minacciato il direttore della filiale puntandogli un'oggetto metallico al collo e non riuscendo ad uscire per le porte automatiche lo hanno sequestrato per farsene scudo fino all'esterno della banca. Il sindacato autono dei bancari Fabi rileva che questa e' stata la quarantesima rapina in banca nella provincia di Palermo dal primo dell'anno (oltre a 8 colpi tentati) e che circa il 90% delle filiali rapinate non erano dotate di metronotte. Gabriele Urzì, rappresentante della sicurezza della Fabi, e Giuseppe Angelini dell'Osservatorio sicurezza BdS lamentano che "i lavoratori delle banche sono ormai terrorizzati e vivono continuamente, nelle filiali di città e della provincia, uno stato di tensione intollerabile" e chiederemo "interventi urgenti" agli istituti di credito e alla Prefettura. Sempre oggi rapina in banca anche a Francofone (Sirascusa), sempre ai danni dell'agenzia del Banco di Sicilia, colpita per la seconda volta in un mese. Il bottino e' stato di circa 10.000 euro. Anche questa filiale, nota la Fabi, e' sprovvista di metronotte. (AGI)
CentroStudiSicurezza alle ore 11:11
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mercoledì, 22 agosto 2007

COPPIA SEVIZIATA IN CASA. LA PISTA DELLA RAPINA
Treviso, uccisi i custodi della proprietà. Un testimone: ho visto fuggire degli uomini, erano bianchi





GORGO AL MONTICANO (Treviso) — Un colpo, poi un altro e un altro ancora. Colpi violenti, forse con una spranga, forse un bastone. Lucia Comin, 60 anni, e suo marito Guido Pellicciardi, sette anni più grande di lei, non sono morti in fretta. Chi li ha massacrati (a giudicare dalle ferite anche con armi da taglio) ha infierito con ferocia e gli ha dato il tempo e ilmodo di capire che non avrebbero visto l’alba. «Possono essere state solo delle bestie» dice chi ha visto i loro corpi senza vita. Rapinatori? In procura allargano le braccia: «Non possiamo permetterci di commettere errori» è la risposta del procuratore capo Antonio Fojadelli. I troppi casi di caccia alle streghe, specie se di nazionalità straniera, impongono prudenza. Ma tutto, nel massacro di Guido e Lucia Pellicciardi, porta dritto verso l’ipotesi di una rapina.

Un colpo organizzato per svaligiare la villa di Elvira Durante, vedova del fondatore della Inipress di Motta di Livenza (Treviso), azienda di stampaggio di materie plastiche per l’industria del mobile. La villa ha una piccola dependance ed era lì che i Pellicciardi (arrivati a Gorgo al Monticano dal Friuli) vivevano da sette mesi, un po’ giardinieri un po’ guardiani della proprietà, in questi giorni disabitata perché la signora è in vacanza. Loro avevano le chiavi e sapevano come neutralizzare l’allarme di casa Durante. E gli inquirenti, pur mantenendosi sulla linea della prudenza, sono convinti che quella sia la chiave di lettura delle sevizie che i due hanno dovuto sopportare: chi li ha ammazzati di botte, chi ha colpito la testa di lui fino a renderlo irriconoscibile, chi ha torturato lei ferendola perfino alle parti intime, voleva quelle chiavi, quel segreto anti-allarme.

Una rapina, dunque. Più di una semplice tesi. E non soltanto perché nella zona ce ne sono state altre due, cruente, negli ultimi 15 giorni. Non solo perché la piccola dependance era a soqquadro. C’è un dettaglio più significativo: un testimone. È un uomo sui 40 anni che vive accanto alla villa dei Durante. In procura negano che ci siano testimonianze utili alle indagini eppure le telecamere di Antenna 3 Nord-Est hanno ripreso e registrato quell’uomo, ieri mattina, davanti alla villa, mentre rivelava ai carabinieri della sua notte concitata. «Ho sentito dei rumori e mi sono alzato », ha spiegato, «sono andato sul terrazzo ho sentito che parlavano.. ». In che lingua parlavano? «Bla bla bla» è la risposta del testimone, e il suo tono non rivela se quella risposta significa che lui non capiva la lingua oppure che non li sentiva abbastanza bene. «Era buio, loro mi hanno visto e sono fuggiti». Com’erano? «Avevano la pelle bianca ».

Mancava poco alle tre di notte. Il cani del vicinato, compreso il pastore tedesco dei Durante (in gabbia) abbaiavano tutti. E a quell’ora Luigi Trezza, guardia giurata della Carniel, stava facendo il giro di routine. Alle 2.45 era previsto il passaggio lungo la via Sant’Antonino, quella della villa. Non c’è voluto molto per capire che oltre il cancello che la guardia ha visto aperto era successo qualcosa. Le luci della dependance erano accese, la porta aperta. Luigi Trezza è entrato: ha visto l’ingresso e il salotto sottosopra, si è spinto fino alla camera da letto ed è rimasto senza fiato davanti alla scena. Lucia e Guido Pellicciardi erano tutti e due sul letto, ecchimosi e tagli ovunque, lui aveva il volto tumefatto (l’autopsia, oggi, aggiungerà dettagli sulla dinamica). Il metronotte non ha nemmeno avuto il coraggio di toccarli, è uscito e ha chiamato la centrale, a Oderzo, pochi chilometri a ovest di Gorgo. Ha chiamato con il cuore che batteva a mille, per quello che aveva visto, certo,maanche perché sapeva che in centrale c’era di turno l’amico Daniele, metronotte pure lui ma non uno qualsiasi. Daniele è il figlio dei due morti. «Corri, presto. I tuoi sono in un lago di sangue».

Giusi Fasano



fonte: Corriere.it
CentroStudiSicurezza alle ore 21:21
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martedì, 21 agosto 2007

GENITORI ABBANDONANO IN UN CENTRO COMMERCIALE A GENOVA TRE BAMBINI PER 5 ORE
GENOVA. 20 AGO. Tre bambini rispettivamente di 9, 4 e 3 anni sono stati lasciati soli per cinque ore in un centro commerciale di Genova. I genitori, due ecuadoriani sono stati denunciati. Il fatto è successo nella sera di ieri, quando alla chiusura del centro una guardia giurata si è accorta dei bambini che giravano disorientati tra i negozi. La guardia giurata ha avvertito i Carabinieri che hanno poi denunciato i genitori per mancata custodia e abbandono di minore.



fonte: Liguria Notizie
CentroStudiSicurezza alle ore 11:22
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1 ARRESTO DEL NUCLEORADIOMOBILE DI FIRENZE PER FURTO AGGRAVATO CICLOMOTORE
Alle ore 04:00 circa di oggi 20 agosto 2007, nel corso di servizi di controllo del territorio, a Firenze,in via Mannelli, i militari del Nucleo Radiomobile del Reparto Territoriale di Firenze, hanno proceduto all’arresto di B.C. A., pluripregiudicato, 28enne, di nazionalità rumena, in Italia senza fissa dimora, sorpreso in flagranza di furto aggravato ai danni della Società di Vigilanza privata “Argo”. Il medesimo, approfittando dell’ora notturna, dopo aver studiato per svariati giorni gli orari ed i movimenti di una Guardia Giurata, 59 del luogo, dipendente del predetto istituto, ha aspettato che, al consueto orario, la medesima giungesse nei pressi di una privata abitazione per un controllo e si impossessava dello scooter Piaggio, tipo “Liberty”, dandosi alla fuga a bordo dello stesso. Un equipaggio del Nucleo Radiomobile, dopo averlo bloccato unitamente ad altri colleghi della parte offesa, recuperavano la refurtiva, per un valore di euro 3.500,00 (tremilacinquecento/00), per poi restituirla all’avente diritto. L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato condotto presso la Stazione Carabinieri di Pontassieve, in attesa del rito direttissimo fissato per domani 21 c.m. dalla Procura della Repubblica di Firenze.



fonte: Agipress
CentroStudiSicurezza alle ore 11:20
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MONSANO: COLPO DA 2MILA EURO, RUBANO LA CASSAFORTE AL SUPERMERCATO
Furto nella notte al supermarket. Ignoti hanno forzato, nella notte di sabato, la porta sul retro del supermercato Ingrande di Monsano.




Una volta all’interno i ladri hanno prelevato una cassaforte contenente circa 2000 euro che è stata ritrovata ieri mattina a Camerata Picena, dalla polizia municipale di Polverigi, in un deposito di materiale da potatura.

br>L’apertura divelta, all’interno i soldi erano scomparsi. Probabilmente è stata gettata lì dalla piazzola della superstrada sovrastante. Segno che i ladri per fare in fretta l’hanno portata via, forzata in un posto tranquillo e se ne sono sbarazzati. A poca distanza sono stati trovati anche documenti, libretti di lavoro e assegni con i quali è stato possibile risalire alle vittime del furto. I ladri per entrare hanno disattivato la corrente esterna dei lampioni: il corto circuito che ne è derivato ha disattivato l’allarme sonoro del supermercato ma non ha evitato che partisse la chiamata al servizio di vigilanza privata che infatti è arrivata sul posto. Gli autori del colpo però se ne erano già andati. Oltre i soldi della refurtiva si sono registrati danni per 3000 euro dallo scasso.



fonte: Vivere Jesi

CentroStudiSicurezza alle ore 11:18
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domenica, 19 agosto 2007

NASCONDEVANO ARMI IN CANTINA
Claudio Della Torre, 38 anni, odontotecnico residente a Varese ma originario di Cugliate Fabiasco, è stato arrestato dalla Squadra Mobile di Varese. Durante una perquisizione nel garage della sua abitazione in via Speri della Chiesa, i poliziotti hanno trovato un fucile a canne mozze, 650 munizioni e tutto l'occorrente per la pulizia e la manutenzione delle armi. Il fucile, che originariamente era da caccia, era stato appositamente modificato: gli erano stati tagliati il calcio e la canna. Nell'inchiesta, condotta dal pubblico ministero Sara Arduini, sono finiti anche una guardia giurata di 40 anni e un imprenditore di 38 anni che opera nel settore plastico nel sud della provincia, entrambi incensurati. Il primo, avendo il porto d’armi, acquistava le munizioni e le rivendeva a prezzo maggiorato agli altri due; il secondo, invece, tramite il Della Torre, avrebbe nascosto nella propria casa un fucile a pompa, poi rivenduto alla criminalità milanese.



A mettere la polizia sulle tracce dei tre sono stati gli indizi trovati durante la perquisizione della casa di Florian Ducaj, albanese arrestato non più di una settimana fa, sempre dalla Squadra Mobile di Varese nell’ambito nell’operazione “Felicia”, per traffico internazionale di cocaina. Grazie ad alcune foto, che ritraevano il Ducaj che imbracciava un mitragliatore Kalashnikov, e ad altri elementi gli inquirenti sono risaliti fino al Della Torre e da quest’ultimo agli altri due indagati. Il trafficante albanese era in contatto con l’odontotecnico che a sua volta faceva da tramite con l’imprenditore e la guardia giurata. Il Della Torre aveva un precedente penale per esercizio abusivo della professione medica. Ora dovrà rispondere di detenzione abusiva di arma da sparo modificata.  L’uomo, per motivi di sicurezza, è stato trasferito in un carcere fuori Varese.

fonte: Veresenews
CentroStudiSicurezza alle ore 17:16
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martedì, 14 agosto 2007

GUARDIA GIURATA SPARA E UCCIDE L'EX
Feriti il figlio di 6 anni e il fratello

L'assassinio è avvenuto a Ronzo Chienis, un paesino in provincia di Trento. L'uomo, un 51enne di Cremona, è stato bloccato dai carabinieri. Al delitto hanno assistito anche le altre due figliolette della donna





Polizia Trento, 13 agosto 2007 - Una guardia giurata di 51 anni di Cremona, Claudio Soresinetti, ha ucciso a colpi di pistola l'ex convivente e ferito gravemente il figlio di lei di sei anni. La strage familiare è accaduta, questa sera, a Ronzo-Chienis, un paesino di mille abitanti in provincia di Trento. La donna, AurelIja Panku, di nazionalità serba, è morta subito, mentre il bambino è rimasto gravemente ferito ed è stato sottoposto a intervento chirurgico all'ospedale di Rovereto. L'assassino, che si era dato alla fuga, è stato catturato dai carabinieri nei pressi di Mori. La tragedia è avvenuta sotto gli occhi delle altre due figlie della vittima, due gemelline di 5 anni. Un colpo ha raggiunto anche il fratello della donna, un uomo di 34 anni che lavora in una ditta di marmi della zona. Da indiscrezioni emerge che il rapporto tra Claudio Soresinetti e Aurelija fosse in crisi e per questo lei si sarebbe allontanata. Pare, però, che l'appartamento a Ronzo Chienis sia stato affittato da entrambi. Quello che si sa e' che ieri sera la guardia giurata aveva con sè numerose armi. Erano quasi le 20 quando i vicini di casa hanno udito numerosi spari: otto-nove dicono. Subito hanno chiamato i carabinieri dicendo che c'erano due morti e un ferito. Poco dopo è arrivato l'elicottero del 118 Trentino Emergenza che ha portato il bambino e il fratello di Aurelija all'ospedale di Rovereto. Le loro condizioni, soprattutto quelle del piccolo, sono apparse subito gravissime. Nel frattempo era scattata la caccia all'uomo. Subito dopo aver sparato, Soresinetti aveva infatti preso la sua auto, un'Alfa 166, e si era dileguato. E' stato bloccato piu' tardi dai carabinieri . Si e' arreso senza fare resistenza. In auto c'erano le pistole, tra cui quella con cui aveva sparato.



fonte: Quotidiano.net
CentroStudiSicurezza alle ore 12:09
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