Marmello
giovedì, 30 agosto 2007
Marmello
fonte: Toscana TV
mercoledì, 29 agosto 2007
Un colpo da 160mila euro messo a segno anche per la mancanza di guardie giurate e di dispostivi di metal detector. Subito sul posto gli agenti della Questura di Avellino che hanno avviato le indagini. Fondamentali per gli inquirenti saranno i filmati registrati dalle telecamere della videosorveglianza. Nelle prossime ore non sono esclusi sviluppi. fonte: Inews
martedì, 28 agosto 2007
Interrogazione a risposta scritta 4-04659
presentata da
PAOLO GRIMOLDI
giovedì 2 agosto 2007 nella seduta n.200
GRIMOLDI. -
Al Ministro dell'interno.
- Per sapere - premesso che:
durante lo scontro, Luigi Rende ha ferito tre dei rapinatori, tutti successivamente arrestati;
apparentemente, il furgone portavalori della Sicurtransport era scortato da due guardie giurate, in luogo delle tre necessarie per regolamento, a conferma di una prassi ormai molto diffusa, che vede le società fornitrici di servizi di vigilanza privata eludere sempre più frequentemente le disposizioni adottate per la sicurezza dei propri dipendenti;
tale pratica sembra essere stata favorita anche da circolari piuttosto permissive emanate dal Ministero dell'interno;
l'associazione Centro studi sicurezza, costituitasi per promuovere la tutela delle guardie giurate, circa 55 mila persone in tutto il Paese, ha ritenuto di dover affermare in un proprio comunicato che «la categoria è disperata ... in balia dell'anarchia e della criminalità organizzata», rilevando altresì come ormai si sia giunti alla pratica di assalti ai furgoni blindati condotti anche con armi come l'AK-47 Kalashnikov, bombe al plastico ed altri ordigni di precisione;
a fronte di tali livelli di sofisticazione e violenza urgono provvedimenti adeguati, primo fra i quali un intervento normativo che contempli la creazione di una figura professionale nuova, in grado di opporsi in maniera professionale ad attacchi paramilitari ad opera di malviventi -:
quale sia l'opinione del Governo in merito ai fatti generalizzati nella premessa e circa l'opportunità di disporre più incisivi controlli sulle società di vigilanza privata e di mettere allo studio l'adozione di una nuova normativa per disciplinarne più efficacemente le attività.(4-04659)
Di libera consultazioneal seguente link: banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_15/showXhtml.Asp
mercoledì, 22 agosto 2007
Un colpo organizzato per svaligiare la villa di Elvira Durante, vedova del fondatore della Inipress di Motta di Livenza (Treviso), azienda di stampaggio di materie plastiche per l’industria del mobile. La villa ha una piccola dependance ed era lì che i Pellicciardi (arrivati a Gorgo al Monticano dal Friuli) vivevano da sette mesi, un po’ giardinieri un po’ guardiani della proprietà, in questi giorni disabitata perché la signora è in vacanza. Loro avevano le chiavi e sapevano come neutralizzare l’allarme di casa Durante. E gli inquirenti, pur mantenendosi sulla linea della prudenza, sono convinti che quella sia la chiave di lettura delle sevizie che i due hanno dovuto sopportare: chi li ha ammazzati di botte, chi ha colpito la testa di lui fino a renderlo irriconoscibile, chi ha torturato lei ferendola perfino alle parti intime, voleva quelle chiavi, quel segreto anti-allarme.
Una rapina, dunque. Più di una semplice tesi. E non soltanto perché nella zona ce ne sono state altre due, cruente, negli ultimi 15 giorni. Non solo perché la piccola dependance era a soqquadro. C’è un dettaglio più significativo: un testimone. È un uomo sui 40 anni che vive accanto alla villa dei Durante. In procura negano che ci siano testimonianze utili alle indagini eppure le telecamere di Antenna 3 Nord-Est hanno ripreso e registrato quell’uomo, ieri mattina, davanti alla villa, mentre rivelava ai carabinieri della sua notte concitata. «Ho sentito dei rumori e mi sono alzato », ha spiegato, «sono andato sul terrazzo ho sentito che parlavano.. ». In che lingua parlavano? «Bla bla bla» è la risposta del testimone, e il suo tono non rivela se quella risposta significa che lui non capiva la lingua oppure che non li sentiva abbastanza bene. «Era buio, loro mi hanno visto e sono fuggiti». Com’erano? «Avevano la pelle bianca ».
Mancava poco alle tre di notte. Il cani del vicinato, compreso il pastore tedesco dei Durante (in gabbia) abbaiavano tutti. E a quell’ora Luigi Trezza, guardia giurata della Carniel, stava facendo il giro di routine. Alle 2.45 era previsto il passaggio lungo la via Sant’Antonino, quella della villa. Non c’è voluto molto per capire che oltre il cancello che la guardia ha visto aperto era successo qualcosa. Le luci della dependance erano accese, la porta aperta. Luigi Trezza è entrato: ha visto l’ingresso e il salotto sottosopra, si è spinto fino alla camera da letto ed è rimasto senza fiato davanti alla scena. Lucia e Guido Pellicciardi erano tutti e due sul letto, ecchimosi e tagli ovunque, lui aveva il volto tumefatto (l’autopsia, oggi, aggiungerà dettagli sulla dinamica). Il metronotte non ha nemmeno avuto il coraggio di toccarli, è uscito e ha chiamato la centrale, a Oderzo, pochi chilometri a ovest di Gorgo. Ha chiamato con il cuore che batteva a mille, per quello che aveva visto, certo,maanche perché sapeva che in centrale c’era di turno l’amico Daniele, metronotte pure lui ma non uno qualsiasi. Daniele è il figlio dei due morti. «Corri, presto. I tuoi sono in un lago di sangue».
Giusi Fasano
fonte: Corriere.it
martedì, 21 agosto 2007
fonte: Liguria Notizie
fonte: Agipress
br>L’apertura divelta, all’interno i soldi erano scomparsi. Probabilmente è stata gettata lì dalla piazzola della superstrada sovrastante. Segno che i ladri per fare in fretta l’hanno portata via, forzata in un posto tranquillo e se ne sono sbarazzati. A poca distanza sono stati trovati anche documenti, libretti di lavoro e assegni con i quali è stato possibile risalire alle vittime del furto. I ladri per entrare hanno disattivato la corrente esterna dei lampioni: il corto circuito che ne è derivato ha disattivato l’allarme sonoro del supermercato ma non ha evitato che partisse la chiamata al servizio di vigilanza privata che infatti è arrivata sul posto. Gli autori del colpo però se ne erano già andati. Oltre i soldi della refurtiva si sono registrati danni per 3000 euro dallo scasso.
fonte: Vivere Jesi
domenica, 19 agosto 2007
A mettere la polizia sulle tracce dei tre sono stati gli indizi trovati durante la perquisizione della casa di Florian Ducaj, albanese arrestato non più di una settimana fa, sempre dalla Squadra Mobile di Varese nell’ambito nell’operazione “Felicia”, per traffico internazionale di cocaina. Grazie ad alcune foto, che ritraevano il Ducaj che imbracciava un mitragliatore Kalashnikov, e ad altri elementi gli inquirenti sono risaliti fino al Della Torre e da quest’ultimo agli altri due indagati. Il trafficante albanese era in contatto con l’odontotecnico che a sua volta faceva da tramite con l’imprenditore e la guardia giurata. Il Della Torre aveva un precedente penale per esercizio abusivo della professione medica. Ora dovrà rispondere di detenzione abusiva di arma da sparo modificata. L’uomo, per motivi di sicurezza, è stato trasferito in un carcere fuori Varese.
fonte: Veresenews
martedì, 14 agosto 2007
L'assassinio è avvenuto a Ronzo Chienis, un paesino in provincia di Trento. L'uomo, un 51enne di Cremona, è stato bloccato dai carabinieri. Al delitto hanno assistito anche le altre due figliolette della donna
fonte: Quotidiano.net
PRESENTAZIONE







