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L' Associazione Centro Studi Sicurezza sezione Guardie Giurate è stata fondata formalmente nel 2001 da un gruppo di guardie giurate. Tra gli obiettivi primari, la volontà di riscattare una categoria lavorativa che da anni versa in condizioni disagiate grazie alla noncuranza delle Istituzioni e di alcune sigle sindacali.

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giovedì, 29 maggio 2008

“CSS finalmente si migliora”: Marmello al 70% del decreto è nostro
Alessandro Marmello commenta così il decreto in via di attuazione che dalla Camera andrà al Senato” <<Questo decreto al 70% è figlio di  battaglie della nostra associazione, ma con rammarico è l’intervento dell’Unione Europea a sancirlo:”. Nello specifico questo decreto racchiude i punti cardine da noi battutti in tutte le nostre battaglia, certo- continua Marmello- si può migliorare ma è comunque un passo avanti uscendo così da quella infame qualifica di operaio generico che per oltre 70 anni ci ha penalizzato. Ora - prosegue Marmello- ci sarà da ridere quando i sindacati andranno a riformulare il contratto ed allora  vedremo chi è in malafede perché con la qualifica di incaricato di pubblico servizio lo stipendio si deve sollevare ..ammesso che lo richiedano i sindacati.



Riportiamo di seguito i punti più importanti del decreto a cui noi avevamo già lavorato e ricordiamo approvati nel famoso decreto 1000 proroghe fine 14° Legislatura ma che poi purtroppo cadde.



1) dopo il primo comma è inserito il seguente:«Il Ministro dell'interno con proprio decreto, da adottarsi con le modalità individuate nel regolamento per l'esecuzione del presente testo unico, sentite le regioni, provvede all'individuazione dei requisiti minimi professionali e di formazione delle guardie particolari giurate»;



Questo punto era stato richiesto dall’On Pietro Fontanini all’interno della famosa legge Pisanu 4209 emendamento da noi richiesto



2) è aggiunto, in fine, il seguente comma:«Salvo quanto diversamente previsto, le guardie particolari giurate nell'esercizio delle funzioni di custodia e vigilanza dei beni mobili ed immobili cui sono destinate rivestono la qualità di incaricati di un pubblico servizio».



Per quanto riguarda la qualifica questa era inserita negli emendamenti 3716 dei Senatori Peruzotti e Stiffoni ( Bocciato dal Sotto Segretario Alfredo Mantovano ) e nell’emendamento al decreto 1000 proroghe 3717 a firma del Senatore Luigi Peruzotti e Stiffoni; approvato ma poi caduto con tutto il decreto.



Con l'attuale decreto in parte ci siamo ma noi lavoriamo per ottenere il massimo ma non possiamo dirvi di più vi possiamo dire che siamo in costante contatto con il Ministero.



Infine vorrei commentare l'intervista rilasciata dal Savip sul corriere della sera che, a dire suo, dovrebbe essere un sindacato! Ebbene, invece di dare un contributo costruttivo alla situazione attuale sulla e per la riforma del settore, si mette a fare propaganda al contrario distruttiva. I corsi professionali sono alle base di qualsiasi categoria noi siamo 10 anni che lo diciamo. complimenti al fango gettato sulla categoria!  ma meno male che non fanno testo…>>.

CentroStudiSicurezza alle ore 19:38
comunicati | commenti (26) (popup)
GUARDIE GIURATE? BASTA SCREDITARCI! VOGLIAMO SOLO LA RIFORMA
Soddisfazione da parte del Centro Studi Sicurezza e del suo presidente – Alessandro Marmello nei confronti del decreto di recente concezione, imposto dalla Corte Europea al Governo Italiano. <<Per quello che mi riguarda rispecchia al 70% quanto già richiesto dalla nostra associazione in tanti anni di impegno in Parlamento, ora più di allora siamo e saremo vicini al Ministero per far ottenere alla categoria ciò di cui ha bisogno. Lo confermano gli emendamenti presentati a suo tempo dall’On Fontanini nel 2005. Unica nota dolente è che sia stato concepito su imposizione dell’Unione Europea, pena il pagamento di pesanti sanzioni monetarie (300.000€ al giorno); non è stato compreso in anni di battaglie che hanno sempre spinto in questa direzione per categoria a favore di una qualifica adeguata, libero mercato e controllo regionale era il centro studi sicurezza. La sfortuna del settore, che in Italia vanta ben 54.000 operatori, è di essere stato mortificato e schiacciato da qualifiche imprecise e lacunose, risultato di giochi lobbistico-economici che hanno impedito sino ad ora che una riforma ne cambiasse l’aspetto tecnico.



Con l’approvazione definitiva di questo decreto, i sindacati dovrebbero cavalcare l’onda per impugnare le buste paga delle guardie giurate chiedendo aumenti, invece, per la solita questione legata a interessi personali, appaiono misteriosamente contro tutto ciò che ridia dignità al lavoratore. Accade invece, che la categoria venga ulteriormente infangata, come testimonia un articolo di recente pubblicazione del Savip (sindacato autonomo vigilanza privata), che indica le guardie giurate come una banda di delinquenti con precedenti ed inclini a delinquere, andando contro le più semplici regole sindacali, a tutela cioè del lavoratore. Realmente una uscita fuori luogo questa, contro ogni (alla luce dei lavori parlamentari in corso a favore delle guardie) principio sindacale>>.







Alessandro Marmello

Presidente Associazione nazionale di categoria

Centro Studi Sicurezza
CentroStudiSicurezza alle ore 18:35
comunicati | commenti (16) (popup)

mercoledì, 28 maggio 2008

POLIZIE PRIVATE. ADESIONE AL 60 PER CENTO ALLO SCIPERO DEI VIGILANTES PROVINCIALI
CAMPOBASSO. Hanno protestato dinanzi alla Prefettura i ‘vigilantes’ della provincia aderenti ai Sindacati di categoria Cgil, Cisl e Uil.





Lo sciopero indetto a livello nazionale ha registrato un’adesione di poco superiore al 60 per cento. Complessivamente cinque le polizie private coinvolte: tre a Campobasso e due a Termoli per un numero totale pari a 130 addetti. Le contestazioni nel settore della vigilanza, oggi sfociate nella protesta, erano nell’aria già da qualche tempo, a causa del mancato rinnovo del contratto integrativo provinciale. La trattativa non è mai andata avanti, anzi è stata interrotta anche alla luce delle ulteriori le richieste avanzate dai sindacati, quali : una retribuzione più congrua e, anche in relazione a quanto accaduto una settimana addietro, una maggiore sicurezza nello svolgimento dei propri compiti.



fonte: Termolionline
CentroStudiSicurezza alle ore 20:19
fatti di cronaca | commenti (1) (popup)
ASSALTO AL PORTAVALORI SULL'A/14: 670MILA EURO IL BOTTINO. ARRESTATI ALCUNI COMPONENTI DELLA BANDA
LANCIANO. E' di 670 mila euro il bottino della rapina messa a segno ieri sera, poco dopo le 19:00, ai danni di un furgone portavalori della 'Molise Security' in transito sulla carreggiata sud dell’autostrada A/14, tra i caselli di Ortona e Lanciano, in Provincia di Chieti. Stando alla ricostruzione degli inquirenti, il furgone portavalori, con tre persone a bordo (l'autista più due vigilantes) partito da Campobasso e diretto a Pescara, sarebbe stato accerchiato da tre autovetture con dieci malviventi a bordo, a volto coperto e armati di fucili.



Bloccato il mezzo, i malviventi hanno esploso una raffica di colpi. Fatti scendere i tre vigilantes, i banditi hanno poi prelevato i sacchi col bottino, aprendo la lamiera del furgone con delle cesoie elettroniche. Durante l'assalto nessuno è rimasto ferito. Prima di fuggire i rapinatori hanno bruciato un'auto e il furgone e poi sono scappati verso sud. In tilt il traffico autostradale. Sul posto sono arrivati polizia e carabinieri, oltre ad una squadra dei vigili del fuoco per spegnere le fiamme. Alcuni responsabili della rapina sono gia' stati individuati ed arrestati. Secondo gli investigatori ci sarebbero analogie con un altro colpo messo a segno 3 anni fa, ai danni di un portavalori di un istituto molisano, nella stessa zona dove ieri sera i banditi hanno fermato il furgone.



fonte: Termolionline
CentroStudiSicurezza alle ore 20:15
fatti di cronaca, assalti a portavalori | commenti (popup)
VIGILANZA PRIVATA: L’ITALIA AGLI ULTIMI POSTI IN EUROPA
28 Mag. - Con un addetto ogni 1203 abitanti, l'Italia si piazza tra gli ultimi posti in Europa nel sistema della vigilanza privata. Lo rivela un rapporto Federsicurezza-Confcommercio. Su un numero totale di clienti stimato attorno al milione e 200mila, infatti, l'utenza privata residenziale rappresenta non piu' del 5% del totale dei clienti, mentre aumentano significativamente enti e amministrazioni che si affidano agli istituti di vigilanza. Tuttavia, sebbene il numero di addetti per abitante in Italia e' ''estremamente basso'', dal raffronto con gli altri paesi europei emerge che il fatturato medio per dipendente, superiore a 48 mila euro, e' tra i piu' alti. Ma, spiega Confcommercio, oltre 33mila euro sono imputabili al costo medio del personale. ''Cio produce - continua il rapporto - un duplice effetto negativo: da un lato la penalizzazione della diffusione dei servizi di sicurezza privata per via delle tasse sul lavoro; dall'altro, la difficolta' da parte delle imprese di creare valore aggiunto''. (Asca)
CentroStudiSicurezza alle ore 20:05
fatti di cronaca | commenti (popup)
ORDINI DEL GIORNO
ORDINI DEL GIORNO



Conversione in legge del decreto-legge 8 aprile 2008, n. 59, recante disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e l'esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee. N. 3.



Seduta del 28 maggio 2008



La Camera,

premesso che:




l'articolo 4 del decreto-legge in esame modifica ed integra le disposizioni in materia di vigilanza privata contenute nel testo unico delle leggi di pubblica sicurezza al fine di recepire quanto disposto dalla sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee nella causa C-465/2005, che aveva ritenuto talune delle limitazioni ed autorizzazioni previste dalla disciplina vigente in contrasto con le norme del Trattato CE, e, più in particolare, con i principi di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi;

la mancanza di un quadro normativo aggiornato per quanto concerne tali attività di vigilanza privata (attività di vigilanza o custodia di beni mobili o immobili per conto di privati o alle dipendenze di enti o di istituti di vigilanza, oppure attività investigativa alle dipendenze di istituti di investigazione.) ha sollecitato la presentazione nel corso delle ultime legislature di diverse proposte di riforma:



nella XIII legislatura furono esaminati undici progetti di legge di iniziativa parlamentare (A.C. 1277 e abb.) e la I Commissione (Affari costituzionali) della Camera nello scorcio finale della legislatura, approvò un testo unificato il cui esame in Assemblea non ebbe tuttavia inizio;



nella XIV legislatura alla Camera furono invece esaminate dieci proposte di legge di iniziativa parlamentare, nonché un disegno di legge di iniziativa governativa, presentato il 25 luglio 2003 recante disposizioni in materia di sicurezza sussidiaria (A.C. 4209). In quella occasione, la I Commissione approvò un testo unificato (A.C. 301-A), il cui esame in Assemblea non si è tuttavia concluso a seguito della fine della legislatura;



la Cassazione ha in molte circostanze riconosciuto alla guardia particolare giurata la qualità di incaricato di pubblico servizio non avente la qualifica di pubblico impiegato, negando il riconoscimento dello status di pubblico ufficiale;



in altre pronunce, peraltro, la Cassazione ha invece rilevato che le guardie particolari giurate hanno compiti circoscritti alla vigilanza e alla custodia delle proprietà mobiliari e immobiliari loro affidate ed in relazione a tali compiti di istituto è loro riconosciuta la qualità di pubblici ufficiali;



quanto alla tutela giuridica riconosciuta agli steward impegnati negli eventi sportivi, si ricorda che l'articolo 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401, inserito dal decreto-legge 17 agosto 2005, n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge dalla legge 17 ottobre 2005, n. 210, estende anche ai soggetti incaricati del controllo dei titoli di accesso e dell'instradamento degli spettatori nelle manifestazioni sportive ed a quelli incaricati di assicurare il rispetto del regolamento d'uso dell'impianto dove si svolgono dette manifestazioni - purché essi siano riconoscibili come tali e limitatamente alle mansioni svolte - la disciplina prevista dagli articoli 336 e 337 del codice penale per i casi di violenza, minaccia o resistenza a un pubblico ufficiale o ad un incaricato di pubblico servizio; eraltro come evidenziatosi nel corso dell'esame in Commissione presso l'altro ramo del Parlamento del disegno di legge di conversione del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2007, n. 41, recante misure volte a contrastare violenze nelle manifestazioni sportive, nei provvedimenti adottati si è deciso di non procedere all'individuazione della qualificazione giuridica degli addetti alla sicurezza interna degli stadi, preferendosi, al contrario, demandare al Governo tale definizione, e rinviare nel contempo ad una normativa più generale la disciplina della cosiddetta sicurezza sussidiaria; il tema dell'inquadramento giuridico degli addetti alla sicurezza negli stadi è stato affrontato anche nel corso del successivo esame del provvedimento da parte della Camera ed in tale sede il sottosegretario di Stato per la giustizia ha sottolineato come «la questione dell'individuazione di soggetti privati ai quali attribuire compiti inerenti al rispetto negli stadi delle norme di ordine pubblico debba essere risolta in via generale e non solamente in relazione alle violenze in occasione di manifestazioni sportive». Sulla materia sono stati quindi accettati dal Governo due ordini del giorno, l'uno volto a impegnare il Governo ad una precisa qualificazione giuridica del personale addetto agli impianti sportivi e ad una più specifica regolamentazione del suo status e l'altro a meglio precisare il compito loro attribuito di far rispettare il regolamento dell'impianto sportivo, impegna il Governo



ad adottare le necessarie iniziative al fine di fornire un compiuto quadro normativo aggiornato per quanto concerne le attività di vigilanza privata.




CentroStudiSicurezza alle ore 12:30
lavori parlamentari | commenti (2) (popup)
UCCISE UN RAPINATORE A MILANO, GUARDIA PROSCIOLTA DOPO 10 ANNI
Il calvario giuridico, durato dieci anni e mezzo, è finito. Questo è il tempo che è stato necessario a Pietro Sucameli, 33 anni, per ottenere il proscioglimento dall'accusa di omicidio per aver ucciso, il 25 settembre del 1998, un rapinatore che stava scappando dopo un colpo alla Banca Popolare di Milano a Redecesio di Segrate, nell'hinterland del capoluogo lombardo. «Il fatto non sussiste», ha deciso oggi il gup Micaela Curami ritenendo sussistente l'ipotesi della legittima difesa al termine di una vera e propria odissea giudiziaria che ha toccato tre giudici per l'udienza preliminare e un giudice di dibattimento, oltre alla Corte di Cassazione.

Quel giorno, nel 1998, due giovani rapinatori erano entrati in banca. La tipica rapina col taglierino. Fuori li aspettavano in auto altri tre complici. Fuggendo, i due si erano imbattuti nella guardia giurata dell'Ivri, Pietro Sucameli. Claudio De Rosa, uno dei due malviventi, aveva tentato di colpirlo con il taglierino e allora il vigilante aveva risposto con tre colpi di pistola, uno dei quali mortale. Per due volte il pm Bruna Albertini aveva chiesto l'archiviazione ma il gup Cesare Tacconi aveva disposto prima nuove indagini, poi aveva disposto l'imputazione coatta, qualificando il reato in omicidio per eccesso colposo in legittima difesa. Arrivato a dibattimento davanti a un giudice monocratico, alla fine dell'istruttoria il pm aveva riqualificato il reato in omicidio volontario sulla base di alcune testimonianze e di una perizia balistica. Con quell'ipotesi non poteva essere un magistrato monocratico a celebrare il processo, i cui atti sono stati nuovamente rinviati al gup, questa volta Antonio Corte. Che autonomamente, nel 2007 aveva nuovamente riqualificato il reato in omicidio per eccesso colposo di legittima difesa, reato ormai prescritto. Non poteva però farlo prevalendo sul giudice di dibattimento, come ha stabilito la Cassazione. Ecco che a dieci anni e mezzo dal fatto il procedimento è approdato davanti al gup Curami che ha deciso per il proscioglimento. Prosciolti dunque anche i responsabili civili, Ivri e Banca Popolare di Milano, assistita dall'avvocato Enrico Giarda.



fonte: Leggo online
CentroStudiSicurezza alle ore 09:49
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domenica, 25 maggio 2008

CONVERSIONE IN LEGGE DEL DECRETO-LEGGE 8 APRILE 2008, N. 59

Seduta n. 8 di giovedì 22 maggio 2008



DISEGNO DI LEGGE: CONVERSIONE IN LEGGE DEL DECRETO-LEGGE 8 APRILE 2008, N. 59, RECANTE DISPOSIZIONI URGENTI PER L'ATTUAZIONE DI OBBLIGHI COMUNITARI E L'ESECUZIONE DI SENTENZE DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLE COMUNITÀ EUROPEE (A.C. 6)



QUI Testo del decreto formato Word







CentroStudiSicurezza alle ore 13:08
lavori parlamentari | commenti (2) (popup)

venerdì, 23 maggio 2008

Presi in Umbria tre dei cinque "uomini d'oro" della rapina a Trieste a un portavalori
Si tratta di uomini d'origini campane che parteciparono nel 2006 al violento assalto ad un furgone, al confine italo- sloveno, che trasportava 200 chilogrammi del prezioso metallo





Tre dei cinque “uomini d’oro” della rapina di Trieste al furgone portavalori che trasportava 200 chili di oro semilavorato destinato a un laboratorio orafo di Buje (Croazia) sono stati arrestato in Umbria: due a Santa Maria degli Angeli di Assisi ed uno a Bastia Umbra. La rapina avvenne il 17 novembre 2006. L’arresto è avvenuto sulla base di ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip di Trieste. Nell'operazione, che è stata coordinata dal Servizio Centrale Operativo della Polizia e alla quale hanno collaborato le Squadre Mobili campane, umbre e venete, oltre quella di Trieste, sono state eseguite numerose perquisizioni.

Cinque persone, tutte di origine campana, sono state arrestate e tra di esse anche una delle guardie giurate che si trovavano sul furgone, ma della refurtiva ancora nessuna traccia.

La rapina fu particolarmente violenta e una delle due guardie giurate del furgone fu colpita ripetutamente con calci e pugni.



fonte: TamTamweb
CentroStudiSicurezza alle ore 11:52
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giovedì, 22 maggio 2008

GUARDIA GIURATA: LA SOTTILE DIFFERENZA TRA ONNIPOTENZA E LUCIDITA’
di Fabrizio Carbone (guardia giurata Mondialpol TORINO e Segretario Regionale del Centro Studi Sicurezza)




Torino, 20 maggio 2008.




“Sulla base di quanto accaduto in data 18/05/2008 (n.d.r.) ritengo l’intervento a mezzo stampa del direttore dell’ufficio legale della Sicuritalia, Dott. SUTTINI del tutto fuori luogo, irrilevante ai fini giuridici e con carico di argomentazioni inutili, quasi a voler giustificare un’eventuale inadempienza da parte dell’Istituto da cui dipendeva Raffaele Cesarano.

Al di là del folle gesto cui si è reso responsabile il collega e per il quale procederanno gli organi competenti, dissento fortemente quando lo stesso Dott.Suttini afferma con estrema tranquillità che” i vigilantes vengono periodicamente sottoposti a visite mediche” e nella fattispecie neurologiche, capaci di individuare varie ed eventuali alterazioni psichiche…. I famigerati certificati “anamnestici” o i “test psicologici” cui si riferisce il Dott. Suttini hanno una valenza fondamentale ai fini del rilascio del porto d’armi per difesa personale, in quanto esentano gli Istituti di Vigilanza da qualsiasi responsabilità derivante da un uso improprio e sconsiderato dell’arma; viene rilasciato dal proprio medico di base sulle dichiarazioni del proponente, che ammesso e non concesso sia affetto da gravi patologie (droghe, alcool, epilessia, etc etc…) di sicuro non lo dichiarerebbe mai, specie se ciò gli pregiudicasse il lavoro.

Altro passaggio fondamentale, sono i criteri valutativi con cui il personale della vigilanza privata viene assunto, istruito, dotato di un’arma al seguito (un preciso Decreto Legge ne regolamenta il libero possesso su tutto il territorio nazionale, senza limiti di chilometraggio e orario e anche fuori dal servizio)…. e mandato in mezzo alla gente ad operare, peraltro senza sapere NULLA dei precedenti risvolti professionali e psicologici dello stesso; in parole povere, manovalanza allo stato puro, che nella maggior parte dei casi viene apostrofato come personale specializzato.

La vigilanza privata è diventata un serbatoio occupazionale all’interno del quale si riversa un esercito di dilettanti; da una parte persone regolari, bisognose di un posto di lavoro e dall’altra pazzi scatenati, poliziotti mancati e pseudo-sceriffi che non hanno la minima cognizione di come si detenga un’arma; in tutta questa confusione gli Istituti di vigilanza che fanno? Prendono posizione a mezzo stampa, elencando in maniera mnemonica quello che l’attuale regolamento procedurale prevede in materia di assegnazione di responsabilità: falso zelo o coscienza da ripulire?

Sulla base della mia esperienza in questo settore, posso asserire con assoluta certezza che allo stato attuale, la vigilanza privata (sempre più in aumento e con un volume d’affari di 2 MLD di euro all’anno…) è ben lontana da quelli che dovrebbero essere gli elevati standard di sicurezza cui l’Europa si è già da tempo adeguata.
CentroStudiSicurezza alle ore 09:55
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lunedì, 19 maggio 2008

Torino, guardia giurata uccide l'ex moglie in strada:
In gravi condizioni l'uomo che era con lei




TORINO (18 maggio) - Dramma della gelosia, questa sera a Torino: una guardia giurata, Raffaele Cesarano di 35 anni, ha ucciso a colpi di pistola l'ex moglie, Elisa Beatrice Rattazzi, 32 anni, ferendo in modo grave anche l'uomo che era con la vittima, forse il nuovo compagno, Giuseppe Cardella di 33 anni. L'omicida si è costituito ai carabinieri. La tragedia è avvenuta intorno alle ore 20 all'incrocio tra via Fossata, dove la coppia abitava prima della separazione, e via Rossi Lauro: lì l'uomo ha scaricato l'intero caricatore della sua pistola d'ordinanza contro la moglie e il suo accompagnatore. La donna, raggiunta al petto da almeno quattro colpi, è stata soccorsa dal 118, ma il tentativo di rianimarla è stato inutile. Il ferito è stato invece ricoverato al Maria Vittoria: un proiettile lo ha raggiunto alla schiena e un altro al braccio, ma non sembra in pericolo di morte. Pochi minuti dopo la sparatoria, la guardia giurata si è presentata sotto shock ai carabinieri della vicina stazione di Barriera di Milano. «Arrestatemi, ho sparato a mia moglie», ha detto ai militari che conoscevano già i suoi problemi con la ex moglie. La coppia litigava ormai da tempo ed erano scattate anche le denunce: i due si erano separati da tempo, ma non si rassegnava alla fine del loro amore. Quello di stasera è il secondo omicidio che si consuma nel torinese in ambito familiare nel giro di pochi giorni. L'altro ieri Philomene Cambarau, 49 anni, ha ucciso a revolverate l'ex marito, Vito Paladino, 51 anni. Erano separati da tempo, ma tra loro le liti erano continue. L'ultima, venerdì mattina, è finita in tragedia.



fonte: Il Messaggero

CentroStudiSicurezza alle ore 00:09
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