Lo afferma Alessandro Marmello, Presidente dell’associazione di categoria Centro Studi Sicurezza
mercoledì, 30 luglio 2008
Lo afferma Alessandro Marmello, Presidente dell’associazione di categoria Centro Studi Sicurezza
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(Iam/Ct/Adnkronos)
30-LUG-08 19:02
domenica, 27 luglio 2008
Dall’ultimo colloquio al Viminale è emerso un punto piuttosto critico relativo all’unificazione delle divise per le guardie giurate. Noi stessi nella 4209, di iniziativa governativa, avevamo fatto includere, tra gli altri emendamenti, uno in particolare che conteneva la richiesta di una divisa unitaria per tutta la categoria. Ebbene dal colloquio di lunedì scorso abbiamo compreso per quale motivo tale richiesta è stata respinta. Per paura. Il timore del governo dinnanzi a tale richiesta è che a seguito di questo le guardie giurate diventino un corpo unitario in grado di appoggiare un colpo di stato. Niente di più ridicolo è stato sentito negli ultimi anni. Se i signori seduti in parlamento se ne intendessero quel tanto che basta in materia di sicurezza, capirebbero che le guardie giurate, proprio per la natura stessa del loro servizio, non possono assolutamente avere a che fare con tali cose che, diversamente, corpi come la polizia, proprio perché statali possono fare. Dobbiamo sottolineare inoltre che la guardia giurata è una figura singola, che non appartiene ad un nucleo unitario ma fa capo ad un istituto di vigilanza con propri capi frammentati sul territorio ed indipendenti l’uno dall’altro. Seguendo il ragionamento del Governo invece veniamo paragonati all’Esercito, ovvero un corpo unitario che fa capo a 3 o 4 generali che a loro piacimento possono muovere intere armate. Appare chiaro quindi che la richiesta dell’unificazione delle divise, proprio per evitare l’effetto “arlecchino” o bersaglio mobile non verrà accolta per timori di un colpo di stato da parte di una categoria che corpo non è. Ma perché l’unificazione delle uniformi? Ad oggi appare palese che ogni istituto di vigilanza è lo stesso ideatore della propria divisa, differente proprio per pubblicizzare e rendere il più visibile possibile i propri uomini. Ma cosa comporta questo? Dato l’alto tasso di istituti di vigilanza chiunque potrebbe inventarsi una divisa e delinquere fingendosi una guardia giurata, passando del tutto inosservato. In secondo luogo non bisogna dimenticare il lato visivo: molti istituti adoperano colori eccessivamente visibili che comprometterebbero la sicurezza dell’operatore stesso, non permettendogli di sottrarsi agli occhi dei malviventi. Sulla divisa ci ritorneremo in futuro perché appare palese che questa motivazione ad opera dei politici appare semplicemente mossa ad opera di lobby e non per paura di colpi di stato.Centro Studi Sicurezza
martedì, 22 luglio 2008
Il 21 luglio Marmello è stato convocato d’urgenza al Viminale su espressa richiesta del Min. Maroni, il quale si è raccomandato al suo consigliere, l’On. Luigi Peruzzotti di ascoltare in merito al decreto sulle guardie giurate il parere del Centro Studi Sicurezza. L’On. Peruzzotti è da anni che segue la questione delle guardie giurate, ed è al corrente di molte problematiche della categoria, non è stato quindi necessario esporgli l’intera situazione in cui versa.
La Segreteria
lunedì, 21 luglio 2008
Dopo la convocazione di Marmello è stata ricevuta una delegazione del sindacato Ugl. A presto la relazione sull'incontro.
La Segreteria
domenica, 20 luglio 2008
E’ proprio il Presidente dell’associazione più attiva nel comparto della sicurezza che chiede questo chiarimento: Alessandro Marmello del Centro Studi Sicurezza, l’associazione battagliera che da anni tenta, tra sgambetti politici e sindacali, di far valere dei diritti: quelli delle guardie giurate. Lo incontriamo sul posto di lavoro, chiediamo la possibilità di poter parlare a quattr’occhi e in piena libertà, ci dà appuntamento dopo il lavoro per non compromettere la sicurezza del servizio che svolge. Ciò che colpisce è certamente la sua professionalità e competenza sia nell’ambito della sicurezza che legislativo, ed è proprio questo che ci ha spinti a voler chiedere un’intervista a colui che prima di tutti ha realmente sollevato la “questione guardie giurate”, e le ha concretamente portate in Parlamento; prima di lui nessuna figura politica o sindacale era mai riuscita a dare totale rilevanza soprattutto in ambito parlamentare alle guardie giurate. In attivo l’associazione, come appare sul sito ufficiale www.centrostudi.altervista.org oppure www.centrostudisicurezza.splinder.com, ha molti convegni e presidi, molti dei quali svolti proprio nella capitale o a Montecitorio. Le consulenze legislative sono svariate, come pure i politici sia di destra che di sinistra, che si sono avvalsi di Marmello per legiferare al meglio allo scopo di regolamentare un’intera categoria che vanta ben oltre 50.000 uomini in tutta Italia. Recentemente inoltre è stato approvato un decreto legge dell’8 aprile 2008, a seguito di una sentenza della Corte di Giustizia Europea la quale, avrebbe condannato l’Italia a pagare una salata penale (si parla di 300.000€ al giorno n.d.r.), nel caso non fosse corsa al riparo a livello legislativo per regolamentare l’intero comparto della vigilanza privata. Sin qui nulla di strano, se non fosse che, a decreto approvato non sono ancora stati presentati pubblicamente i decreti attuativi dello stesso, come se non bastasse su quella definizione di “incaricato di pubblico servizio” vi sono malcontento e insofferenza. Ecco per quale motivo proprio in questo momento così delicato, ad un passo dal traguardo le guardie giurate sembrano essere così insofferenti e così impazienti da inventarsene di tutti i colori, contro politici, sindacati, ministeri e associazioni. Ma cosa c’è realmente sotto? Lo chiediamo a lui, la guardia giurata più in vista della categoria: Alessandro Marmello.Presidente Marmello cosa sta realmente succedendo in questo momento? Perché questa spinta così forte verso il traguardo? Sono vere alcune voci che sostengono che la nuova qualifica, ovvero l’incaricato di pubblico servizio non servirebbe a molto?
<<Le spinte sono molteplici, perché molteplici sarebbero gli interessi che ne deriverebbero da questo. Lei si immagini se un bel giorno un signore, svegliandosi la mattina, risolvesse il problema della mancanza di acqua in Africa. L’intero continente gliene sarebbe certamente grato, e non parlo solo di pacche sulle spalle o donazioni, ma di politica>>.
Quindi Lei sostiene che tutti stanno facendo la corsa all’oro per arrivare prima? E voi come siete posizionati?
<<Non siamo posizionati, siamo ben oltre noi rispetto un traguardo. Siamo la prima forza non politica e non sindacale che si è impegnata per la categoria. Sono i risultati che parlano per noi, i fatti… Legge 4 in regione Lombardia, svariati disegni di legge, eravamo presenti nella milleproroghe con i decreti 37/16 – 37/17, per 8 ore le guardie giurate ebbero la loro qualifica, la loro definizione professionale, poi questi come altri decreti decaddero per mancanza di bilancio. Soprattutto ora siamo in costante collegamento con il Viminale ed i suoi funzionari, ed a breve pubblicheremo informazioni nuove da esso. Come vede non abbiamo bisogno di luce, per noi contano i fatti, non le chiacchiere>>.
Effettivamente molti esponenti politici e sindacali stanno si stanno facendo sempre più luce su giornali ed in parlamento promuovendo proposte di legge nuove fiammanti. Lei non ne ha una?
Sorride <<Le proposte di legge le abbiamo presentate anche noi in passato di concerto con alcuni esponenti politici, ma a suo tempo…>>
Perché questo non è più il tempo?
<<No. In questo momento le proposte di legge non servono esattamente a nulla. Un decreto è stato approvato, i suoi decreti attuativi sono in via di attuazione… Mi spiace dirlo, ma purtroppo chi in questo momento vanta di aver presentato una proposta o un disegno di legge, sta semplicemente prendendo in giro la categoria, lo dico in tutta serenità>>. Mi spiace per chi crede in personaggi che sventolano le loro scoperte dell'acqua calda annunciando innovative proposte di legge obsolete, oppure ad immagine e somiglianza ai decreti 37/16 - 37/17 da noi creati di concerto con il Sen. Peruzzotti ed inserita nella milleproroghe di fine 2005. I decreti legge necessitano di anni perché vengano presi in considerazione soprattutto perché è il Governo che deve presentare sulla base delle varie proposte politiche, un disegno di legge di iniziativa governativa. Ripeto, in questo momento è solo una pagliacciata mediatica per raccattare consensi. Se quindi in una situazione normale sono l’unica soluzione per arrivare ad un fine, con un neo decreto, un disegno di legge non ha minimamente senso! Ma purtroppo molte guardie giurate non hanno i rudimenti politici per comprendere questo e si fanno incantare dal furbo di turno che vuole semplicemente estorcere loro consensi.>>
Scusi Marmello, ma se la qualifica è già stata data, perché molte guardie e sindacati stessi affermano che questa è nulla?
<<Semplice! Il bue, cara signorina, si ricordi che dà sempre del cornuto all’asino.>> Qualsiasi qualifica giuridica o professionale legiferata, non ha valore se i sindacati riconosciuti non chiedono l’adeguamento. Lo stipendio quindi resta il medesimo se i sindacati riconosciuti non chiederanno che esso venga parificato alle responsabilità che reca la nuova qualifica. Anche se fossimo pubblici ufficiali, la nostra qualifica non porterebbe comunque a nulla se i sindacati non iniziassero a mettersi in moto per parificare la qualifica al contratto delle guardie giurate. Ai politici difatti non spettano competenze meramente sindacali, tuttavia ultimamente molti sindacati si comportano troppo da politici e poco da sindacato compromettendo ulteriormente lo status della guardia giurata. >>
Per quale motivo quindi i sindacati denigrano questa qualifica?Ma non sarebbe nel loro interesse “sistemare” la categoria?
<<Direi di no, ci sono troppe lobby, purtroppo per loro però oramai è arrivata questa imposizione da parte della corte europea, per cui il dado è tratto, nonostante questo però scaricano il barile su di una qualifica che secondo loro non vale nulla, senza minimamente dimostrarsi interessati al lato contrattuale da trattare. Preferiscono quindi agitarsi a livello mediatico attaccando il solito fantasma di turno lanciando anatemi e innalzandosi a paladini della categoria. Sarei più contento francamente se i sindacati si comportassero da sindacato e non da politici per raccogliere consensi e tesserati, senza concludere nulla per i lavoratori. Il nostro problema sono i sindacati! E’ facile aggredire un politico, sfruttando l’ignoranza del singolo, purtroppo il problema non è del politico, ma del sindacato che non mette in atto per tornaconti personali ciò che il politico legifera>>.
E voi? State a guardare?
<<Noi è da anni che siamo attivi, nello specifico di questo decreto, da mesi, purtroppo non possiamo mai sbilanciarci troppo e mettere i manifesti di ciò che stiamo facendo perché siamo sempre cauti, in passato ci hanno ostacolato in molti, e poi Lei lo sa, troppa pubblicità non è nel nostro stile, badiamo molto ai contenuti ed ai fatti, non alla forma! Da parte nostra siamo sempre in contatto con l’On. Molteni e i funzionari del Ministero sempre per la questione del decreto, ma da Roma non ci siamo mai allontanati; sappiamo sempre cosa sta succedendo.>>
Laura T.
sabato, 19 luglio 2008
Il Consiglio ha quindi approvato i seguenti provvedimenti: su proposta del Ministro per le politiche europee, Andrea Ronchi, e del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, Maurizio Sacconi:
- un decreto legislativo che recepisce la direttiva comunitaria 2006/121 in materia di classificazione, imballaggio ed etichettatura di sostanze pericolose per gli esseri umani e per l’ambiente. Tale direttiva (che armonizza la precedente disciplina comunitaria con il Regolamento (CE) 1907/2006, entrato in vigore il 1° giugno 2007) individua nuove procedure per una corretta gestione delle sostanze chimiche presenti nel territorio comunitario ed istituisce un’apposta Agenzia europea per le sostanze chimiche. Sul provvedimento si sono favorevolmente espresse la Conferenza Stato–Regioni e le Commissioni parlamentari;
su proposta del Ministro degli affari esteri, Franco Frattini, e del Ministro della giustizia, Angelino Alfano:
- un disegno di legge per la ratifica e l’esecuzione del Protocollo n. 13 alla Convenzione europea per la protezione dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, concernente l’abolizione della pena di morte in tutte le circostanze;
su proposta del Ministro dell’interno, Roberto Maroni:
- un decreto presidenziale che modifica il regolamento di esecuzione del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, nella parte relativa a guardie particolari, istituti di vigilanza e investigazione privata. Il provvedimento, sul quale si è espresso favorevolmente il Consiglio di Stato, adegua la normativa italiana alle norme fondamentali del Trattato istitutivo della Comunità europea in materia di sicurezza privata ed evita allo Stato italiano gravose conseguenze finanziarie derivanti dalla non ottemperanza alla sentenza della Corte di Giustizia del 13 dicembre 2007;
- lo scioglimento del Consiglio comunale di Orta di Atella (Caserta) dove sono state accertate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata.
giovedì, 17 luglio 2008
Modena, 17 luglio 2008 - Un piano studiato nei minimi dettagli per i malviventi che hanno 'messo in trappola' il titolare della concessionaria di moto 'Honda Planet' di Formigine. Il proprietario ha ricevuto una telefonata da un finto operatore di un istituto di vigilanza privato venti minuti dopo la mezzanotte, dove gli si diceva che la sbarra di sicurezza all' esterno dell'area di accesso alla rivendita era alzata. L'uomo si è subito recato sul posto, in via dell'Industria, ma ad attenderlo ha trovato due malviventi, armati di pistola e travisati con caschi da motociclista, che lo hanno costretto ad aprire l'esercizio e si sono impossessati di due moto di grossa cilindrata, con cui sono poi fuggiti. Prima, però, hanno rinchiuso l'imprenditore in un bagno di servizio. L'uomo è stato liberato e soccorso dai carabinieri, intervenuti su segnalazione (in questo caso vera) dell'istituto di vigilanza, poichè al momento dell'apertura della porta di accesso era scattato l'allarme alla centrale operativa.fonte: Il Resto del Carlino
martedì, 15 luglio 2008
sabato, 12 luglio 2008
(ANSA) - MILANO, 12 LUG - E' stata arrestata a Brescia una guardia giurata; e' accusata di aver fornito divise da vigilante e armi a un rapinatore di banche. Il sorvegliante, in servizio presso l'impresa G4, e' sospettato anche di aver aiutato come basista, in almeno un'occasione, il bandito Marco Pirastru, finito in carcere. L'operazione ha portato all'arresto di un altro uomo anche lui con l'accusa di essere complice del rapinatore.
fonte: Ansa.it
giovedì, 10 luglio 2008
(ANSA) - AOSTA, 10 LUG - La proposta dell'associazione impreditoriale di 5 cinque euro di aumento mensili agli addetti della Vigilenza Privata è definita oggi da Raffaele Statti, segretario della UilTucs, "offensiva".
Statti osserva che "dopo una disponibile concretezza iniziale, i rappresentanti datoriali hanno 'tirato i remi in barca', precludendo una conclusione rapida soddisfacente del negoziato, tanto che le Associazioni datoriali si sono superate, con una proposta economica offensiva, di circa 5 euro al mese". Il prossimo 14 luglio, a Torino, è convocato il Coordinamento dei delegati della Valle d'Aosta e del Piemonte. Per la prima volta i sindacati di categoria delle due regioni hanno presentano una piattaforma comune per il contratto integrativo. Guardando alla situazione valdostana, Statti ribadisce che "in Valle d'Aosta è necessaria la compattezza nella lotta per modificare il clima esistente in cui imperano, le condizioni di vita precarie delle Guardie Giurate, le ingiustizie, i privilegi, le differenziazioni di trattamento del personale, la limitazione dei diritti contrattuali". Raffaele Statti anticipa poi che le segreterie regionali proporranno una lotta dura, con l'inizio dello sciopero per il 30 luglio prossimo, lasciando alla fantasia dei delegati della categoria (che non manca) le articolazioni incisive sui servizi". Il segretario della UilTucs denuncia poi "la reazione dell'istituto 'Allsystem' di Aosta che ha iniziato, nei confronti delle guardie giurate, la sua opera di dissuasione all'adesione allo sciopero, in primis inviando elencazioni di servizi su obiettivi sensibili inesistenti, successivamente con delle precisazioni di disposizioni affisse in bacheca che revocano, di fatto, comportamenti di prassi consolidata". (ANSA).
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