fonte: IlPaesenuovo.it
domenica, 29 marzo 2009
fonte: IlPaesenuovo.it
venerdì, 27 marzo 2009
fonte: Libero
giovedì, 26 marzo 2009
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Luigi Valentino, 23 anni, residente ad Avellino è stato ammanettato dagli uomini dell’aliquota radiomobile, durante un servizio scaturito proprio dalla denuncia presentata da un quarantottenne a capo del citato istituto di vigilanza privata con sede a Nola. I militari dell’Arma hanno bloccato il giovane in prossimità dello stesso istituto, al termine del suo orario di lavoro, accertando, senza ombra di dubbio, che si era impossessato, rubandola dal caveau, di una somma di denaro pari a 994 euro, tutta in monete da 2 euro. Il denaro che aveva indosso è stato recuperato attraverso una prima perquisizione di tipo personale. In secondo momento è scattata una perquisizione domiciliare a carico del ventitreenne, attraverso la quale i carabinieri hanno recuperato anche una somma di denaro pari a 4.422 euro (sempre in monete da 2 euro), parte della quale era ancora confezionata con involucri recanti l’effige dell’istituto di vigilanza. Il denaro rinvenuto dai militari dell’Arma è stato interamente restituito all’avente diritto. Il giovane si è ritrovato, invece, in una camera di sicurezza, in attesa della celebrazione del direttissimo al Tribunale di Nola, durante il quale ha scelto di patteggiare, incassando una condanna a nove mesi di reclusione, con pena sospesa.
Nella fattispecie, tutto era cominciato quando il titolare della International Security Service ha notato, durante più settimane, ammanchi denaro. I sospetti di furti sono stati rafforzati dal ritrovamento nei bagni dell’attività di involucri contenenti le monetine in cilindro (ciascuno dei quali di circa 80 euro). A questo punto, nutrendo dei sospetti su qualcuno, il titolare ha presentato una dettagliata denuncia. I carabinieri hanno, innanzitutto, segnato le monete con uno speciale pennarello, in loro dotazione, che lascia tracce invisibili ad occhio nudo.
Hanno poi effettuato altri controlli fino a ricostruire quello che accadeva e a fermare l’uomo. Quest’ultimo che lavorava proprio al caveau, ad un certo punto della giornata, era solito allontanarsi. Sistemava il denaro sottratto in bagno, poi lo recuperava ad orario di uscita, portandolo via senza dare nell’occhio, sistemandolo in uno spazio creato tra due calzini indossato, facendo finire il tutto all’altezza del polpaccio. Poco più di un anno fa, la stessa International Security Service si era dovuta rivolgere ai carabinieri per altri furti opera di altri dipendenti, che sottraevano parte del denaro introitato attraverso le strumentazioni per i pedaggi stradali. L.M.
Marigliano.net
mercoledì, 25 marzo 2009
fonte: ASRoma.com
martedì, 24 marzo 2009
Roma, 24 mar - La Corte Costituzionale con sentenza n. 62/2009 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 75 della legge 31 luglio 1954 n. 599 (Stato dei Sottufficiali dell’Esercito della Marina e dell’Aeronautica), che dava facoltà al Ministro della Difesa di intervenire in senso peggiorativo rispetto alla determinazione della Commissione di Disciplina nei procedimenti disciplinari di stato tendenti alla perdita del grado per rimozione.Il Giudice delle Leggi rispetto ad una determinazione favorevole della Commissione di Disciplina nei confronti di un graduato dell'Esercito, che la Direzione Generale del Personale Militare aveva ribaltato irrogando la sanzione della perdita del grado per rimozione, ha giudicato "manifestamente irragionevole che il Ministro o, attualmente, il responsabile della struttura amministrativa competente, possa effettuare una reformatio in pejus di tale giudizio, dato che, così facendo, verrebbe non a integrare o correggere tale decisione, ma a capovolgerla".
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lunedì, 23 marzo 2009
Cari colleghi, in risposta ai tanti che mi hanno posto delle domande sul sito scrivo questo messaggio. La nostra associazione si è mossa egregiamente in questi anni, con il merito di essere riusciti coraggiosamente allo scoperto, attaccando un vecchio sistema fatto di lobby ed interessi anche sindacali. Attualmente ci stiamo muovendo per la categoria su vie importanti e spero proficue per tutte le gpg d’Italia. Personalmente non ho tempo di mettermi a giocare con chi in realtà ha altre finalità. Questo è il mio pensiero, punto.
Muoverci per una manifestazione? I numeri ci sarebbero anche ma purtroppo sono certo che sarebbero solo adesioni virtuali. Perché? Le guardie giurate ed il loro mondo è circondato di boicottatori, spie, e di gente che rema contro; essi farebbero in modo di non divulgare le nostre intenzioni o addirittura organizzerebbero altre manifestazioni parallele per far disperdere le forze e creare confusione invece di riunire tutti per uno stesso fine. Vorrei portare un esempio: chiedete alle guardie chi è Marmello o il Centro Studi e vi risponderete da soli. In questo Paese dei cachi neanche se riuscissi a portare in porto una innovazione in questa categoria qualcuno ammetterebbe la verità.
Quindi per come sono fatto io, se ci riuscirò nel mio intento, ovvero di far ottenere qualcosa di grosso alle guardie giurate, sparirò dalla circolazione…perché? Marmello non ha bisogno di bagni di folla o acclamazioni, Marmello non vive per questo, sono fiero di me stesso di quello che ho fatto perchè sono al corrente che è la cosa giusta, il resto, come i complimenti o gli applausi o la notorietà li lascio a chi non ha nient’altro dalla sua misera esistenza.
Saluti a tutte le guardie e collaboratori
Nessuna tolleranza per la «giustizia fai da te» e per i presunti vigilanti-Rambo della Patria. Ma adesso bisogna capire perché le due vittime, maghrebini, "irregolari" e con precedenti di polizia, siano rimasti in Italia e nessuno abbia fatto niente per espellerli. Ad aprire una nuova polemica con le forze dell´ordine e la magistratura sul tema dell´immigrazione irregolare è il parlamentare e leader di An Enzo Raisi, che prende spunto dagli arresti delle tre guardie giurate della Patria finite ai domiciliari per le botte a due immigrati (con l´aggravante della discriminazione razziale) per chiedere conto dei controlli insufficienti e della mancata applicazione della Bossi-Fini.
Di più, c´è da chiedersi il perché del diverso trattamento riservato dalla polizia ai due migranti, fermati per un controllo da una "volante" nei giorni successivi alla denuncia: il più giovane fu portato al Cpt e il giudice di pace ha convalidato il trattenimento, in vista dell´espulsione, che però probabilmente non andrà a segno per motivi di giustizia. L´altro, anche lui clandestino, fu rilasciato e ieri ha cercato il suo avvocato, Gennaro Celentano, per parlare del pestaggio. «In passato era stato ospite del Cie di Bari, non era stato identificato e quindi rilasciato», dicono in Questura. E non solo. La notte del 13 febbraio, su richiesta della Patria, a Casalecchio intervennero i Cc, che portarono in caserma i due immigrati. E da lì, forse dopo il fotosegnalamento, furono lasciati liberi entrambi.
Vuole delle spiegazioni, Raisi. «Spero che le forze dell´ordine e la magistratura informino l´opinione pubblica di quali siano le motivazioni che hanno consentito alle due presunte vittime di rimanere nel nostro Paese senza i dovuti permessi e per quale motivo, benché avessero precedenti, potessero tranquillamente risiedere a Bologna senza che alcuna autorità procedesse all´espulsione come previsto dalla legge». Sul pestaggio, il parlamentare di An mostra tutta la sua preoccupazione per la "giustizia fai da te". «Se le accuse verranno confermate, queste rappresentano un brutto segnale d´allarme, poiché mai dovrà passare l´idea che qualcuno possa farsi "giustizia" da sé. E inoltre da chi esercita una professione così delicata ci si attende un comportamento irreprensibile che risponda pienamente al rispetto delle leggi. Se quanto è stato denunciato risponde a verità, auspico che le condanne siano esemplari».
di Carlo Gullotta
fonte: La Repubblica.it
sabato, 21 marzo 2009
Lecce (salento) – La banda della Croma colpisce sulla SS7ter alla svincolo Lecce-Novoli. Bottino 4.000 €. Lo speronano e gli puntano il mitra: attimi di terrore per un vigilantes di Veglie.Lo hanno seguito, speronato, affiancato e buttato fuori strada. Questo quanto verificatosi ieri sera intorno alla 20,45 circa sulla strada provinciale Trepuzzi-Novoli. Sono stati attimi di terrore per una guardia giurata di Veglie. In due, a bordo di una Croma nera, lo avrebbero affiancato e mandato fuori strada costringendolo a fermarsi. Poi lo avrebbero derubato di 2 plichi contenenti 4.000 € e della pistola di ordinanza.
La guardia giurata si è accorta dell’auto che lo seguiva, una Fiat Croma di colore nero quand’è giunto all’incrocio per Novoli sulla statale 7 ter. Dallo specchietto retrovisore il vigilantes ha notato l’auto che sul tettuccio presentava un lampeggiante blu. Subito dopo aver svoltato, ad appena 40mt dall’incrocio l’auto dei rapinatori ha affiancato la Fiat Punto della Velialpol mandandola fuori strada. Tutto si è svolto in pochi attimi. Dalla Croma sono scesi due individui con il volto coperto, uno dei due armato di mitraglietta ha costretto il vigilantes a sdraiarsi sull’asfalto mentre l’altro si è impossessato del denaro e della radio di servizio montata sulla Fiat Punto. Arraffato il bottino hanno disarmato la guardia giurata delle pistola di servizio e sono fuggiti.
Sul posto sono giunti i carabinieri della Compagni di Campi Salentina e della Stazione di Trepuzzi per effettuare i rilievi di rito e mettersi sulle tracce dei rapinatori.
fonte: il Paesenuovo.it
Eritreo picchiato e insultato. Arrestati due giovani
Immigrazione (foto Ansa) Bologna, 20 marzo 2009 - Tre guardie giurate sono finite agli arresti domiciliari con le accuse di lesioni personali e rapina, con l’aggravante della discriminazione razziale. I tre, raggiunti da un provvedimento del gip Bruno Giangiacomo richiesto dal pm Francesco Caleca, avrebbero partecipato al pestaggio di due marocchini di 38 e 45 anni nella notte tra il 12 e il 13 febbraio in un deposito ferroviario in via Don Minzoni a Casalecchio, che rientra tra gli obiettivi vigilati. Nelle fasi dell’aggressione, le guardie avrebbero anche sottratto ai nordafricani un cellulare con cui stavano chiamando il 112. Le indagini, condotte dalla squadra mobile, non sono concluse perché i feriti hanno detto di essere stati pestati da 5-6 persone, un numero che corrisponde a tre equipaggi di vigilanza. Ai domiciliari si trovano Raffaele Marano, 36enne di Corigliano Calabro, Davide Pirano, 27 anni, di Napoli, e Michele Boccuti, 34 anni, di Rossano, tutti residenti tra Bologna e provincia. Sono dipendenti dell’istituto di vigilanza La Patria, attualmente sospesi dal servizio e dalla retribuzione. L’inchiesta è iniziata con la comparsa dei due nordafricani, assai malconci, in un bar di Casalecchio dove hanno chiesto aiuto. Portati al Rizzoli, hanno avuto prognosi di 30 e 7 giorni per fratture e lesioni dovute a colpi di corpi contundenti. Uno aveva sulla spalla il segno della sagoma di una torcia elettrica che sarebbe stata usata per percuoterlo. Alla polizia hanno detto di essere stati vittime di una sorta di ‘spedizione punitiva’ delle guardie in seguito a precedenti screzi. Secondo la denuncia, uno dei tre li avrebbe minacciati con la pistola di servizio e gli stranieri sarebbero stati apostrofati con insulti razzisti del tipo ‘marocchini di m...’. I due sono irregolari, senza fissa dimora e hanno piccoli precedenti; portati in una struttura protetta, ne sono stati allontanati per il comportamento molesto. Il più giovane, denunciato successivamente per aver compiuto atti osceni in un supermercato, si trova attualmente al Cie di via Mattei. Il prologo alle botte sta in due episodi: uno ‘sgombero’ dei marocchini dallo stesso luogo avvenuto il 10 febbraio e una lite tra gli indagati e gli stranieri accaduta poche ore prima in una sala ippica di Casalecchio, quando intervennero anche i carabinieri. Le indagini hanno verificato tramite la traccia gps la presenza di un’auto della Patria per 40 minuti sul luogo del presunto pestaggio; i tre arrestati sono stati inoltre riconosciuti in un album fotografico tra i dipendenti dell’istituto. Alle tre guardie sono state ritirate le pistole, il porto d’armi e il decreto di abilitazione rilasciato dalla Prefettura.
L'avvocato della Patria, Giovanni Pollicelli, sottolinea che l’azienda ha dato «la massima collaborazione alle indagini: ci auguriamo che i fatti contestati non siano veri ma se confermati sarebbero molto gravi. In tal caso, il rapporto di lavoro verrà sicuramente risolto e la Patria si costituirà parte civile nel processo». Da oggi anche il collega di pattuglia di uno degli arrestati, che era sull’auto munita di gps ma non ha ricevuto provvedimenti cautelari, resterà a casa almeno per un po’. Il difensore di Marano e Piraino, avvocato Saverio Stano di Ferrara, respinge tutte le accuse: «Le uniche tre persone riconosciute in foto sono proprio le tre presenti alla precedente operazione del 10 febbraio: questo non può essere un caso e tale circostanza lascia molto perplessi. Le dichiarazioni dei due extracomunitari sono poco plausibili, anche alla luce di quanto avvenuto nel pomeriggio del 12 e documentato dall’intervento dei carabinieri: i due si procurarono lesioni da soli e uno tentò perfino di gettarsi sotto un bus». Il terzo arrestato è difeso dall’avvocato Sabrina Di Giampietro.
di Enrico Barbetti
fonte: Il Resto del Carlino
fonte: La Nazione
PRESENTAZIONE







