Alassandro Marmello interviene per le notizie shock provenienti da Roma, inerenti il blocco per la riforma sulle guardie giurate.
" E' una mossa politica fermare ora la riforma usando la scusa dell'investigatore privato che ha sparato ai poliziotti, tutto questo ha dell'incredibile! Come già noto a tutti, e come peraltro già ribatido da tutti i sindacati e le associazioni di categoria, gli investigatori non dovevano rientrare nella riforma riguardante le guardie giurate, inquanto non inerenti alle mansioni svolte dalle stesse. Per colpa di questo sgradevole episodio le stesse folze politiche che hanno spinto per inserire gli investigatori della riofrma, se ne lavano le mani e bloccano una riforma che ha come scopo primario la regolamentazione di un settore delicatissimo per la sicurezza sul territorio. La verità - contunua Marmello - è che bisognerebbe arrestare chi continua ad armare alcuni soggetti, il risultato è che per il momento chi pagherà le conseguenze di questo atto sono migliaia di lavoratori. Per far ritornare i politici sui loro passi adesso dovremo tornare a Roma per presidiare quella "tana" di Montecitorio".
Alessandro Ceolin responsabile SINALV-CISAL Varese, si unisce allo sgomento di Marmello "non avevo dubbi - afferma Celion - appena appreso la notizia della morte dei due poliziotti assassinati da un investigatore privato, subito mi è venuto il sospetto! e non mi ero sbagliato visto l'accaduto. Le forze politiche e non hanno subito strumentalizzato l'episodio per bloccare una riforma del settore che risale vergognosamente al 1931!
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