ROMA - «Ho il massimo rispetto per la polizia e i suoi sindacati indipendentemente dal colore politico. Ritengo comunque di precisare al signor Tronci che il disegno di legge bloccato alla Camera comprende sì gli investigatori privati, così come i portieri d’albergo e quant'altro, ma è un disegno di legge sulla riforma delle guardie giurate che attendono dal 1931». Così il senatore della Lega Nord Luigi Peruzzotti replica alle dichiarazioni del segretario nazionale dell’Usp in merito al ddl sulla sicurezza privata.
«Alla luce del gravissimo fatto di sangue avvenuto a Verona che ha visto due agenti di polizia barbaramente assassinati da un esponente nazionale di un’associazione degli investigatori privati», l’Usp (Unione sindacale di polizia) presieduto da Giampaolo Tronci ha invitato «tutti i parlamentari a non votare oppure a votare contro la legge di riforma del lavoro degli investigatori privati in discussione alla Camera». Nell’iter di discussione della proposta, tra l’altro, nel 2003 era stato sentito in commissione proprio lo sparatore di Verona, l'investigatore privato Andrea Arrigoni, 36 anni, di Osio Sotto (Bergamo).
«Più volte - spiega Peruzzotti - la Lega ha chiesto lo stralcio per la parte che riguarda gli investigatori anche perché al Senato, in commissione Affari costituzionali, c'è uno specifico disegno di legge presentato dal sen. Bettamio (Giampaolo Bettamio, di Forza Italia, ndr) e controfirmato dai senatori di tutti i gruppi che riguardano specificatamente la figura dell’investigatore privato. Basterebbe stralciare questa figura professionale dal ddl alla Camera - aggiunge l’esponente della Lega - e farlo proseguire con una certa sollecitudine per dare risposte concrete alle oltre 55 mila guardie giurate che lavorano nel Paese troppo spesso sottopagate e che rischiano quotidianamente la vita per una manciata di denari e senza alcuna tutela giuridica».
Il capogruppo del Carroccio in Regione Lombardia, Davide Boni, si dice «allibito» per la decisione del ministro dell’Interno, Giuseppe Pisanu, di congelare la riforma delle guardie giurate. «Da tempo noi chiediamo la riforma del settore che è vecchia di un secolo e serve a regolamentare la categoria di questi operatori - osserva Boni -. Bloccare l’iter della riforma significa mantenere una situazione di caos e di mancata professionalizzazione, che inevitabilmente favorisce il succedersi di episodi tragici come quello di Verona. Caro Pisanu, è inevitabile porsi una domanda: quali sono gli interessi che stanno alla base di questa decisione? Non certo quelli delle guardie giurate e nemmeno quelli dei cittadini, che con questa legge potrebbero contare su una sicurezza maggiore e più qualificata».
[La Padania: 24/02/2005]
sabato, 26 febbraio 2005
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