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sabato, 30 settembre 2006

MAGRO, ACCUSA RIDOTTA

Colpo di spugna della Cassazione su due assalti e sull’arsenale

È stata definita la nuova mala della Riviera del Brenta e del Piovese. Ma non è proprio così. In maggior parte sono gli ex uomini di Felice Maniero, che sono sopravvissuti dopo il suo arresto e il suo pentimento. Perchè i fatti sui quali ha finito di indagare il pubblico ministero Renza Cescon risalgono fino al 1987, quando Maniero era in attività, eccome. Il fatto è che l'ex boss permetteva ai suoi uomini di compiere autonomamente delle rapine. Decine e decine di colpi che avrebbero fruttato non meno di 20 milioni di euro. Sono trentanove le persone per le quali il sostituto procuratore Cescon si appresta a chiedere il rinvio a giudizio. Fra queste anche Mariano Magro, quarantaduenne di Legnaro. Ma l'ordinanza di custodia cautelare, impugnata dall'avvocato Carlo Augenti, difensore del pregiudicato, ha trovato un intoppo in Cassazione. I giudici della Suprema Corte hanno annullato il provvedimento restrittivo nella parte relativa alla presunta disponibilità di sette lotti di armi da guerra sui dieci contestati, per carenza di indizi. Con la stessa motivazione è stata annullata l'ordinanza in relazione alla partecipazione ad una rapina consumata a Rovigo il 25 gennaio 2001 e ad una tentata rapina commessa a Padova il 3 maggio 2002. Mariano Magro, tuttavia, rimane detenuto per l'assalto ad un furgone portavalori, consumato il 10 febbraio 1992, in via Vittorio Emanuele, a Caselle di Selvazzano. Mariano Magro era stato arrestato nel gennaio 1984 perchè sospettato di far parte della "banda della mazza e dei chiodi", terrore delle agenzie bancarie e degli uffici postali della provincia. Finito davanti ai giudici dieci mesi più tardi, era stato assolto per insufficienza di prove dall'accusa di rapina, ma era stato condannato a due anni e tre mesi di reclusione e 900 mila lire di multa per ricettazione, detenzione e porto abusivo di un revolver e di una pistola automatica. L'assalto di Caselle ebbe per obiettivo un blindato dell'Antoniano. A colpi di kalashnikov tre banditi, dopo aver ferito due vigilantes, si erano impossessati di 220 milioni. Scarcerato dal tribunale del riesame, ad inchiodare Magro sono le confessioni del pentito Stefano Galletto, ex luogotenente di Maniero.

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