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L' Associazione Centro Studi Sicurezza sezione Guardie Giurate è stata fondata formalmente nel 2001 da un gruppo di guardie giurate. Tra gli obiettivi primari, la volontà di riscattare una categoria lavorativa che da anni versa in condizioni disagiate grazie alla noncuranza delle Istituzioni e di alcune sigle sindacali.

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Presidente: 389/05522181 Segreteria: 389/0552165

 

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venerdì, 08 maggio 2009

Gli fanno comprare la pistola e lo licenziano. Il caso arriva in Prefettura
TORINO 08/05/2009 - Per inseguire il sogno di una vita e diventare guardia giurata ha speso una fortuna. D’altronde tra porto d’armi, pistola e altri accessori, i costi hanno fatto in fretta a lievitare oltre i mille euro. Ma una volta tagliato il traguardo, per Antonio L.T., 35 anni, moglie e tre figli a carico, la sicurezza di un posto di lavoro e la stabilità economica si sono rivelate solo un miraggio.



Appena due mesi, poi è arrivata la doccia fredda. Un noto istituto di vigilanza ha deciso di lasciarlo a casa da un giorno all’altro «Mi hanno licenziato senza nessun motivo - spiega Antonio - e ancora adesso dopo diversi mesi mi chiedo il perché. È stato un fulmine a ciel sereno, visto che non avevo ricevuto nessun richiamo formale, proprio non me lo spiego». Così Antonio, dopo aver investito tempo e denaro per trovare lavoro, si è ritrovato da un giorno all’altro disoccupato e disperato, visto che non sa più come pagare il mutuo di casa. «Non ho ricevuto nessuna tutela - racconta, mentre mostra la pistola che è ancora in suo possesso -, nei due mesi in cui ho lavorato sono stato mandato alla sbaraglio, non sono nemmeno stato affiancato per le prime settimane come tra l’altro prevede il regolamento interno. Ora chiedo di essere riassunto, anche perché senza lavoro fatico ad arrivare alla fine del mese».



Una vicenda, quella di Antonio, che ha fatto parecchio discutere nel mondo della vigilanza privata e che ora l’associazione delle guardie giurate ha portato addirittura sulla scrivania del prefetto Paolo Padoin. E a chiedere chiarimenti al prefetto sulle condizioni in cui sono costrette ad operare le guardie giurate è stato il segretario regionale ed il vice presidente nazionale del Centro Studi e Sicurezza Fabrizio Carbone, che si interroga anche sui criteri valutativi dei vari istituti di vigilanza soprattutto in relazione alle assunzioni dei nuovi operatori. «Il caso di Antonio - spiega Carbone -, è emblematico. L’istituto ha assunto un padre di famiglia con un contratto a tempo determinato, ha usufruito delle agevolazioni fiscali previste, e poi ha mandato allo sbaraglio una persona senza esperienza. È inaccettabile, Antonio dev’essere riassunto immediatamente».



Fin qui il caso umano, ma Carbone vuole porre l’accento soprattutto sulla facilità con cui si armano i privati cittadini per poi lasciarli a casa dopo pochi mesi. «È una situazione potenzialmente pericolosa - spiega -. Non si può armare così facilmente un padre di famiglia per poi lasciarlo a casa disperato e con una pistola in mano. E se qualcuno perdesse la testa? Serve una tutela maggiore per i nuovi operatori in un settore delicato com’è quello della vigilanza privata».



an.mag.

Cronacaqui
CentroStudiSicurezza alle ore 10:07
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mercoledì, 04 febbraio 2009

Centro Studi Sicurezza: Le guardie giurate incontreranno il Ministro Maroni a Milano
Il ministro dell’Interno Roberto Maroni incontrerà lunedì 9 febbraio dalle ore 20, presso la Sala “C” della sede della Lega Nord di Milano di via Bellerio le guardie giurate di tutta Italia.





E’ quanto annuncia Alessandro Marmello, presidente dell’associazione Centro Studi Sicurezza, organizzazione che da svariati anni si fa carico del disagio delle guardie giurate tentando, anche a livello legislativo, di apportare migliorie all’interno di questa tanto denigrata categoria. <<Questo convegno sarà un momento importante per tutti i colleghi. E’ da anni che attendiamo di poter parlare in maniera seria con un Ministro degli Interni che abbia realmente voglia di aiutare il lavoratore. Abbiamo estrema fiducia nell’operato del Ministro Maroni, in passato quando era Ministro del Welfare ha dimostrato di essere uomo di parola e di grande professionalità; per questo abbiamo deciso di organizzare un convegno per esporgli le principali difficoltà che quotidianamente una guardia giurata deve affrontare. E’ un convegno importante, lo dimostrano difatti anche i numeri dei partecipanti. Alcuni colleghi verranno a Milano da Roma, Napoli e persino dalla Sicilia, questo dimostra che c’è una categoria che, non solo attualmente non è ancora stata “sistemata” dal nuovo decreto legislativo, ma che versa ancora in un totale senso di smarrimento non sapendo cosa questo decreto contiene. La colpa, se di ciò si può parlare è principalmente di alcune organizzazioni sindacali e di alcune associazioni che sembra si divertano a creare scompiglio per montare volutamente gli animi ai colleghi. Ebbene noi non ci stiamo! La categoria deve sapere, proprio per questo abbiamo fortemente voluto questo convegno alla presenza del Ministro dell’Interno, vogliamo chiarezza e non la otterremo certamente con show o manifestazioni in piazza senza sapere lo scopo della stessa come spesso accade. Non siamo oltre 50.000 caproni come in molti ci definiscono, ma semplicemente tanti lavoratori poco organizzati e mal guidati da chi dovrebbe dare l’esempio>>.



Parteciperanno inoltre l’On. Laura Molteni (LNP), Assessore al Territorio e Urbanistica Regione Lombardia Davide Boni, il Presidente Gruppo Consiliare Regione Lombardia Stefano Galli, il Segretario nazionale UGL sicurezza civile Salvatore Licciardi, Giandomenico Foletto e Luca Poletti (S.G.S. Svizzera) che illustreranno gli aspetti giuridici delle guardie giurate in Europa. L’introduzione e l’organizzazione è a cura Alessandro Marmello Presidente dell’Associazione Centro Studi Sicurezza.



fonte: Julie News
CentroStudiSicurezza alle ore 10:53
comunicati, fatti di cronaca, comunicato stampa, articoli di giornale | commenti (popup)

domenica, 26 ottobre 2008

Guardie giurate: ''I suicidi sono all’ordine del giorno''
“È un lavoro altamente usurante, i suicidi sono all’ordine del giorno! Turni massacranti ed orari improbabili portano anche a tali gesti estremi quando si vivono situazioni difficili nella vita”. Commenta così il presidente dell’associazione Centro Studi Sicurezza, Alessandro Marmello, la notizia di cronaca legata al gesto estremo della guardia giurata 23enne dipendente della Coop Service che giovedì si è sparato con la propria pistola di ordinanza. “Purtroppo il nostro è un lavoro delicatissimo – continua -, se si hanno problemi familiari, squilibri sentimentali o altre mancanze, il nostro lavoro non fa che aggravare la situazione. Turni massacranti, orari improponibili e periodi di servizio notturni in situazioni disagiate o a forte impatto emotivo, come ad esempio cantieri desolati o addirittura cimiteri, a volte stravolgono totalmente la vita di una persona. Pensate di essere soli in un cimitero durante un giro di controllo, una cosa, qualunque cosa, vi sembrerà un’arma che spunta dal buio, una pistola o un ladro. Questa è una situazione stressante che a lungo andare usura e muta il vostro modo di essere. Se poi vi sono alle spalle problemi privati, il nostro lavoro porta all’esasperazione della situazione che in una condizione di normalità potrebbe portare al superamento dell’ostacolo stesso. Non tutte le guardie poi hanno un buon rapporto con la propria arma, molti vedono anche questo come motivo di stress e di responsabilità elevata. Purtroppo questi gesti estremi sono la conseguenza anche degli scarsi controlli sugli operatori!”. “Questo è uno dei nodi che vorremmo scogliere con il prossimo incontro previsto con il min. Maroni, sul tema della riforma del settore – conclude Marmello -. Non vogliamo che altri colleghi, a causa di una legge fallata possano essere soggetti a rischio, sia per la loro incolumità che per la sicurezza pubblica”.




Estensenews
CentroStudiSicurezza alle ore 18:04
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martedì, 30 settembre 2008

VIGNETTA CON PISTOLA, L'UNITÀ: «DA GASPARRI INDIGNAZIONE A SENSO UNICO»
La direzione si associa alle scuse presentate a Brunetta da Sergio Staino, curatore del settimanale satirico sul quale è comparsa la vignetta contestata, ma sottolinea: «Sorprende che le critiche arrivino dagli stessi ambienti che hanno sempre giustificato e tollerato gli espliciti riferimenti all'uso delle armi fatti da un autorevole esponente della maggioranza di governo, Umberto Bossi, in contesti non satirici ma evidentemente politici».



Concita De Gregorio, direttrice dell'Unità, si scusa con Renato Brunetta e con chiunque altro si sia sentito offeso dalla vignetta pubblicata ieri su "M", supplemento satirico del giornale in vendita in abbinamento ogni lunedì e curato da Sergio Staino, ma, in una nota pubblicata sul quotidiano, «fa tuttavia notare che Emme è un settimanale satirico ("periodico di filosofia da ridere e politica da piangere", si legge accanto alla testata) e che, dunque, l'evidenza del contesto non può ingenerare alcun sospetto di "ambiguità" sugli intenti della vignetta».

Il disegnatore Mauro Biani aveva rappresentato una guardia giurata in mobilità che, pistola in pugno, avvertiva il ministro Brunetta di un imminente "visita di cortesia".

La direzione dell'Unità inoltre, rispondendo al ministro Gasparri che era stato tra i primi a chiedere le scuse del quotidiano, «esprime sorpresa per le reazioni suscitate dalla vignetta negli stessi ambienti che hanno sempre giustificato e tollerato gli espliciti riferimenti all'uso delle armi fatti da un autorevole esponente della maggioranza di governo, Umberto Bossi, in contesti non satirici ma evidentemente politici».

Al coro di voci che chiedevano le scuse dell'Unità ieri si era aggiunto anche Alessandro Marmello, Presidente del Centro Studi Sicurezza Guardie Giurate.



fonte: L'Agenda News
CentroStudiSicurezza alle ore 15:05
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lunedì, 29 settembre 2008

UMORISMO DI CATTIVO GUSTO: LA CATEGORIA INSORGE
Vignetta su Brunetta: 'L'Unita' si vergogni profondamente'

La categoria insorge contro la redazione del quotidiano




Milano - "Non c’è assolutamente più rispetto per nessuno. Nemmeno dinnanzi alla violenza, alla disoccupazione e ai sacrifici che quotidianamente i lavoratori del comparto della sicurezza provata fanno!", E’ quanto ha affermata Alessandro Marmello, Presidente Nazionale Centro Studi Sicurezza Guardie Giurate, riferendosi alla vignetta pubblicata su 'Emme', supplemento satirico de l'Unità, dedicata a Renato Brunetta, ministro per la Pubblica amministrazione e innovazione. "Certo umorismo di pessima natura viene rimandato dritto al mittente! E’ scandaloso come una testata all’altezza dell’Unità, - ha spiegato - per dare contro al Governo, non si accorga di calpestare alcune cose tra le più sacre al mondo: La vita, il sacrificio del lavoratore e lo status depressionale causato dalla mancanza di esso, senza contare poi che il protagonista della vignetta punterebbe una pistola contro un Ministro". L'attacco nei confronti della redazione del quotidiano, da parte del presidente Nazionale 'Centro Studi Sicurezza Guardie Giurate', è piuttosto duro: "Cosa pensavano in quel momento i redattori? Pare così divertente un individuo disperato che decide di fare un gesto estremo come estirpare la vita ed un altro uomo? Perché scegliere una categoria già tanto disgraziata come quella delle guardie giurate?". "Rendo noto ai signori dell’Unità - ha continuato il presidente Marmello - che le guardie giurate fanno realmente 14h di straordinari, spesso per poco più di 1000€ in busta paga, semplicemente per difendere beni altrui che molto spesso portano aimé, alla perdita della vita stessa delle guardie giurate durante conflitti a fuoco in opposizione di atti criminosi come rapine in banca, supermercati, furgoni blindati etc… La categoria non lo trova divertente tutto questo, chiediamo pertanto al direttore Staimno, al vignettista Biani immediate scuse nei confronti della categori delle guardie giurate. Una vergogna senza limiti", ha concluso.



P.P.

La Voce d'Italia

CentroStudiSicurezza alle ore 19:48
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martedì, 09 settembre 2008

Ennesima guardia giurata morta: basta
Il Presidente della categoria intervistato dalla Voce d'Italia: "E' ora che questo massacro sia riconosciuto"



"Uccisioni barbare ignorate dai media, dalle istituzioni, dall'opinione pubblica". E' forte l'indignazione di Alessandro Marmello, Presidente del Centro Studi Sicurezza. L'ennesimo assassinio di una guardia giurata, domenica sera, è stata proprio l'ultima goccia.



La vittima è Giuseppe Minopoli. La guardia giurata si trovava come cliente nella pizzeria a Monteruscello(Pozzuoli). Una seratina tranquilla, una cena per festeggiare il ritorno a casa e quei pochi giorni di riposo. Poi i due rapinatori, l'intervento per difendere il titolare, gli spari e il sangue. Il presidente Marmetto, dopo l'omicidio, ha diffuso un comunicato stampa per sottolineare la "pericolosità del mestiere e di tutto ciò che ne consegue a livello umano". Lo abbiamo contattato per chiarimenti sulla vicenda:



Marmello, cosa dovrebbe garantire la riforma del regolamento che chiedete?

"Una riqualificazione dell'intero settore, nel riconoscimento che questo mestiere comporta gli stessi rischi in cui incorrono i Corpi di polizia istituzionali.

Fino a pochi anni fa, le guardie giurate non godevano nemmeno della qualifica di "incaricati per il pubblico servizio", così da poter disporre di uno stipendio più consono alla pericolosità del loro lavoro. Ora questa qualifica è stata ottenuta, ma solo per interessamento dell'Unione Europea, che ha ingiunto al Governo italiano, pena una sanzione pecuniaria, di adeguarsi alle norme, già adottate negli altri Paesi."



Ma questa qualifica risulta adeguata ed equivalente a quella degli altri membri Ue?

"Non ancora. L'obiettivo che intendiamo raggiungere attraverso una riforma è il riconoscimento dello status di "ausiliario per la pubblica sicurezza", che ci consentirebbe una maggiore libertà d'azione e di tutelarci meglio".



In pratica quali misure dovrebbero venire adottate?

"L' introduzione dell'indennità di rischio per il porto d'armi, ovvero per portare la pistola con sè. Non dimentichiamo che spesso i nostri uomini vengono attaccati dai criminali solo perchè hanno un'arma e vengono subito identificati come membri di un corpo di polizia, come nemici da abbattere. Anche quando non sono in servizio, come è accaduto con Minopoli. Se le cose stanno così, perchè non riconoscere i rischi corsi ogni momento da queste figure, al pari di poliziotti, carabinieri e guardie di finanza? Un altro punto è la maggiore libertà di azione, sia di intervento che di controllo preventivo, che negli altri Paesi è già realtà. E' capitato di frequente, in casi simili a quello di Minopoli, che il sacrificio di una guardia nello sventare un reato venga sminuito, quasi disprezzato - 'Voleva fare l'eroe..'. Al tempo stesso, però, se una guardia non interviene in particolari situazioni viene accusata di omissione di soccorso con aggravante. Tutto questo è contraddittorio e inconcepibile. Io non vedo alcuna differenza tra il gesto eroico del signore che ha salvato quei bimbi a Rovigo e quello di Minopoli. Solo che al primo è stata data maggiore risonanza mediatica e più risalto da parte delle istituzioni."



Silvia Podestà

La Voce d'Italia

CentroStudiSicurezza alle ore 14:54
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lunedì, 10 marzo 2008

Il Centro studi sicurezza interviene sul caso della guardia giurata presa in ostaggio
l centro Studi Sicurezza solidarizza con tutto il mondo dei lavoratori, sempre più al centro di sfortunati incidenti sul lavoro. "Purtroppo c’è anche da dire che non tutte le categorie lavorative hanno la stessa tutela a titolo sindacale e quindi vertono in condizioni contro ogni regola del buon senso e contro ogni diritto legato al lavoratore" accusa Alessandro Marmello, presidente dell’associazione Centro Studi Sicurezza "E’ questo il caso del comparto sicurezza ed in particolar modo dell’anello sensibile dello stesso, la categoria delle guardie particolari giurate che “vanta” record negativi in fatti sgradevoli come pestaggi, aggressioni armate, sottrazione di arma ed infine in caso di morti violente durante il regolare svolgimento delle proprie mansioni lavorative. Forse è proprio questa la differenza e la gravità collegata alla nostra categoria che ci discosta dalla casistica media degli incidenti sul lavoro.

Mentre nelle altre categorie la causa principale è la noncuranza dei “capi” nei confronti delle normali leggi collegate alla sicurezza del lavoratore debitamente unita ad un elemento casuale, se si esamina la casistica degli incidenti sul lavoro riconducibili a guardie giurate, ci si accorge che, unitamente alla noncuranza degli istituti di vigilanza nei confronti della sicurezza del lavoratore e alle lacune legislative, il fattore principale che distingue questa categoria (classificata come “operaio generico”) dalle altre è la presenza di menti criminali che deliberatamente decidono di eliminare fisicamente l’operatore della sicurezza. Mentre per altri quindi vi è un fattore non ben definito riconducibile alla casistica, qui si ha a che fare con menti criminali che studiano come eliminare la guardia giurata per raggiungere i loro scopi. Verrebbe quindi da domandarsi seriamente se valga realmente la pena per questi operai armati difendere quotidianamente questa sicurezza che per loro non è tutelata."



fonte: 055news.it
CentroStudiSicurezza alle ore 19:17
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lunedì, 03 dicembre 2007

GUARDIE GIURATE USATE COME CARNE DA MACELLO
(03/12/2007) - "Esistono lavoratori di seria “A”, serie “B” e poi le guardie giurate, la serie “Z”. Siamo oramai arrivati ad una rapina alla settimana, senza contare le centinaia di guardie ferite in servizio ed i quasi 50 morti in dieci anni ed i suicidi a causa dello stress lavorativo. “Per questo motivo – aggiunge Marmello è giunta ora che il Parlamento tutto si assuma le sue responsabilità e si occupi delle guardie giurate non solo sotto elezioni - auspico un'ampia mobilitazione a tal proposito il prima possibile.



fonte: IMGPress
CentroStudiSicurezza alle ore 19:24
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giovedì, 15 novembre 2007

FOTO DEL GIORNO

VIGILANTES DA FINI PER LA RIFORMA DELLE GUARDIE




<<Guardie giurate offresi>>. Questa la scritta sulla magliadei vigilantes che ieri, all'hotel Cavalieri, volevano lanciare una provocazione all'onorevole Gianfranco Fini pechè <<la categoria aspetta dal 1931 di essere riqualificata. E la riforma è sfumata per un soffio>> spiega amareggiato Alessandro Marmello del Centro Studi Sicurezza.




da il Giornale 7/11/2007

CentroStudiSicurezza alle ore 11:52
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domenica, 22 luglio 2007

STADI: IL CENTRO STUDI SICUREZZA PERPLESSO

Questa la notizia (già vociferata da tempo) pubblicata a mezzo stampa poche ore fa da un noti editoriali nazionali. La sicurezza negli stadi verrà "assicurata" da steward disarmati e supervisionati (uno ogni 20 uomini), da guardie particolari giurate (armate), perchè considerate personale altamente qualificato e all'altezza del compito di responsabilità assegnato loro. L'inquietante domanda che si cela dietro alla “genialità” di questa proposta avanzata dal Governo, sta nel vizio di forma alla base della stessa. Come può un semplice uomo disarmato ed una guardia particolare giurata, notoriamente ambedue prive di professionalità e di una figura giuridica alle spalle, tutelare un sito a rischio di incidenti (ricordiamo la morte dell’ispettore capo Filippo Raciti durante i violenti scontri tra polizia e tifoserie inferocite, durante la partita Catania-Palermo), che non riescono a tutelare nemmeno le forze dell’ordine? Con l'affermazione dell' ultim'ora della volontà da parte del Governo di voler inserire la guardia giurata all'interno di un circuito a rischio, che solo agenti di polizia e carabinieri riuscirebbero a contrastare, si afferma quindi che i vigilantes sono personale qualificato ed altamente professionale. Falso, e l’attuale Governo ne è a conoscenza. A questo punto, non si comprende la costante opposizione da parte di questo Governo, a voler approvare la riforma del settore a favore delle guardie stesse. Ricordiamo che la guardia giurata è inquadrata da un Regio Decreto del 1931, che non ne specifica ad oggi i compiti le mansioni e la qualifica sia professionale che giuridica.



L'ultimo tentativo da parte della ns. associazione di trasformare realmente la guardia giurata in personale qualificato, risale proprio al periodo dei violenti scontri negli stadi durante Catania-Palermo, grazie anche alla disponibilità dell'On. Margiotta e il Sen. Boccia. Il ns. intento di allora, è stato quello di presentare in aula parlamentare delle modifiche agli emendamenti in discussione proprio per tutelare la sicurezza durante le partite di calcio. Abbiamo voluto, presentando quelle modifiche, far tutelare la sicurezza pubblica, ed inoltre tutelare la guardia giurata facendole ottenere maggiori competenze quali il titolo di incaricato di pubblico servizio (se impiegato in enti privati) e ausiliare di pubblica sicurezza (se impiegato enti pubblici).



Questa richiesta legittima del Centro Studi Sicurezza (associazione nazionale per la tutela delle guardie giurate) a difesa del lavoratore, è stata dichiarata in commissione da parte dell’attuale Governo inammissibile. A questo punto pare chiaro che sia totalmente inaccettabile e da criminali ciò che il Governo vuole attuare: mandare allo sbando semplici steward senza competenze adeguate, coordinati da guardie giurate senza la preparazione e la qualifica giuridica per poter effettuare serenamente un servizio di sicurezza pubblica altamente a rischio quale la tutela della sicurezza negli stadi. Se le forze dell’ordine (notoriamente i massimi esponenti per la sicurezza pubblica nel nostro paese), non sono stati in grado di sopprimere con facilità le sommosse dei tifosi inferociti, come potrebbero farlo degli steward e delle semplici guardie giurate?





fonte: Violaweb

CentroStudiSicurezza alle ore 13:00
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giovedì, 11 gennaio 2007

SELEZIONATI E SEI BENEMERITI DELL'ANNO

Medaglia d'oro ad Enrico Morandi, il collega scomparso nel tragico assalto al portavalori nel lodigiano grazie all'impegno del Centro Studi Sicurezza e all'interessamento dei consiglieri Rossi, Augussori e all'On. Gibelli.


Marmello: <<Un ultimo saluto al collega Morandi>>


In allegato l'articolo riguardante la notizia inoltratoci da "Il Cittadino". Per visualizzare la notizia cliccare QUI

CentroStudiSicurezza alle ore 16:02
fatti di cronaca, articoli di giornale | commenti (1) (popup)