Per informazioni: Alessandro Marmello: 349/3430009 centrostudisicurezza@libero.it
mercoledì, 08 aprile 2009
Per informazioni: Alessandro Marmello: 349/3430009 centrostudisicurezza@libero.it
giovedì, 12 marzo 2009
Lo afferma Alessandro Marmello Presidente dell’associazione Centro Studi Sicurezza sezione Guardie Particolari Giurate.
mercoledì, 04 febbraio 2009
Parteciperanno inoltre l’On. Laura Molteni (LNP), Assessore al Territorio e Urbanistica Regione Lombardia Davide Boni, il Presidente Gruppo Consiliare Regione Lombardia Stefano Galli, il Segretario nazionale UGL sicurezza civile Salvatore Licciardi, Giandomenico Foletto e Luca Poletti (S.G.S. Svizzera) che illustreranno gli aspetti giuridici delle guardie giurate in Europa. L’introduzione e l’organizzazione è a cura Alessandro Marmello Presidente dell’Associazione Centro Studi Sicurezza.
fonte: Julie News
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lunedì, 29 settembre 2008
La categoria insorge contro la redazione del quotidiano
Milano - "Non c’è assolutamente più rispetto per nessuno. Nemmeno dinnanzi alla violenza, alla disoccupazione e ai sacrifici che quotidianamente i lavoratori del comparto della sicurezza provata fanno!", E’ quanto ha affermata Alessandro Marmello, Presidente Nazionale Centro Studi Sicurezza Guardie Giurate, riferendosi alla vignetta pubblicata su 'Emme', supplemento satirico de l'Unità, dedicata a Renato Brunetta, ministro per la Pubblica amministrazione e innovazione. "Certo umorismo di pessima natura viene rimandato dritto al mittente! E’ scandaloso come una testata all’altezza dell’Unità, - ha spiegato - per dare contro al Governo, non si accorga di calpestare alcune cose tra le più sacre al mondo: La vita, il sacrificio del lavoratore e lo status depressionale causato dalla mancanza di esso, senza contare poi che il protagonista della vignetta punterebbe una pistola contro un Ministro". L'attacco nei confronti della redazione del quotidiano, da parte del presidente Nazionale 'Centro Studi Sicurezza Guardie Giurate', è piuttosto duro: "Cosa pensavano in quel momento i redattori? Pare così divertente un individuo disperato che decide di fare un gesto estremo come estirpare la vita ed un altro uomo? Perché scegliere una categoria già tanto disgraziata come quella delle guardie giurate?". "Rendo noto ai signori dell’Unità - ha continuato il presidente Marmello - che le guardie giurate fanno realmente 14h di straordinari, spesso per poco più di 1000€ in busta paga, semplicemente per difendere beni altrui che molto spesso portano aimé, alla perdita della vita stessa delle guardie giurate durante conflitti a fuoco in opposizione di atti criminosi come rapine in banca, supermercati, furgoni blindati etc… La categoria non lo trova divertente tutto questo, chiediamo pertanto al direttore Staimno, al vignettista Biani immediate scuse nei confronti della categori delle guardie giurate. Una vergogna senza limiti", ha concluso.P.P.
La Voce d'Italia
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lunedì, 08 settembre 2008
Casertanews
mercoledì, 30 luglio 2008
Lo afferma Alessandro Marmello, Presidente dell’associazione di categoria Centro Studi Sicurezza
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giovedì, 22 maggio 2008
Torino, 20 maggio 2008.
Al di là del folle gesto cui si è reso responsabile il collega e per il quale procederanno gli organi competenti, dissento fortemente quando lo stesso Dott.Suttini afferma con estrema tranquillità che” i vigilantes vengono periodicamente sottoposti a visite mediche” e nella fattispecie neurologiche, capaci di individuare varie ed eventuali alterazioni psichiche…. I famigerati certificati “anamnestici” o i “test psicologici” cui si riferisce il Dott. Suttini hanno una valenza fondamentale ai fini del rilascio del porto d’armi per difesa personale, in quanto esentano gli Istituti di Vigilanza da qualsiasi responsabilità derivante da un uso improprio e sconsiderato dell’arma; viene rilasciato dal proprio medico di base sulle dichiarazioni del proponente, che ammesso e non concesso sia affetto da gravi patologie (droghe, alcool, epilessia, etc etc…) di sicuro non lo dichiarerebbe mai, specie se ciò gli pregiudicasse il lavoro.
Altro passaggio fondamentale, sono i criteri valutativi con cui il personale della vigilanza privata viene assunto, istruito, dotato di un’arma al seguito (un preciso Decreto Legge ne regolamenta il libero possesso su tutto il territorio nazionale, senza limiti di chilometraggio e orario e anche fuori dal servizio)…. e mandato in mezzo alla gente ad operare, peraltro senza sapere NULLA dei precedenti risvolti professionali e psicologici dello stesso; in parole povere, manovalanza allo stato puro, che nella maggior parte dei casi viene apostrofato come personale specializzato.
La vigilanza privata è diventata un serbatoio occupazionale all’interno del quale si riversa un esercito di dilettanti; da una parte persone regolari, bisognose di un posto di lavoro e dall’altra pazzi scatenati, poliziotti mancati e pseudo-sceriffi che non hanno la minima cognizione di come si detenga un’arma; in tutta questa confusione gli Istituti di vigilanza che fanno? Prendono posizione a mezzo stampa, elencando in maniera mnemonica quello che l’attuale regolamento procedurale prevede in materia di assegnazione di responsabilità: falso zelo o coscienza da ripulire?
Sulla base della mia esperienza in questo settore, posso asserire con assoluta certezza che allo stato attuale, la vigilanza privata (sempre più in aumento e con un volume d’affari di 2 MLD di euro all’anno…) è ben lontana da quelli che dovrebbero essere gli elevati standard di sicurezza cui l’Europa si è già da tempo adeguata.
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lunedì, 03 dicembre 2007
fonte: IMGPress
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venerdì, 03 agosto 2007
COMUNICATO STAMPA
Dopo il sanguinoso conflitto a fuoco finito in tragedia per il collega Renda, vi è stato un inaspettato tam-tam mediatico fatto di comunicati stampa, articoli di giornale telegiornali come non succedeva da tempo nei confronti della categoria. Quello che forse si è dimenticato è che è morto un uomo, un collega, in circostanze estreme come tutte le guardie giurate potrebbero vivere in qualunque momento; Rende, purtroppo, quel momento lo ha vissuto due giorni fa.
Fa piacere, nel dolore, finalmente vedere tanto interesse per la categoria, lo stesso interesse che vorremmo avvenisse anche in Parlamento per ripagare le svariate volte che il Governo ha bocciato la riforma del settore che sicuramente non avrebbe permesso a quel furgone blindato di viaggiare con solo 2 membri a bordo invece di 3. Fa ancora più piacere vedere lo slancio di comunicati stampa dei vari sindacati di categoria che si offrono ai media con variegati pareri più o meno opinabili, dimenticando che i morti negli ultimi 10 anni sono 43 e non 36. La cosa che più indigna la categoria, visto il loro presenzialismo a mezzi stampa, è il loro totale assenteismo sul campo. Dove sono i sindacati quando vi sono turni irregolari? Per quale motivo fanno operare colleghi in servizi senza le più semplici norme igienico-sanitarie? Dove sono quando alcuni colleghi vengono assoldati nonostante non siano ancora in possesso di decreto? 800€ al mese è uno stipendio per cui vale la pena morire? Consiglierei loro di concentrarsi maggiormente in una sola battaglia che non è sicuramente quella mediatica, fatta di opinioni, per dedicarsi maggiormente allo scopo primario del sindacato. La tutela del lavoratore, evitando così tragedia come quella di Reggio Calabria.
E' questo che fa male, che fa dolore che ci fa morire dentro seppur in vita. La consapevolezza di non essere tutelati istituzionalmente e a livello sindacale. Serve una seria presa di posizione forte affinché certi personaggi la smettano di pensare ai propri interessi monetari e pensino realmente per il bene della categoria. Glielo chiedono le 52.000 guardia particolari giurate che ogni giorno indossano il giubbotto anti proiettili, e sperano che quello non sia per l'oro l'ultimo.
E’ quanto afferma Alessandro Marmello il presidente dell’associazione Centro Studi Sicurezza per la tutela dei diritti della guardie giurate.
Alessandro Marmello
Pres. Associazione Centro Studi Sicurezza
giovedì, 02 agosto 2007
CATEGORIA A RISCHIO ABBANDONATA DALLO STATO
"In questo momento così doloroso tutto il nostro cordoglio va alla famiglia Rende, al cui dolore ci uniamo": Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e coordinatore federale del Movimento Giovani Padani, e Alessandro Marmello, presidente dell'Associazione Centro Studi Sicurezza, commentano l'uccisione della Guardia giurata durante una tentata rapina "Quanto successo a Reggio Calabria è l'ennesima drammatica conferma - afferma Grimoldi - che sul fronte sicurezza questo governo è totalmente assente. Non solo la criminalità può spadroneggiare ovunque, ma chi la combatte viene colpevolmente abbandonato dallo Stato. Chi rischia la propria vita per la sicurezza degli altri merita maggiore attenzione dal Governo". "La nostra categoria è disperata e si unisce al dolore della famiglia Rende - spiega Marmello, impegnato con la sua associazione nella tutela delle guardie giurate -. Siamo in balia dell'anarchia e della criminalità organizzata. Occorre una seria revisione della categoria in positivo al fine di creare una figura che sia in grado di opporsi in maniera professionale ad attacchi paramilitari ad opera di malviventi. Le istituzioni devono muoversi affinché questo bagno di sangue termini e non vi siano più morti innocenti tra le fila delle guardie giurate. Non possiamo più permettere che 55.000 lavoratori e padri di famiglia siano abbandonati per strada in balia della criminalità più feroce. I contorni di questa storia appaiono dalle poche notizie pubblicate a mezzo stampa poco chiare. Pare infatti dalle ricostruzioni - conclude Marmello - che le guardie a bordo del blindato fossero solo 2 mentre per regolamento debbono essere 3. Se questo fosse avvenuto chiediamo l'immediato intervento del Ministero dell'Interno per verificare per quale motivo questi istituti privati continuano ad evadere le regole».
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mercoledì, 01 agosto 2007
COMUNICATO STAMPA
Ennesimo fatto di sangue sulle strade italiane. Questa mattina a Reggio Calabria durante un tentativo di rapina ai danni di un furgone portavalori, muore guardia giurata e seguito di conflitto a fuoco aperto con i banditi. <<La categoria è disperata e si unisce al dolore della famiglia Rende >>. E’ quello che afferma il presidente Marmello dell’associazione Centro Studi Sicurezza, per la tutela della categoria delle guardie giurate <<siamo in balia dell’anarchia e della criminalità organizzata. Urge protezione ed interessamento da parte delle istituzioni, purtroppo i vertici del Governo debbono comprendere che non siamo più dinnanzi alle spaccate con il mattone degli anni ’50, qui siamo ai tempi dei furgoni blindati attaccati con kasnikov, bombe al plastico ed ordigni di precisione. Occorre una seria revisione della categoria in positivo al fine di creare una figura che sia in grado di opporsi in maniera professionale ad attacchi paramilitari ad opera di malviventi. Le istituzioni devono muoversi affinché questo bagno di sangue termini e non vi siano più morti innocenti tra le fila delle guardie giurate. Non possiamo più permettere che 55.000 lavoratori e padri di famiglia siano abbandonati per strada in balia della criminalità più feroce.
I contorni di questa storia appaiono dalle poche notizie pubblicate a mezzo stampa poco chiare. Pare infatti dalle ricostruzioni che le guardie a bordo del blindato fossero solo 2 mentre per regolamento debbono essere 3. Se questo fosse avvenuto chiediamo l’immediato intervento del Ministero dell’Interno per verificare per quale motivo questi istituti privati continuano ad evadere le regole.
Forse il destino di Rende è un monito per il Governo a prendere finalmente dei provvedimenti, il collega ci ha lasciati in via “Ecco Homo” ecco l’uomo, morto, ucciso da criminali per colpa della noncuranza delle istituzioni e dei sindacati nei confronti della categoria.
PRESENTAZIONE







