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L' Associazione Centro Studi Sicurezza sezione Guardie Giurate è stata fondata formalmente nel 2001 da un gruppo di guardie giurate. Tra gli obiettivi primari, la volontà di riscattare una categoria lavorativa che da anni versa in condizioni disagiate grazie alla noncuranza delle Istituzioni e di alcune sigle sindacali.

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"A.I.C.A.D" - MILANO

Allevatore Istruttore Cinofilo Angel Dog Sandro Arrivabene.

Presidente: 389/05522181 Segreteria: 389/0552165

 

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mercoledì, 08 aprile 2009

TERREMOTO IN ABRUZZO: DIMOSTRIAMO IL GRANDE CUORE DELLE GUARDIE GIURATE
MILANO - Il Centro Studi Sicurezza, associazione baluardo delle guardie giurate italiane, si fa carico di raccogliere fondi da devolvere alle popolazioni terremotate in Abruzzo. Si appella al gran cuore di tutte le guardie giurate italiane il suo presidente Marmello, affinchè donino anche solo 1 € a favore di chi ha perso tutto in una sola notte. "Vogliamo dimostrare che le guardie giurate hanno un gran cuore, con questi soldi aiuteremo chi non ha più nulla. Siamo 54.000 in tutta Italia, auspico quindi di riuscire a raccogliere una cifra dignitosa" Chi vorrà fare una donazione può contattare via mail l'associazione Centro Studi Sicurezza  indicando l'importo da donare. Verranno rilasciate le coordinate bancarie alle quali inviare il danaro.



Per informazioni: Alessandro Marmello: 349/3430009 centrostudisicurezza@libero.it




CentroStudiSicurezza alle ore 10:39
fatti di cronaca, comunicato stampa | commenti (1) (popup)

giovedì, 12 marzo 2009

Mantovano incontra tavolo con le associazioni di categoria. Marmello: vogliono ascoltare solo le campane degli imprenditori.
<<Amarezza e rassegnazione. Purtroppo il lavoratore come sempre è messo all'angolo dai potentati; di questo passo non cambierà mai nulla nella sicurezza privata. Mantovano durante l'ex Governo Berlusconi aveva garantito la legge sulle guardie giurate, che lui stesso cassò poco dopo. Adesso è sua premura incontrare le associazioni di vigilanza, che altro non sono che la voce del padrone, lo stesso padrone che nell'ambito della vigilanza privata costringe i lavoratori al lavoro pesante anche oltre le 12 ore giornaliere, gli stessi padroni inoltre che in molti casi spingono le guardie giurate a lavorare in servizi con condizioni a dir poco agghiaccianti e che nemmeno nel Terzo mondo oserebbero proporre ad un lavoratore in nome del rispetto dei diritti umani. A volte sembra che ai "piani alti" si dimentichino che per poter garantire realmente la sicurezza bisognerebbe garantire condizioni lavorative dignitose ai alle guardie particolari giurate, ma per fare questo occorrebbe armarsi di buona volontà e trovarsi faccia a faccia con i lavoratori per ascoltare i loro disagi invece di affidarsi a tecnicismi per sentito dire. Tutto questo ha realmente dell'assurdo. Le associazioni di categoria inoltre hanno parlato di crisi con il sottosegretario Mantovano, quando poco tempo fa molte delle associazioni presenti all'incontro hanno sbandierato con orgoglio utili in entrata pari ai 250milioni di euro. Questa sarebbe crisi? Il mio timore è che questi individui tra poco sull'onda della pseudo-crisi lasceranno le tariffe uguali agli utenti finali abbassando gli stipendi alle guardie giurate o addirittura ingaggeranno sempre più manovalanza disarmata per pagarla sempre meno affossando così definitivamente le guardie giurate armate in nome dell’ingordigia camuffata da tecniche di risparmio anti-crisi. Come sempre quelle dette oggi sono solo belle parole, mentre sul lavoratore pende un cartello con scritto GAME OVER>>.





Lo afferma Alessandro Marmello Presidente dell’associazione Centro Studi Sicurezza sezione Guardie Particolari Giurate.

CentroStudiSicurezza alle ore 21:10
comunicati, comunicato stampa | commenti (12) (popup)

mercoledì, 04 febbraio 2009

Centro Studi Sicurezza: Le guardie giurate incontreranno il Ministro Maroni a Milano
Il ministro dell’Interno Roberto Maroni incontrerà lunedì 9 febbraio dalle ore 20, presso la Sala “C” della sede della Lega Nord di Milano di via Bellerio le guardie giurate di tutta Italia.





E’ quanto annuncia Alessandro Marmello, presidente dell’associazione Centro Studi Sicurezza, organizzazione che da svariati anni si fa carico del disagio delle guardie giurate tentando, anche a livello legislativo, di apportare migliorie all’interno di questa tanto denigrata categoria. <<Questo convegno sarà un momento importante per tutti i colleghi. E’ da anni che attendiamo di poter parlare in maniera seria con un Ministro degli Interni che abbia realmente voglia di aiutare il lavoratore. Abbiamo estrema fiducia nell’operato del Ministro Maroni, in passato quando era Ministro del Welfare ha dimostrato di essere uomo di parola e di grande professionalità; per questo abbiamo deciso di organizzare un convegno per esporgli le principali difficoltà che quotidianamente una guardia giurata deve affrontare. E’ un convegno importante, lo dimostrano difatti anche i numeri dei partecipanti. Alcuni colleghi verranno a Milano da Roma, Napoli e persino dalla Sicilia, questo dimostra che c’è una categoria che, non solo attualmente non è ancora stata “sistemata” dal nuovo decreto legislativo, ma che versa ancora in un totale senso di smarrimento non sapendo cosa questo decreto contiene. La colpa, se di ciò si può parlare è principalmente di alcune organizzazioni sindacali e di alcune associazioni che sembra si divertano a creare scompiglio per montare volutamente gli animi ai colleghi. Ebbene noi non ci stiamo! La categoria deve sapere, proprio per questo abbiamo fortemente voluto questo convegno alla presenza del Ministro dell’Interno, vogliamo chiarezza e non la otterremo certamente con show o manifestazioni in piazza senza sapere lo scopo della stessa come spesso accade. Non siamo oltre 50.000 caproni come in molti ci definiscono, ma semplicemente tanti lavoratori poco organizzati e mal guidati da chi dovrebbe dare l’esempio>>.



Parteciperanno inoltre l’On. Laura Molteni (LNP), Assessore al Territorio e Urbanistica Regione Lombardia Davide Boni, il Presidente Gruppo Consiliare Regione Lombardia Stefano Galli, il Segretario nazionale UGL sicurezza civile Salvatore Licciardi, Giandomenico Foletto e Luca Poletti (S.G.S. Svizzera) che illustreranno gli aspetti giuridici delle guardie giurate in Europa. L’introduzione e l’organizzazione è a cura Alessandro Marmello Presidente dell’Associazione Centro Studi Sicurezza.



fonte: Julie News
CentroStudiSicurezza alle ore 10:53
comunicati, fatti di cronaca, comunicato stampa, articoli di giornale | commenti (popup)

lunedì, 29 settembre 2008

UMORISMO DI CATTIVO GUSTO: LA CATEGORIA INSORGE
Vignetta su Brunetta: 'L'Unita' si vergogni profondamente'

La categoria insorge contro la redazione del quotidiano




Milano - "Non c’è assolutamente più rispetto per nessuno. Nemmeno dinnanzi alla violenza, alla disoccupazione e ai sacrifici che quotidianamente i lavoratori del comparto della sicurezza provata fanno!", E’ quanto ha affermata Alessandro Marmello, Presidente Nazionale Centro Studi Sicurezza Guardie Giurate, riferendosi alla vignetta pubblicata su 'Emme', supplemento satirico de l'Unità, dedicata a Renato Brunetta, ministro per la Pubblica amministrazione e innovazione. "Certo umorismo di pessima natura viene rimandato dritto al mittente! E’ scandaloso come una testata all’altezza dell’Unità, - ha spiegato - per dare contro al Governo, non si accorga di calpestare alcune cose tra le più sacre al mondo: La vita, il sacrificio del lavoratore e lo status depressionale causato dalla mancanza di esso, senza contare poi che il protagonista della vignetta punterebbe una pistola contro un Ministro". L'attacco nei confronti della redazione del quotidiano, da parte del presidente Nazionale 'Centro Studi Sicurezza Guardie Giurate', è piuttosto duro: "Cosa pensavano in quel momento i redattori? Pare così divertente un individuo disperato che decide di fare un gesto estremo come estirpare la vita ed un altro uomo? Perché scegliere una categoria già tanto disgraziata come quella delle guardie giurate?". "Rendo noto ai signori dell’Unità - ha continuato il presidente Marmello - che le guardie giurate fanno realmente 14h di straordinari, spesso per poco più di 1000€ in busta paga, semplicemente per difendere beni altrui che molto spesso portano aimé, alla perdita della vita stessa delle guardie giurate durante conflitti a fuoco in opposizione di atti criminosi come rapine in banca, supermercati, furgoni blindati etc… La categoria non lo trova divertente tutto questo, chiediamo pertanto al direttore Staimno, al vignettista Biani immediate scuse nei confronti della categori delle guardie giurate. Una vergogna senza limiti", ha concluso.



P.P.

La Voce d'Italia

CentroStudiSicurezza alle ore 19:48
comunicati, fatti di cronaca, comunicato stampa, articoli di giornale | commenti (4) (popup)

lunedì, 08 settembre 2008

Guardia giurata uccisa, categoria chiede intervento Maroni
LAVORO | Napoli – "Eppure questa è l'ennesima guardia uccisa barbaramente! Nessuno tiene in considerazione la pericolosità di indossare una divisa e di portarsi dietro un'arma. Mi rivolgo direttamente al Ministro Maroni ed agli organi di competenza per spingerli a rivedere immediatamente la norma che regolamenta la categoria perché operare quotidianamente in tali condizioni di inferiorità e senza la tutela adeguata è come mandare branchi di animali al macello. Le guardie giurate sono loro malgrado le prime divise che un delinquente vede nelle strade italiane. Siamo un esercito senza tutele che purtroppo ha grandi numeri ma poche risorse. Il criminale vede le guardie al pari di polizia e carabinieri quindi il primo bersaglio da abbattere. Spesso la guardia giurata dinnanzi a reati ha l'obbligo d'intervento (art 52 codice penale), d'altro canto il criminale avvista una divisa e tenta di abbatterla con tutti i mezzi. Nonostante questo, nessuno ammette la pericolosità del nostro mestiere e il riconoscimento a livello umano di tutto ciò che ne consegue. Il collega di Napoli è l'ultimo di una lunghissima lista che in più di 10 anni è arrivato a quota 48. L'associazione si unisce al cordoglio della famiglia. Come portavoce della categoria mi domando però cosa aspettano le Istituzioni prima di aiutarci? Provocatoriamente sappiano che siamo pronti anche ad autotassarci e fare una raccolta fondi per avere una riforma del settore in tempi brevi! Ci facciano solo sapere chi vuole prendersene carico". Lo afferma Alessandro Marmello Presidente Ass.Naz. Centro Studi Sicurezza



Casertanews
CentroStudiSicurezza alle ore 11:13
fatti di cronaca, comunicato stampa | commenti (2) (popup)

mercoledì, 30 luglio 2008

COMUNICATO STAMPA
L’ennesima guardia ferita nel tentativo di sventare una rapina. <<Non è una novità e nemmeno un caso, le guardie giurate sono costantemente in strada e spesso sono le prime divise a trovarsi direttamente al tiro dei malviventi>>. <<Ciò che è avvenuto è certamente in conflitto con il ruolo che in quel momento il collega di Napoli stava svolgendo, tuttavia bisogna comprendere che in uno stato di emergenza sicurezza, con una elevata carenza di forze dell’ordine in pattugliamento nelle città, le guardie giurate sono loro malgrado spesso coinvolte in conflitti a fuoco contro i malviventi. Per questo sentiamo di appoggiare pienamente l’operato del Ministro Maroni di mobilitare i militari in supporto delle forze dell’ordine per aumentare la sicurezza nelle nostre città. Il collega Vincenzo Angelino, certamente ha reagito a fin di bene sentendosi l’unica risposta ai criminali, i quali non scordiamoci reagiscono sempre in maniera violenta aprendo conflitti a fuoco alla vista delle guardie giurate.>>



Lo afferma Alessandro Marmello, Presidente dell’associazione di categoria Centro Studi Sicurezza


CentroStudiSicurezza alle ore 20:52
comunicati, fatti di cronaca, comunicato stampa | commenti (5) (popup)

giovedì, 22 maggio 2008

GUARDIA GIURATA: LA SOTTILE DIFFERENZA TRA ONNIPOTENZA E LUCIDITA’
di Fabrizio Carbone (guardia giurata Mondialpol TORINO e Segretario Regionale del Centro Studi Sicurezza)




Torino, 20 maggio 2008.




“Sulla base di quanto accaduto in data 18/05/2008 (n.d.r.) ritengo l’intervento a mezzo stampa del direttore dell’ufficio legale della Sicuritalia, Dott. SUTTINI del tutto fuori luogo, irrilevante ai fini giuridici e con carico di argomentazioni inutili, quasi a voler giustificare un’eventuale inadempienza da parte dell’Istituto da cui dipendeva Raffaele Cesarano.

Al di là del folle gesto cui si è reso responsabile il collega e per il quale procederanno gli organi competenti, dissento fortemente quando lo stesso Dott.Suttini afferma con estrema tranquillità che” i vigilantes vengono periodicamente sottoposti a visite mediche” e nella fattispecie neurologiche, capaci di individuare varie ed eventuali alterazioni psichiche…. I famigerati certificati “anamnestici” o i “test psicologici” cui si riferisce il Dott. Suttini hanno una valenza fondamentale ai fini del rilascio del porto d’armi per difesa personale, in quanto esentano gli Istituti di Vigilanza da qualsiasi responsabilità derivante da un uso improprio e sconsiderato dell’arma; viene rilasciato dal proprio medico di base sulle dichiarazioni del proponente, che ammesso e non concesso sia affetto da gravi patologie (droghe, alcool, epilessia, etc etc…) di sicuro non lo dichiarerebbe mai, specie se ciò gli pregiudicasse il lavoro.

Altro passaggio fondamentale, sono i criteri valutativi con cui il personale della vigilanza privata viene assunto, istruito, dotato di un’arma al seguito (un preciso Decreto Legge ne regolamenta il libero possesso su tutto il territorio nazionale, senza limiti di chilometraggio e orario e anche fuori dal servizio)…. e mandato in mezzo alla gente ad operare, peraltro senza sapere NULLA dei precedenti risvolti professionali e psicologici dello stesso; in parole povere, manovalanza allo stato puro, che nella maggior parte dei casi viene apostrofato come personale specializzato.

La vigilanza privata è diventata un serbatoio occupazionale all’interno del quale si riversa un esercito di dilettanti; da una parte persone regolari, bisognose di un posto di lavoro e dall’altra pazzi scatenati, poliziotti mancati e pseudo-sceriffi che non hanno la minima cognizione di come si detenga un’arma; in tutta questa confusione gli Istituti di vigilanza che fanno? Prendono posizione a mezzo stampa, elencando in maniera mnemonica quello che l’attuale regolamento procedurale prevede in materia di assegnazione di responsabilità: falso zelo o coscienza da ripulire?

Sulla base della mia esperienza in questo settore, posso asserire con assoluta certezza che allo stato attuale, la vigilanza privata (sempre più in aumento e con un volume d’affari di 2 MLD di euro all’anno…) è ben lontana da quelli che dovrebbero essere gli elevati standard di sicurezza cui l’Europa si è già da tempo adeguata.
CentroStudiSicurezza alle ore 09:55
comunicati, comunicato stampa, le vostre lettere | commenti (28) (popup)

lunedì, 03 dicembre 2007

GUARDIE GIURATE USATE COME CARNE DA MACELLO
(03/12/2007) - "Esistono lavoratori di seria “A”, serie “B” e poi le guardie giurate, la serie “Z”. Siamo oramai arrivati ad una rapina alla settimana, senza contare le centinaia di guardie ferite in servizio ed i quasi 50 morti in dieci anni ed i suicidi a causa dello stress lavorativo. “Per questo motivo – aggiunge Marmello è giunta ora che il Parlamento tutto si assuma le sue responsabilità e si occupi delle guardie giurate non solo sotto elezioni - auspico un'ampia mobilitazione a tal proposito il prima possibile.



fonte: IMGPress
CentroStudiSicurezza alle ore 19:24
comunicati, fatti di cronaca, comunicato stampa, articoli di giornale | commenti (12) (popup)

venerdì, 03 agosto 2007

ASSALTO AL PORTAVALORI A REGGIO CALABRIA

COMUNICATO STAMPA



Dopo il sanguinoso conflitto a fuoco finito in tragedia per il collega Renda, vi è stato un inaspettato tam-tam mediatico fatto di comunicati stampa, articoli di giornale telegiornali come non succedeva da tempo nei confronti della categoria. Quello che forse si è dimenticato è che è morto un uomo, un collega, in circostanze estreme come tutte le guardie giurate potrebbero vivere in qualunque momento; Rende, purtroppo, quel momento lo ha vissuto due giorni fa.



Fa piacere, nel dolore, finalmente vedere tanto interesse per la categoria, lo stesso interesse che vorremmo avvenisse anche in Parlamento per ripagare le svariate volte che il Governo ha bocciato la riforma del settore che sicuramente non avrebbe permesso a quel furgone blindato di viaggiare con solo 2 membri a bordo invece di 3. Fa ancora più piacere vedere lo slancio di comunicati stampa dei vari sindacati di categoria che si offrono ai media con variegati pareri più o meno opinabili, dimenticando che i morti negli ultimi 10 anni sono 43 e non 36. La cosa che più indigna la categoria, visto il loro presenzialismo a mezzi stampa, è il loro totale assenteismo sul campo. Dove sono i sindacati quando vi sono turni irregolari? Per quale motivo fanno operare colleghi in servizi senza le più semplici norme igienico-sanitarie? Dove sono quando alcuni colleghi vengono assoldati nonostante non siano ancora in possesso di decreto? 800€ al mese è uno stipendio per cui vale la pena morire? Consiglierei loro di concentrarsi maggiormente in una sola battaglia che non è sicuramente quella mediatica, fatta di opinioni, per dedicarsi maggiormente allo scopo primario del sindacato. La tutela del lavoratore, evitando così tragedia come quella di Reggio Calabria.



E' questo che fa male, che fa dolore che ci fa morire dentro seppur in vita. La consapevolezza di non essere tutelati istituzionalmente e a livello sindacale. Serve una seria presa di posizione forte affinché certi personaggi la smettano di pensare ai propri interessi monetari e pensino realmente per il bene della categoria. Glielo chiedono le 52.000 guardia particolari giurate che ogni giorno indossano il giubbotto anti proiettili, e sperano che quello non sia per l'oro l'ultimo.



E’ quanto afferma Alessandro Marmello il presidente dell’associazione Centro Studi Sicurezza per la tutela dei diritti della guardie giurate.



Alessandro Marmello

Pres. Associazione Centro Studi Sicurezza


CentroStudiSicurezza alle ore 15:48
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giovedì, 02 agosto 2007

GRIMOLDI (LEGA NORD): GUARDIA GIURATA UCCISA

CATEGORIA A RISCHIO ABBANDONATA DALLO STATO





"In questo momento così doloroso tutto il nostro cordoglio va alla famiglia Rende, al cui dolore ci uniamo": Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e coordinatore federale del Movimento Giovani Padani, e Alessandro Marmello, presidente dell'Associazione Centro Studi Sicurezza, commentano l'uccisione della Guardia giurata durante una tentata rapina "Quanto successo a Reggio Calabria è l'ennesima drammatica conferma - afferma Grimoldi - che sul fronte sicurezza questo governo è totalmente assente. Non solo la criminalità può spadroneggiare ovunque, ma chi la combatte viene colpevolmente abbandonato dallo Stato. Chi rischia la propria vita per la sicurezza degli altri merita maggiore attenzione dal Governo". "La nostra categoria è disperata e si unisce al dolore della famiglia Rende - spiega Marmello, impegnato con la sua associazione nella tutela delle guardie giurate -. Siamo in balia dell'anarchia e della criminalità organizzata. Occorre una seria revisione della categoria in positivo al fine di creare una figura che sia in grado di opporsi in maniera professionale ad attacchi paramilitari ad opera di malviventi. Le istituzioni devono muoversi affinché questo bagno di sangue termini e non vi siano più morti innocenti tra le fila delle guardie giurate. Non possiamo più permettere che 55.000 lavoratori e padri di famiglia siano abbandonati per strada in balia della criminalità più feroce. I contorni di questa storia appaiono dalle poche notizie pubblicate a mezzo stampa poco chiare. Pare infatti dalle ricostruzioni - conclude Marmello - che le guardie a bordo del blindato fossero solo 2 mentre per regolamento debbono essere 3. Se questo fosse avvenuto chiediamo l'immediato intervento del Ministero dell'Interno per verificare per quale motivo questi istituti privati continuano ad evadere le regole».



CentroStudiSicurezza alle ore 11:58
comunicati, fatti di cronaca, comunicato stampa | commenti (6) (popup)

mercoledì, 01 agosto 2007

ASSALTO ALLE POSTE , GUARDIA MORTA A REGGIO CALABRIA

COMUNICATO STAMPA


Ennesimo fatto di sangue sulle strade italiane. Questa mattina a Reggio Calabria durante un tentativo di rapina ai danni di un furgone portavalori, muore guardia giurata e seguito di conflitto a fuoco aperto con i banditi. <<La categoria è disperata e si unisce al dolore della famiglia Rende >>. E’ quello che afferma il presidente Marmello dell’associazione Centro Studi Sicurezza, per la tutela della categoria delle guardie giurate <<siamo in balia dell’anarchia e della criminalità organizzata. Urge protezione ed interessamento da parte delle istituzioni, purtroppo i vertici del Governo debbono comprendere che non siamo più dinnanzi alle spaccate con il mattone degli anni ’50, qui siamo ai tempi dei furgoni blindati attaccati con kasnikov, bombe al plastico ed ordigni di precisione. Occorre una seria revisione della categoria in positivo al fine di creare una figura che sia in grado di opporsi in maniera professionale ad attacchi paramilitari ad opera di malviventi. Le istituzioni devono muoversi affinché questo bagno di sangue termini e non vi siano più morti innocenti tra le fila delle guardie giurate. Non possiamo più permettere che 55.000 lavoratori e padri di famiglia siano abbandonati per strada in balia della criminalità più feroce.



I contorni di questa storia appaiono dalle poche notizie pubblicate a mezzo stampa poco chiare. Pare infatti dalle ricostruzioni che le guardie a bordo del blindato fossero solo 2 mentre per regolamento debbono essere 3. Se questo fosse avvenuto chiediamo l’immediato intervento del Ministero dell’Interno per verificare per quale motivo questi istituti privati continuano ad evadere le regole.



Forse il destino di Rende è un monito per il Governo a prendere finalmente dei provvedimenti, il collega ci ha lasciati in via “Ecco Homo” ecco l’uomo, morto, ucciso da criminali per colpa della noncuranza delle istituzioni e dei sindacati nei confronti della categoria.

CentroStudiSicurezza alle ore 16:22
comunicati, comunicato stampa | commenti (4) (popup)