fonte: IMGPress
lunedì, 03 dicembre 2007
fonte: IMGPress
comunicati, fatti di cronaca, comunicato stampa, articoli di giornale | commenti (12) | commenti (12) (popup)
venerdì, 03 agosto 2007
COMUNICATO STAMPA
Dopo il sanguinoso conflitto a fuoco finito in tragedia per il collega Renda, vi è stato un inaspettato tam-tam mediatico fatto di comunicati stampa, articoli di giornale telegiornali come non succedeva da tempo nei confronti della categoria. Quello che forse si è dimenticato è che è morto un uomo, un collega, in circostanze estreme come tutte le guardie giurate potrebbero vivere in qualunque momento; Rende, purtroppo, quel momento lo ha vissuto due giorni fa.
Fa piacere, nel dolore, finalmente vedere tanto interesse per la categoria, lo stesso interesse che vorremmo avvenisse anche in Parlamento per ripagare le svariate volte che il Governo ha bocciato la riforma del settore che sicuramente non avrebbe permesso a quel furgone blindato di viaggiare con solo 2 membri a bordo invece di 3. Fa ancora più piacere vedere lo slancio di comunicati stampa dei vari sindacati di categoria che si offrono ai media con variegati pareri più o meno opinabili, dimenticando che i morti negli ultimi 10 anni sono 43 e non 36. La cosa che più indigna la categoria, visto il loro presenzialismo a mezzi stampa, è il loro totale assenteismo sul campo. Dove sono i sindacati quando vi sono turni irregolari? Per quale motivo fanno operare colleghi in servizi senza le più semplici norme igienico-sanitarie? Dove sono quando alcuni colleghi vengono assoldati nonostante non siano ancora in possesso di decreto? 800€ al mese è uno stipendio per cui vale la pena morire? Consiglierei loro di concentrarsi maggiormente in una sola battaglia che non è sicuramente quella mediatica, fatta di opinioni, per dedicarsi maggiormente allo scopo primario del sindacato. La tutela del lavoratore, evitando così tragedia come quella di Reggio Calabria.
E' questo che fa male, che fa dolore che ci fa morire dentro seppur in vita. La consapevolezza di non essere tutelati istituzionalmente e a livello sindacale. Serve una seria presa di posizione forte affinché certi personaggi la smettano di pensare ai propri interessi monetari e pensino realmente per il bene della categoria. Glielo chiedono le 52.000 guardia particolari giurate che ogni giorno indossano il giubbotto anti proiettili, e sperano che quello non sia per l'oro l'ultimo.
E’ quanto afferma Alessandro Marmello il presidente dell’associazione Centro Studi Sicurezza per la tutela dei diritti della guardie giurate.
Alessandro Marmello
Pres. Associazione Centro Studi Sicurezza
comunicati, comunicato stampa | commenti (10) | commenti (10) (popup)
giovedì, 02 agosto 2007
CATEGORIA A RISCHIO ABBANDONATA DALLO STATO
"In questo momento così doloroso tutto il nostro cordoglio va alla famiglia Rende, al cui dolore ci uniamo": Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e coordinatore federale del Movimento Giovani Padani, e Alessandro Marmello, presidente dell'Associazione Centro Studi Sicurezza, commentano l'uccisione della Guardia giurata durante una tentata rapina "Quanto successo a Reggio Calabria è l'ennesima drammatica conferma - afferma Grimoldi - che sul fronte sicurezza questo governo è totalmente assente. Non solo la criminalità può spadroneggiare ovunque, ma chi la combatte viene colpevolmente abbandonato dallo Stato. Chi rischia la propria vita per la sicurezza degli altri merita maggiore attenzione dal Governo". "La nostra categoria è disperata e si unisce al dolore della famiglia Rende - spiega Marmello, impegnato con la sua associazione nella tutela delle guardie giurate -. Siamo in balia dell'anarchia e della criminalità organizzata. Occorre una seria revisione della categoria in positivo al fine di creare una figura che sia in grado di opporsi in maniera professionale ad attacchi paramilitari ad opera di malviventi. Le istituzioni devono muoversi affinché questo bagno di sangue termini e non vi siano più morti innocenti tra le fila delle guardie giurate. Non possiamo più permettere che 55.000 lavoratori e padri di famiglia siano abbandonati per strada in balia della criminalità più feroce. I contorni di questa storia appaiono dalle poche notizie pubblicate a mezzo stampa poco chiare. Pare infatti dalle ricostruzioni - conclude Marmello - che le guardie a bordo del blindato fossero solo 2 mentre per regolamento debbono essere 3. Se questo fosse avvenuto chiediamo l'immediato intervento del Ministero dell'Interno per verificare per quale motivo questi istituti privati continuano ad evadere le regole».
comunicati, fatti di cronaca, comunicato stampa | commenti (6) | commenti (6) (popup)
mercoledì, 01 agosto 2007
COMUNICATO STAMPA
Ennesimo fatto di sangue sulle strade italiane. Questa mattina a Reggio Calabria durante un tentativo di rapina ai danni di un furgone portavalori, muore guardia giurata e seguito di conflitto a fuoco aperto con i banditi. <<La categoria è disperata e si unisce al dolore della famiglia Rende >>. E’ quello che afferma il presidente Marmello dell’associazione Centro Studi Sicurezza, per la tutela della categoria delle guardie giurate <<siamo in balia dell’anarchia e della criminalità organizzata. Urge protezione ed interessamento da parte delle istituzioni, purtroppo i vertici del Governo debbono comprendere che non siamo più dinnanzi alle spaccate con il mattone degli anni ’50, qui siamo ai tempi dei furgoni blindati attaccati con kasnikov, bombe al plastico ed ordigni di precisione. Occorre una seria revisione della categoria in positivo al fine di creare una figura che sia in grado di opporsi in maniera professionale ad attacchi paramilitari ad opera di malviventi. Le istituzioni devono muoversi affinché questo bagno di sangue termini e non vi siano più morti innocenti tra le fila delle guardie giurate. Non possiamo più permettere che 55.000 lavoratori e padri di famiglia siano abbandonati per strada in balia della criminalità più feroce.
I contorni di questa storia appaiono dalle poche notizie pubblicate a mezzo stampa poco chiare. Pare infatti dalle ricostruzioni che le guardie a bordo del blindato fossero solo 2 mentre per regolamento debbono essere 3. Se questo fosse avvenuto chiediamo l’immediato intervento del Ministero dell’Interno per verificare per quale motivo questi istituti privati continuano ad evadere le regole.
Forse il destino di Rende è un monito per il Governo a prendere finalmente dei provvedimenti, il collega ci ha lasciati in via “Ecco Homo” ecco l’uomo, morto, ucciso da criminali per colpa della noncuranza delle istituzioni e dei sindacati nei confronti della categoria.
comunicati, comunicato stampa | commenti (4) | commenti (4) (popup)
domenica, 22 luglio 2007
Questa la notizia (già vociferata da tempo) pubblicata a mezzo stampa poche ore fa da un noti editoriali nazionali. La sicurezza negli stadi verrà "assicurata" da steward disarmati e supervisionati (uno ogni 20 uomini), da guardie particolari giurate (armate), perchè considerate personale altamente qualificato e all'altezza del compito di responsabilità assegnato loro. L'inquietante domanda che si cela dietro alla “genialità” di questa proposta avanzata dal Governo, sta nel vizio di forma alla base della stessa. Come può un semplice uomo disarmato ed una guardia particolare giurata, notoriamente ambedue prive di professionalità e di una figura giuridica alle spalle, tutelare un sito a rischio di incidenti (ricordiamo la morte dell’ispettore capo Filippo Raciti durante i violenti scontri tra polizia e tifoserie inferocite, durante la partita Catania-Palermo), che non riescono a tutelare nemmeno le forze dell’ordine? Con l'affermazione dell' ultim'ora della volontà da parte del Governo di voler inserire la guardia giurata all'interno di un circuito a rischio, che solo agenti di polizia e carabinieri riuscirebbero a contrastare, si afferma quindi che i vigilantes sono personale qualificato ed altamente professionale. Falso, e l’attuale Governo ne è a conoscenza. A questo punto, non si comprende la costante opposizione da parte di questo Governo, a voler approvare la riforma del settore a favore delle guardie stesse. Ricordiamo che la guardia giurata è inquadrata da un Regio Decreto del 1931, che non ne specifica ad oggi i compiti le mansioni e la qualifica sia professionale che giuridica.
L'ultimo tentativo da parte della ns. associazione di trasformare realmente la guardia giurata in personale qualificato, risale proprio al periodo dei violenti scontri negli stadi durante Catania-Palermo, grazie anche alla disponibilità dell'On. Margiotta e il Sen. Boccia. Il ns. intento di allora, è stato quello di presentare in aula parlamentare delle modifiche agli emendamenti in discussione proprio per tutelare la sicurezza durante le partite di calcio. Abbiamo voluto, presentando quelle modifiche, far tutelare la sicurezza pubblica, ed inoltre tutelare la guardia giurata facendole ottenere maggiori competenze quali il titolo di incaricato di pubblico servizio (se impiegato in enti privati) e ausiliare di pubblica sicurezza (se impiegato enti pubblici).
Questa richiesta legittima del Centro Studi Sicurezza (associazione nazionale per la tutela delle guardie giurate) a difesa del lavoratore, è stata dichiarata in commissione da parte dell’attuale Governo inammissibile. A questo punto pare chiaro che sia totalmente inaccettabile e da criminali ciò che il Governo vuole attuare: mandare allo sbando semplici steward senza competenze adeguate, coordinati da guardie giurate senza la preparazione e la qualifica giuridica per poter effettuare serenamente un servizio di sicurezza pubblica altamente a rischio quale la tutela della sicurezza negli stadi. Se le forze dell’ordine (notoriamente i massimi esponenti per la sicurezza pubblica nel nostro paese), non sono stati in grado di sopprimere con facilità le sommosse dei tifosi inferociti, come potrebbero farlo degli steward e delle semplici guardie giurate?
fonte: Violaweb
comunicati, fatti di cronaca, comunicato stampa, articoli di giornale | commenti (12) | commenti (12) (popup)
domenica, 13 agosto 2006
Il Centro Studi Sicurezza e tutta la categoria delle guardie giurate esprimono cordoglio per l’assassinio del collega morto in servizio a Cuneo, sollevando moltissime polemiche sulle condizioni lavorative legate alla professione della guardia giurata.
Alessandro Marmello, presidente del centro studi sicurezza è furibondo ripensando alla semplicità con la quale molti colleghi vengono privati della propria vita in servizio. <<E’ la 45° vittima il 15 anni- riferisce Marmello- chiederemo al capo dello Stato la medaglia d’oro al valor civile per il Rizzani. Il collega si è sentito in dovere di intervenire in quanto in quel momento il garante della sicurezza in quel luogo era lui. I ragazzi, sollevando la rissa, hanno commesso un reato, ed il collega ha solo svolto il suo dovere>>.
<<Molti colleghi si sono immolati per difendere la sicurezza collettiva a discapito della propria vita, morendo spesso, come accade nella nostra categoria, in silenzio>>. <<Ed in silenzio –attacca Marmello- il mondo della politica ci ha voltato più volte le spalle, rifiutando per le guardie giurate una riforma che avrebbe potuto dare quantomeno maggiore dignità e sicurezza a questa professione. Oggi si muore da poliziotti e si viene pagati da operaio generico. Vi sono obiettivi da presidiare che necessitano di più guardie nello stesso luogo, ma per gli istituti di vigilanza impiegare più di un uomo significa pagare più personale, quindi poco importa se rischiano la loro vita, la cosa importante per i capi è il guadagno. Ci vorrebbero adeguati regolamenti di servizio che obblighino gli istituti di vigilanza ad impiegare più uomini in servizi a rischio. Il silenzio politico e dei sindacati in queste occasioni è assordante – conclude Marmello- ed è vergognoso che essi facciano orecchie da mercante con fatti di questo genere ed una categoria ridotta in queste condizioni.
Alessandro Marmello
pubblicato da: Viterbocittà.it, Targatocn
martedì, 04 luglio 2006
martedì, 06 giugno 2006
Alessandro Marmello
Presidente associazione
Centro Studi Sicurezza
Sez.Guardie Giurate
(6 giugno 2006-19:15 )
fonte: Caserta Sette
fatti di cronaca, comunicato stampa | commenti (6) | commenti (6) (popup)
venerdì, 02 giugno 2006
Alessandro Marmello
Presidente associazione
Centro Studi Sicurezza
Sez.Guardie Giurate
fatti di cronaca, comunicato stampa, assalti a portavalori | commenti (7) | commenti (7) (popup)
venerdì, 07 aprile 2006
Guardie giurate, via libera al contratto
Soddisfazione da parte della Lega Nord per aver sciolto il nodo del Contratto nazionale di lavoro per la categoria delle guardie giurate. Il confronto per dare il via libera al rinnovo era da tempo arenato: soltanto la mediazione del ministro del Welfare Roberto Maroni ha consentito di sbloccare il decreto legge 66/03. Il contenzioso riguardava, in particolare, l’organizzazione dell’orario di lavoro per gli Istituti di vigilanza privata. La svolta è avvenuta grazie all’incontro avvenuto giorni fa tra il ministro Maroni e Alessandro Marmello, presidente del Centro studi sicurezza, associazione settoriale che si occupa di guardie giurate. «Tutta la categoria- dichiara Marmello - ringrazia sentitamente il ministro Maroni e la Lega Nord per l'impegno mostrato per le guardie giurate in tutti questi anni».
La Lega capitanata dal senatore Peruzzotti ha dato battaglia sino a poche settimane fa in Parlamento per far approvare la riforma delle guardie giurate, sfortunato emendamento presente inoltre nel noto decreto “Mille Proroghe”, approvato in prima battuta e bocciato qualche ora dopo.
Dal canto suo, il responsabile del Welfare si è detto «soddisfatto per la firma del decreto». Il provvedimento è stato controfirmato anche dal ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu: un sigillo che consente alla categoria di poter rinnovare, secondo le proprie aspettative, il contratto di lavoro alla luce delle nuove normative in materia. «Si tratta di un grande risultato sul quale, ormai poco speravamo - ha affermato Salvatore Licciardi, segretario Nazionale dell’Ugl Sicurezza Civile - Nell’incontro dei prossimi giorni con le Associazioni datoriali chiederemo l’immediato via libera alla parte economica del nuovo contratto». Licciardi ha aggiunto che «la decisione assunta lo scorso 4 aprile di revocare lo sciopero è scaturita solo grazie alle ampie rassicurazioni ricevute dal ministero del Lavoro in merito al via libera sul decreto interministeriale. Un’altra conferma, l’abbiamo ricevuta ieri durante l'incontro presso il dicastero con le parti sociali».
Alessandra Tortini
fonte La Padania 07/04/2006
comunicato stampa, sindacalisti e sindacati, ccnl | commenti (50) | commenti (50) (popup)
domenica, 26 marzo 2006
MARMELLO, CONTRO KALASHNICOV E BOMBE LE GPG SONO SOLO BERSAGLI MOBILI ALLA MERCE' DEI MALVIVENTI
La rapina avvenuta quest'oggi a Cremona illustra oramai lo scenario tipico che tutte le guardie giurate in servizio su furgoni blindati rischiano quotidianamente. Bande di malviventi armati sino ai denti senza scrupoli né morale di tanto in tanto mettono a segno rapine da milioni di euro usando metodi da commando contro guardie giurate troppo spesso senza i mezzi necessari per contrapporsi a questi accaniti professionisti della rapina. La rapina di oggi aggiunge un particolare che tutto fa pensare tranne che ad un atto o una rapina fatta da pochi disperati senza esperienza. I banditi, secondo le ricostruzioni, avevano collocato un ordigno esplosivo sotto al furgone al fine di farlo esplodere e creare attimi di panico tra il personale a bordo del mezzo blindato che, di li a poco sarebbero scesi in seguito all'avaria del mezzo. Questa scena è frutto di un piano ben preciso e minuzioso ad opera di gente abituata a compiere atti criminali in stile militaresco. Dovrebbe essere cura dei vari Questori e Prefetti indagare a fondo per comprendere la motivazione per cui sul territorio vi sono personaggi armati con kalashnikov ed altre armi militari che adoperano tecniche da "commando". Non si comprende invece perché per questa categoria non vengano fatti accertamenti in questo senso al fine di bloccare questi attacchi da parte di bande di malavitosi. Come sempre invece in questo settore vige la legge del silenzio e dell'omertà da parte di alcuni colleghi, sindacati ma soprattutto da parte di alcune lobby politiche che, avendo troppi interessi da tutelare nel campo della sicurezza, tendono ad insabbiare alcune verità del settore. La riforma delle guardie giurate è stato un temerario tentativo di sfondare questo muro di acciaio che costringe la categoria ad operare in condizioni pietose per 680€ mensili. Per ovvi motivi e per interessi personali di alcuni politici, questa riforma che avrebbe permesso alle guardie giurate di migliorare le loro condizioni, è stata bloccata da sciacalli che tutto hanno tranne che una moralità.
Alessandro Marmello
Presidente Centro Studi Sicurezza
comunicati, comunicato stampa | commenti (4) | commenti (4) (popup)
PRESENTAZIONE






