fonte: La Repubblica
lunedì, 26 ottobre 2009
fonte: La Repubblica
giovedì, 08 ottobre 2009
mercoledì, 07 ottobre 2009
Il materiale, chiaramente, poteva trarre in inganno le persone alle quali fosse esibito. Durante il sopralluogo, gli agenti della squadra mobile hanno rinvenuto anche due cartucce calibro 9 con ogiva incamiciata e due parti meccaniche scomposte di una pistola semiautomatica, la cui detenzione è proibita per legge. Nell’appartamento c’erano inoltre le divise degli istituti di vigilanza di cui l’uomo faceva parte.
I poliziotti hanno poi eseguito un’altra perquisizione, nell’abitazione di una guardia giurata tuttora in servizio, F.D., di 65 anni, residente fuori provincia. In questo caso gli agenti hanno trovato uno sfollagente telescopico e 15 proiettili dell’arma in dotazione. L’uomo è stato sanzionato amministrativamente per il possesso del maganello vietato e perchè non ha comunicato alla Questura il trasferimento dell’arma di servizio da una residenza all’altra.
fonte: IWG.it
venerdì, 02 ottobre 2009
mercoledì, 30 settembre 2009
A queste richieste della difesa si sono opposti sia la parte civile, sia la pubblica accusa.
Proprio quest’ultima, rappresentata in aula dal sostituto procuratore generale Salvatore Di Landro che oggi ha sostituito Francesco Neri, ha chiesto il rinvio del dibattimento per consentire al pg Neri di interloquire sulle richieste istruttorie avanzate dalla difesa. La Corte ha quindi deciso di rinviare il processo all’udienza che si terrà il prossimo 26 ottobre. I sei imputati Giovan Battista Familiari, 35 anni, Marco Marino, 30 anni, Santo Familiari, 40 anni, Giuseppe Papalia, 37 anni, Domenicoantonio Papalia, 31 anni e Francesco Giuseppe Gullì, 27 anni, riconosciuti colpevoli, sono stati condannati in primo grado alla pena dell’ergastolo.
fonte: Melitonline
sabato, 12 settembre 2009
I quattro, pero', erano sprovvisti di documenti o qualsiasi altro effetto che possa contribuire a ricostruire la vicenda. Considerati professionisti, ognuno di loro, al momento dell'interrogatorio, ha raccontato versione diverse sulla provenienza a Imperia C'e' chi ha detto di essere giunto in auto, chi in aereo e chi in nave. Non avendo documenti, inoltre, sono stati identificati tramite impronte digitali. Rimangono, dunque, alcuni interrogativi da chiarire. Tra gli interrogativi da chiarire, c'e' anche quello della base logistica. E', infatti, probabile che qualcuno li abbia ospitati, ignaro che si trattasse di rapinatori.
Erano circa le 15.35, ieri, quando e' scattato l'allarme. Una signora, preoccupata alla vista di un uomo che stava trascinando in banca la donna, ha composto il numero del 112. L'operatore di centrale ha subito capito che poteva trattarsi di una rapina, e non di una lite tra fidanzati e sono cosi' partite cinque pattuglie. I carabinieri hanno fatto irruzione in banca e ai banditi non e' rimasto che arrendersi. Al momento della rapina erano presenti nell'istituto di credito 14 persone: 6 dipendenti e 8 clienti.
Sono cosi' finiti in carcere: Giuseppe Giuliano, 25 anni; Marco Pasca, 28 anni; Salvatore Scalia, 35 anni e Girolamo Federico, di 38 anni. Sono tutti pregiudicati di Palermo ed alcuni hanno precedenti specifici. Il bottino, consistente in circa 30.000 euro e 3.000 dollari statunitensi che aveva ordinato un cliente, e' stato riconsegnato alla banca. Una guardia giurata, che passava casualmente dalle parti della banca, avendo saputo dell'irruzione in corso, ha voluto dare il proprio contributo, indossando il giubbotto antiproiettile e partecipando alla cornice di sicurezza. L'indagine e' coordinata dal pubblico ministero Filippo Maffeo.
di Fabrizio Tenerelli
fonte: Riviera24.it
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martedì, 08 settembre 2009
fonte: Il Mattino
fonte: Napolitoday
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venerdì, 28 agosto 2009
mercoledì, 26 agosto 2009
Il pm, ora, dovrà sentire i testimoni presenti nel supermercato al momento del tentativo di rapina per valutare le condotta della guardia giurata e chiarire l’esatta dinamica e la tempistica dell’episodio. «È stato un attimo, ho visto l’uomo con il coltello, e ho mirato in basso», ha subito spiegato Milena C. ai carabinieri. Secondo una prima ricostruzione fatta dagli investigatori, la vigilante della Vis Legnano, quando ha sparato il colpo che ha ferito il rapinatore tra la coscia e il gluteo, si trovava a una distanza di circa 4-6 metri dall’uomo, che era sulla porta del supermercato. Il malvivente, Ernesto Arezio, milanese di 43 anni con precedenti penali, si era già fatto consegnare i 140 euro della cassa, minacciando la cassiera con un coltello e stava uscendo. Resta da accertare se l’uomo fosse completamente girato di spalle quando ha ricevuto il colpo, o - come sostiene l’indagata - fosse ancora rivolto dalla sua parte. Milena, mentre il rapinatore si stava allontanando, gli avrebbe gridato di fermarsi prima di esplodere un colpo con la pistola, una Glock semiautomatica, che teneva nella borsetta. Quindi l’avrebbe inseguito e sparato un secondo colpo in aria. Arezio era riuscito a salire su una Renault Clio ma aveva percorso soltanto poche centinaia di metri, finendo la sua corsa contro un muro. Sarebbe riuscito a scappare, invece, il complice del rapinatore.
In difesa della guardia giurata si schiera Romano La Russa, assessore regionale all’Industria e coordinatore provinciale del Pdl, secondo cui «non bisogna mettere la croce addosso a persone che rischiano la vita ogni giorno». «Sarà il magistrato a valutare - conclude l’assessore - e non ci deve essere indulgenza per chi preme il grilletto troppo facilmente. Ma non credo sia questo il caso. Per ora sappiamo che c’era un rapinatore armato e una cittadina abituata a difendere gli altri». Anche la Lega difende la vigilate indagata. «Noi - spiega Matteo Salvini, capogruppo del Carroccio in Comune - restiamo sempre e comunque con guardie giurate, tabaccai, vigili e gioiellieri. Lei ha fatto il proprio lavoro e sicuramente non avrà problemi con la giustizia. Noi, se vorrà, le saremo vicini».
fonte: Il Giornale.it
sabato, 25 luglio 2009
PRESENTAZIONE







