PRESENTAZIONE

L' Associazione Centro Studi Sicurezza sezione Guardie Giurate è stata fondata formalmente nel 2001 da un gruppo di guardie giurate. Tra gli obiettivi primari, la volontà di riscattare una categoria lavorativa che da anni versa in condizioni disagiate grazie alla noncuranza delle Istituzioni e di alcune sigle sindacali.

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Presidente: 389/05522181 Segreteria: 389/0552165

 

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lunedì, 20 aprile 2009

APPUNTI DA UN COLLEGA
Notte tra lunedì e martedi 14, ore 02.15, Milano viale Sarca. Pattuglia della Polizia Locale in servizio antilucciole. Mentre sono fermi in macchina un furgone gli fà il pelo a velocità spaventosa, rosso pieno, lo spostamento d’aria fà ballare la pattuglia. Sistemi a tutto andare ed inseguimento di circa un quarto d’ora. Per sfortuna (loro) imboccano una strada chiusa.. pattuglia gli si piazza di fronte.. saltano fuori in tre, due si dileguano nelle campagne e uno lo bloccano, dopo una serie di colluttazioni riescono ad ammanettarlo. Vediamo cosa nascondono. Aprono il furgone e sorpresa una cassaforte chiusa appena scardinata, furgone rubato.. etnia slava. Bel colpo. Intanto arriva la PS e si offre volontaria, il collega dice “ragazzi tutto sotto controllo, ho preso le botte io e procedo io”. “Ok togliamo il disturbo”. Sgominata banda di slavi specializzata nelle casseforti.. si stanno ricercando gli altri due. Il collega al pronto soccorso gli riscontrano tre costole rotte. 25 giorni di prognosi.. i gionali continuano a parlare del mimo multato in Vittorio Emanule. Viva l’Italia!

A parte tutto stò tornando da casa al collega rotto.. sta abbastanza bene.. si fa per dire



Muso
CentroStudiSicurezza alle ore 11:47
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giovedì, 22 maggio 2008

GUARDIA GIURATA: LA SOTTILE DIFFERENZA TRA ONNIPOTENZA E LUCIDITA’
di Fabrizio Carbone (guardia giurata Mondialpol TORINO e Segretario Regionale del Centro Studi Sicurezza)




Torino, 20 maggio 2008.




“Sulla base di quanto accaduto in data 18/05/2008 (n.d.r.) ritengo l’intervento a mezzo stampa del direttore dell’ufficio legale della Sicuritalia, Dott. SUTTINI del tutto fuori luogo, irrilevante ai fini giuridici e con carico di argomentazioni inutili, quasi a voler giustificare un’eventuale inadempienza da parte dell’Istituto da cui dipendeva Raffaele Cesarano.

Al di là del folle gesto cui si è reso responsabile il collega e per il quale procederanno gli organi competenti, dissento fortemente quando lo stesso Dott.Suttini afferma con estrema tranquillità che” i vigilantes vengono periodicamente sottoposti a visite mediche” e nella fattispecie neurologiche, capaci di individuare varie ed eventuali alterazioni psichiche…. I famigerati certificati “anamnestici” o i “test psicologici” cui si riferisce il Dott. Suttini hanno una valenza fondamentale ai fini del rilascio del porto d’armi per difesa personale, in quanto esentano gli Istituti di Vigilanza da qualsiasi responsabilità derivante da un uso improprio e sconsiderato dell’arma; viene rilasciato dal proprio medico di base sulle dichiarazioni del proponente, che ammesso e non concesso sia affetto da gravi patologie (droghe, alcool, epilessia, etc etc…) di sicuro non lo dichiarerebbe mai, specie se ciò gli pregiudicasse il lavoro.

Altro passaggio fondamentale, sono i criteri valutativi con cui il personale della vigilanza privata viene assunto, istruito, dotato di un’arma al seguito (un preciso Decreto Legge ne regolamenta il libero possesso su tutto il territorio nazionale, senza limiti di chilometraggio e orario e anche fuori dal servizio)…. e mandato in mezzo alla gente ad operare, peraltro senza sapere NULLA dei precedenti risvolti professionali e psicologici dello stesso; in parole povere, manovalanza allo stato puro, che nella maggior parte dei casi viene apostrofato come personale specializzato.

La vigilanza privata è diventata un serbatoio occupazionale all’interno del quale si riversa un esercito di dilettanti; da una parte persone regolari, bisognose di un posto di lavoro e dall’altra pazzi scatenati, poliziotti mancati e pseudo-sceriffi che non hanno la minima cognizione di come si detenga un’arma; in tutta questa confusione gli Istituti di vigilanza che fanno? Prendono posizione a mezzo stampa, elencando in maniera mnemonica quello che l’attuale regolamento procedurale prevede in materia di assegnazione di responsabilità: falso zelo o coscienza da ripulire?

Sulla base della mia esperienza in questo settore, posso asserire con assoluta certezza che allo stato attuale, la vigilanza privata (sempre più in aumento e con un volume d’affari di 2 MLD di euro all’anno…) è ben lontana da quelli che dovrebbero essere gli elevati standard di sicurezza cui l’Europa si è già da tempo adeguata.
CentroStudiSicurezza alle ore 09:55
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venerdì, 10 novembre 2006

UNITI PER ENRICO

Ieri abbiamo assistito ad un'evento commuovente per tutti, soprattutto un momento di riflessione e di grande insegnamento. Eravamo in tanti ieri, molte guardie giurate, molti civili, la commossa vicina di casa del collega Morandi che lo ricordava come un'uomo buono, fatto per gli altri, disponibile. <<Gli piaceva stare in compagnia, conosceva tanta gente lui, aveva tanti amici ed organizzava sempre lui le uscite. Gli volevan bene tutti>>. E non celo un velo di commozione nel riportare quelle parole. Presenti tutti, tutte le persone semplici che ad Enrico volevano bene. C'eravamo anche noi, anche se Enrico non lo conoscevamo, colleghi della Cisl, Cgil, Ugil, Uil, consiglieri comunali della sinistra e della destra, il comandande dell'Ivri guardie giurate dell'Ivri di Lodi, vigili urbani carabinieri. Tutti in silenzio, tutti insieme sotto lo stesso cielo, tutti solo per una cosa: Enrico, commemorarlo in silenzio, con in mano le stesse torce. Destra e sinistra, sindacati differenti politici di tutti gli schieramenti. Sembrava di vederlo guardarci da lassù, tutti uniti per lui, e sembra veramente cinico affermare che purtroppo la categoria si riunisca solo in questi momenti tristi.

Ed infatti il miracolo è durato poco un giornalista ci avvicina dicendo che dopo ci sarebbe stata un'altra manifestazione di un sindacato autonomo, lo stesso che proprio il giorno dopo il funerale di Enrico è pronto a tuonare contro quella fiaccolata, la stessa che è riuscita a riunire tutti noi in serenità. Perchè noi eravamo lì, destra e sinistra, tutti insieme per Enrico...tutti uniti per lui. Ciao Enrico, grazie per averci ricordato per qualche ora che la categoria deve essere unita.

La Segreteria

CentroStudiSicurezza alle ore 15:04
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sabato, 28 ottobre 2006

LETTERA APERTA DEL RESPONSABILE C.S.S. PIEMONTE
Lettera aperta a tutti i soci e simpatizzanti del Centro Studi Sicurezza.
 
Da: Fabrizio CARBONE ( Guardia Mondialpol e Resp. C.S.S. Piemonte)
 
Egregi Colleghi,
                          è con immenso piacere che vengo a voi con questa mia presente, allo scopo di aggiornarvi in merito all’attività del Centro Studi Sicurezza del Piemonte.
Un anno fa, il Presidente Marmello decideva di affidarmi la gestione della politica operativa di questo grande gruppo nella nostra Regione e nello specifico di partenza, nel suo capoluogo, dove risiedono i maggiori Istituti di Vigilanza.
Sin da subito ho cercato di fare una “giusta” selezione nell’individuare, CHI fosse stato con le aziende e CHI non lo fosse; ho dovuto purtroppo constatare, che la stragrande maggioranza delle guardie giurate, sono corrotte, bugiarde, carrieriste, prevaricatrici, ricoprono incarichi sindacali per una doppia valenza e hanno paura.
Lo schifo e la vergogna di cui si ricoprono questi individui ha permesso con estrema facilità da parte mia, l’individuazione dei “traditori” e dei “fedeli” permettendomi di prendere i dovuti provvedimenti. Questo come??? Facendo nomi e cognomi, denunciando (legalmente) circostanze e situazioni anomale, frutto del torbido intrigo tra la classe dirigenziale e la classe operaia “corrotta”.
Ho personalmente condotto una battaglia legale con la Questura di Torino, per un eccessivo accanimento della stessa su un nostro collega e ho vinto!!!! Con tanto di scuse.
Tuttavia questa mia esuberanza e questa mia voglia di pura e sana giustizia, mi hanno ben presto trasformato in un bersaglio: minacce velate e non, di intimidazioni da parte delle aziende, degli organi preposti, hanno successivamente lasciato spazio a quelle che si possono definire “le vie di fatto” o le “cosiddette ritorsioni” (atti di vandalismo sulla vettura, telefonate minatorie, bigliettini volanti, ecc ecc).
Ebbene, ragazzi, tutto questo mi ha notevolmente fatto incazzare e ha fatto salire una rabbia “costruttiva”, che mi ha fatto capire che avevo fatto centro!!! Il fare nomi e cognomi, il denunciare apertamente ogni abuso ed illecito, paga e risolve; dopotutto, nessun magistrato potrà mai condannarmi per aver detto la VERITA’. La VERITA’ è un’arma micidiale, se usata senza con criterio e con cognizione di causa.
Dal maggio del 2006, sono diventato Segretario Regionale di un Sindacato Autonomo di categoria, l’A.E.P.S.G.A.C. che in costante collaborazione con il Centro Studi, combatte in prima linea ogni tipo di abuso consumato all’interno della Vigilanza Privata; il conferimento giuridico depositato presso le Direzioni Regionale e Provinciali delle Camere del Lavoro, hanno dato una valenza maggiore all’operato delle due compagini, facendo si che si diventi ancora più forti, più consapevoli e rispettosi di noi stessi innanzitutto!
A tal proposito, esorto TUTTI I COLLEGHI DEL PIEMONTE a scrivermi al seguente indirizzo di posta elettronica (info.carbonefabrizio@yahoo.it) o al contattarmi telefonicamente ai seguenti numeri: 340/1438635334/7037489 per segnalare qualsiasi abuso, prevaricazione, atto discriminatorio, lesivo e/o offensivo nel vostro lavoro e nei vostri stessi confronti, qualora vi trovaste in situazioni di emergenza, insomma, ogni qualvolta che il problema non riesce più a essere “gestito” sul campo.
Compatibilmente ai miei orari di lavoro (sono anche io come voi, in mezzo alla strada tutti i giorni) ed ai miei impegni familiari, sarò ben contento di consigliarvi al meglio e all’occorrenza, raggiungervi sul posto, qualora le condizioni del momento lo richiedano.
Metto al vostro servizio, la mia preparazione tecnica e l’esperienza lavorativa maturata negli ambienti della Pubblica Amministrazione, per combattere con il “cervello” e non con le “urla”, ogni tipo di illecito commesso nei confronti della nostra categoria.
Ricordo ancora a tutti voi i miei riferimenti.
 
 
e-mail: info.carbonefabrizio@yahoo.it
cell: (utenza tim) 334/7037489 - (utenza vodafone) 340/1438635
 
Voglio chiudere con una frase molto bella e significativa, che rivolgo a tutti coloro che non vogliono uscire allo scoperto, per paura di ritorsioni aziendali, pseudo-vendette e quant’altro:
 
 
 
“ UN GIORNO LA PAURA BUSSO’ ALLA MIA PORTA…..
IL CORAGGIO ANDO’ AD APRIRE E……
NON VIDE PIU’ NESSUNO”.
 
 
 
Nella speranza di sentirvi numerosi, colgo l’occasione per rinnovare i miei migliori auguri a tutti coloro che gravitano attorno a questa meravigliosa Associazione che per mezzo di quel santo di Marmello (ormai quasi senza salute…) continua a dare corpo alle nostre iniziative. A voi tutti….buon lavoro.
 
 
CentroStudiSicurezza alle ore 20:56
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martedì, 29 novembre 2005

SELEZIONE E FORMAZIONE DEL PERSONALE DEGLI ISTITUTI DI VIGILANZA

A cura di Fabrizio Carbone
G.p.G. in forza all’istituto Mondialpol Torino.
 
Non si è mai approfondito il discorso sui criteri della selezione del personale avviato alla professione della Guardia Particolare Giurata; come avviene il “reclutamento”? Quali requisiti essenziali deve avere il candidato? Che tipo di documentazione deve produrre al fine di conseguire il decreto prefettizio?
E una volta incorporato, quale corso di addestramento deve sostenere per tali mansioni e quanto affiancamento deve fare per poter gestirsi autonomamente? Non tutti si pongono questa importante domanda e tanto meno gli Organi preposti al controllo, che a mio modesto parere, NON sanno come VERAMENTE avviene un corso d’addestramento e tanto meno come ( NON )avviene un affiancamento. Ogni Questura competente, per mezzo della Divisione di Polizia Amministrativa, sancisce che “l’incorporamento” avvenga dopo aver valutato (tramite documento medico….) se il candidato sia o non sia in possesso dei requisiti psicofisici attitudinali indispensabili; passata questa prima procedura, l’addestramento o formazione professionale, viene fatto con un corso teorico/pratico della durata di almeno 40 ore ecc ecc ecc ( n.d.r. )….il resto è scritto sul regolamento di servizio in assegnazione a tutte le gpg.
Una volta fatta la normativa, nessuno più si preoccupa che essa venga regolarmente applicata; visto e considerato la riduttività della cosa (  corso per corrispondenza è decisamente più serio..) nutro fortissimi dubbi sulla professionalità del candidato, una volta superato questo corso (ovviamente..in maniera brillante).
Non finirò mai di lamentarmi per le ENORMI FIGURE DI MERDA  che certi colleghi riservano alla nostra “categoria”, proprio a causa della scarsissima preparazione tecnica in materia, priva di ogni tipo di malizia, unitamente ad una buona dose di “ignoranza” personale. In  senso lato..cioè che ignorano che c’è un codice che ci regolamenta e ci impone più doveri che diritti !!! Non scordiamoci Signori, che se in servizio sbagliamo a seguito di tutto questo, i nostri cari Istituti, NON ci tutelano, nè legalmente, nè penalmente lasciandoci peraltro, in balia delle vicissitudini giudiziarie in cui siamo incappati. Poiché la legge non ammette “IGNORANZA”…..(lo dice lei stessa…) quando sbagliamo, paghiamo di tasca nostra determinati errori e nella peggiore delle ipotesi, perdiamo anche il lavoro, senza possibilità di replica. Vi siete mai chiesti perché spesso siamo derisi dalla gente, poco credibili nei confronti delle forze dell’ordine e sfruttati dai nostri stessi datori di lavoro??? (impariamo a chiamarli con il loro nome…e non PADRONI..) Tutto questo perché c’è tanta IGNORANZA !!!!!!!! E’ brutto doverlo constatare, ma è una triste realtà..!!!! Studiamo ragazzi, aggiorniamoci, alleniamoci e dimostriamo sin da queste piccole GRANDI cose, che qualcosa sta cambiando. Solo così potremo sperare veramente….perchè sino a che resteremo ignoranti, i nostri datori di lavoro, avranno sempre materiale su cui arricchirsi e guadagnare, aiutati NON POCO da un sindacato sempre più CORROTTO…e DIO mi è testimone se sto dicendo una fesseria…!!!!!!!!
Detto questo, mi rimetto alla riflessione di ognuno di noi, nella speranza che i più giovani ci mettano la forza e l’impegno e i più anziani, la saggezza e la voglia di insegnare. Forza ragazzi..la campana non è ancora suonata, il round non è ancora finito. Un caro saluto a tutti quanti voi.

CentroStudiSicurezza alle ore 15:29
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martedì, 04 ottobre 2005

LETTERA APERTA DI UN COLLEGA

Guardie Giurate o per chi vuole carne da macello la tanto agognata riforma ci viene prospettata tutti gli anni e come tutti gli anni viene posticipata ma questo gioco quanto deve ancora durare,e il motivo qual’è ,allergia intolleranza? Sapete queste Guardie rivestono servizi pericolosi,le nostre vite sono messe a rischio tanto quanto quelle dei nostri colleghi (per chi non si offende) forze dell’ordine,prestiamo giuramento alla Repubblica siamo armati portiamo delle divise,trasportiamo valori,facciamo servizio di prevenzione furti,servizio di pattuglia antirapina (un uomo solo in vettura) siamo all’interno di strutture pubbliche,la notte ricopriamo servizio il più delle volte da soli,non abbiamo smontante dopo la notte,abbiamo turni con orario spezzato,servizi anche di pattuglia a dodici ore,dobbiamo intervenire e avere a che fare con ubriachi,tossici,ma………..siamo Operai Generici. Non la riteniamo un’offesa poiché noi rispettiamo i veri operai che come noi lavorano onestamente. Il nostro contratto slitta a data da destinarsi ovviamente poiché in ballo la riforma .Vediamo servizi dei vari TG fatti in ospedali,porti aeroporti metropolitane e altri posti ,dove in primo piano polizia: ma scusate noi deve siamo ? neanche per le televisioni esistiamo se non quando moriamo ,perché sapete noi moriamo e non sono pochi i colleghi che se ne vanno per avere svolto con onore il loro dovere ma ricordate per voi non è morta una Guardia; ma per tutti noi SI .Noi non chiediamo di diventare Poliziotti ma vogliamo essere quanto meno personale qualificato per le mansioni da noi rivestite,vogliamo essere riconosciuti inquadrati e addestrati per le competenze a noi attribuite. siamo decine di migliaia di uomini armati:Chiediamo tanto?

CentroStudiSicurezza alle ore 23:43
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lunedì, 04 luglio 2005

RACCONTO DI UNA GUARDIA GIURATA AGGREDITA
BUONA SERA SONO UNA GUARDIA GIURATA DELL' ISTITUTO DI VIGILANZA MONDIALPOL ROMA VOLEVO RACCONTARE QUELLO CHE  MI E' SUCCESSO VENERDI 01/07/05 IN SERVIZIO PRESSO LA METRO ROMA  STAZIONE PIAZZA EUCLIDE.
MENTRE EFFETTUAVO LA CHIUSURA DELLA STAZIONE ( DA SOLO) VENIVO AGGREDITO DA DUE PERSONE DI NAZIONALITA' STRANIERA (RUMENI) CHE HANNO CERCATO DI PORTARMI VIA L'ARMA C'E STATA UNA FORTE COLLUTTAZIONE E HO DOVUTO FATICARE NON POCO PER NON FARMI PORTAR VIA LA PISTOLA RIPORTANTO SVARIATE FERITE UN LABBRO GONFIO HO PRESO CALCI DA TUTTE LE PARTI GLI STESSI POI SCAPPATI LUNGO I TUNNEL DELLA STAZIONE. SONO DOVUTO SALIRE SOPRA ALLA STAZIONE PER DARE L'ALLARME IN QUANTO SOTTO IL CELLULARE NON PRENDE  IN SEGUITO SONO STATO ACCOMPAGNATO DAI COLLEGHI AL PRONTO SOCCORSO CON 5 GIORNI DI REFERTO. ALLORA IO VOGLIO DIRE UNA COSA QUANTO ANCORA DOBBIAMO SUBIRE OFFESE PREPOTENZE E COMPAGNIA BELLA SPECIALMENTE DA QUESTA FECCIA DI GENTE. SONO LETTERALMENTE INDIGNATO COSA FA IL MINISTRO DEGLI INTERNI.



Caro collega,

il Centro Studi Sicurezza come associazione fa del suo meglio. Abbiamo fatto convegni, tuttora li facciamo, siamo andati a colloquio recentemente da Mantovano, il quale ha assicurato che entro l'anno la riforna verrà approvata. Ad ottobre vorremmo organizzare l'ennesimo convegno sulla sicurezza per squotere ulteriormente l'opinione pubblica.  Dobbiamo essere uniti e creare una sorta di alleanza salda tra tutti i colleghi, in maniera tale da dimostrare che siamo assolutamente contrari allo stato attuale della nostra categoria. La tua testimonianza è l'ennesima che conferma la nostra totale impotenza nei confronti della criminalità, purtroppo quindi siamo costretti a fidarci solo delle nostre capacità e della nostra prontezza nel toglierci da situazioni a rischio. Per fortuna quei criminali non hanno avuto la meglio su di te. Ma quanti purtroppo sono periti opera di criminali? Dobbiamo sperare solo in una riforma per avere più professionalità e sicurezza per noi stessi e per gli altri. Spero che tu ti rimetta presto
 
Un saluto Alessandro Marmello
CentroStudiSicurezza alle ore 18:56
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